venerdì 15 maggio 2026

SapoNino Ciccione

Il neo presidente dell’Imperia, Giuseppe D’Onofrio, sembra intenzionato a bruciare le tappe e a costruire fin da subito un progetto ambizioso per il futuro neroazzurro. Archiviata la stagione, l’imprenditore campano è già al lavoro sia sulla definizione dello staff societario e tecnico del prossimo anno, sia sul fronte delle infrastrutture, con particolare attenzione allo stadio “Ciccione”.

Sul piano tecnico, appare ormai scontata la conferma dell’allenatore Giancarlo Riolfo, considerato uno dei punti fermi da cui ripartire. Parallelamente, la società starebbe definendo anche l’arrivo di un nuovo direttore sportivo, figura che sarebbe legata alla scuderia di un noto manager a livello nazionale.
Ma è soprattutto sul fronte impiantistico che D’Onofrio starebbe imprimendo una forte accelerazione. Il presidente, infatti, sarebbe vicino alla chiusura della trattativa per l’acquisizione della cosiddetta ex fornace di via XXV Aprile, area che in passato ha ospitato il saponificio Risso. Un passaggio considerato fondamentale per ampliare gli spazi attorno allo stadio, in particolare sotto la tribuna centrale e consentire, nei prossimi anni, una ristrutturazione più ampia dell’impianto.
Il progetto dovrebbe svilupparsi per step successivi e comprenderebbe anche la riapertura del settore Distinti, da tempo inutilizzato. L’obiettivo è quello di trasformare progressivamente il “Ciccione” in una struttura più moderna e funzionale.
Il colpo d’occhio che si presenterà ai tifosi nella prossima stagione sarà, comunque,  completamente diverso grazie a un restyling quasi totale dell’impianto: previste nuove sedute e seggiolini neroazzurri in tribuna, nuove panchine, un moderno tabellone luminoso, una tribuna stampa con 12 postazioni e cartelloni pubblicitari elettronici e a scomparsa.
Segnali concreti di una società che vuole programmare il futuro con ambizione e dare nuova identità all’ambiente neroazzurro, dentro e fuori dal campo.

lavocediimperia.it

Cose dell'altro mondo per noi tifosi neroazzurri, progetti e intenzioni che non abbiamo mai sentito in questo primo quarto di secolo, caratterizzato di bassissimo (anzi rasoterra) profilo e silenzi tombali.
Il presidente è un fiume in piena, anzi, data la sua origine partenopea, un vulcano in ebollizione.
La riconferma del mister (anche se non c'è ancora l'ufficialità), autore col suo staff, di un miracolo sportivo, è un segnale forte che non può che essere accolto con piacere.
Il restyling del "Nino Ciccione", il nostro tempio (altro che costruzione di un nuovo impianto) nel quale l'Imperia calcio gioca dalla sua fondazione, è un sogno che potrebbe realizzarsi, ma di questo ne parleremo nei prossimi giorni.
La notizia del giorno (anche se le nostre betoneghe ne parlano da qualche settimana) è la possibile acquisizione dell'area ex fornace e saponificio, sita in via XXV aprile, di fronte al Bar Paradise e adiacente alla tribuna dello stadio "Nino Ciccione".
L'abbiamo visitata nei giorni scorsi e, ora, possiamo mostrarvi quello che abbiamo visto.







Come si vede è un'area piuttosto ampia e indubbiamente strategica.

Ma cosa vorrà farne, qualora dovesse entrarne in possesso?

Si potrebbe pensare che possa essere utilizzata come foresteria per gli atleti e potrebbe essere collegata con l'adiacente tribuna con un passaggio coperto o un semplice varco, un corridoio di qualche metro che colleghi direttamente quella struttura al retro della tribuna per far passare direttamente i giocatori da lì.

In questo modo si potrebbe realizzare quel progetto sentito da anni immemori di realizzare gli spogliatoi all' interno della tribuna con i calciatori che potrebbero effettuare l'ingresso in campo direttamente dalla centro della stessa tribuna.

Ne sapremo più nelle prossime settimane 

17 commenti:

  1. Speriamo solo che tutti questi lavori non si trasformino in migrazioni in altri campi per una stagione come gia' successo per il circone(.... A proposito, im1923, a riguardo ci dai aggiornamenti?)

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  2. Credo che per dei lavori così ci si sposta volentieri.. certo non per la cittadella

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  3. Ma perchè parlate di spostarsi? Non dite stupidaggini, cosa c'entrano gli eventuali lavori nel retro della tribuna, nell'ex saponificio, con il fatto di non poter giocare sul terreno del Ciccione? I lavori all'interno dello stadio riguarderanno i seggiolini e migliorie varie tipo la sostituzione delle panchine ma saranno fatti a tempo debito e senza inficiare sullo svolgimento delle partite della squadra.

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  4. ....sempre catastrofisti....

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  5. E intanto mister Pietro Buttu ha lasciato il Derthona
    https://www.tuttocampo.it/Liguria/AMPNews/1835369/calciomercato-pietro-buttu-lascia-il-derthona

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  6. Scusate ma qualcuno mi può spiegare Tarabotto che non iscrive il Vado in lega proo???

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  7. https://m.youtube.com/watch?v=em0DrlXMPRY

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  8. A Bergamo hanno giocato la serie A con le ruspe nelle curve. Ad occhio i lavori previsti non mi sembrano così invasivi...

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  9. Io mi auguro che in sinergia con il comune con priorità si metta mano al Ciccione. Non so se mai un giorno torneremo in serie C, ma se per caso un giorno dovesse succedere andiamo a Sestri levante o Chiavari a giocare? Ci sarebbero lavori per l'omologazione ai criteri richiesti dalla C che richiedono grossi lavori.
    Vedi il Vado che in questi giorni minaccia di rinunciare (non ci crede nessuno) all'iscrizione in serie C perchè non ha lo stadio pronto per affrontare la C e comunque nella migliore delle ipotesi sarà costretto a giocare mezza stagione lontano da casa.

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  10. La disponibilità dell'area ex saponificio e quella dietro la tribuna potrebbe diventare davvero interessante, ammesso che si possa fare. Anche se i tempi non sarebbero brevi perché bisognerebbe "sfrattare" l'attuale IRIS e trovargli una sistemazione adeguata. Un altro passo sarebbe annientare l'inutile "cittadella dello sport", compreso tutto il canestro, destinata all'abbandono e ad un lento degrado. Al suo posto si potrebbero creare una piazza alberata e ricavare nuovi parcheggi riqualificando l'intera piazza d'Armi, allargando la strada e rendere la zona meno squallida. Un'opera "grandiosa" sarebbe allargare il campo per ricavare uno spazio decente per le panchine e ampliare la tribuna sfruttando lo spazio alle spalle, lasciando perdere nuovi stadi che costerebbero dieci volte tanto. Un altro piccolo intervento, per rendere un mini gioiellino la struttura, sarebbe sistemare il muraglione alle spalle dei distiniti, magari ricoprendolo con due grandi pannelli e tinteggiare la squallida parete del vecchio palazzo, a lato dei distinti, a striscioni nerazzurri con il logo "Imperia". Credo che i proprietari non dovrebbero avere remore nel accettare questo intervento. Oltre naturalmente la riqualificazione di gradinate e distinti. Alcune di queste idee mi rendo conto essere a abbastanza utopiche (smantellare la "stecca", l'unica opera decente della cittadella, sarebbe troppo, per ovvi motivi. Anche se ammettere i propri sbagli, in funzione di un risultato migliore, sarebbe accettabile. Ora mi sveglierò, tutto sudato.

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    1. Se hanno usato dei fondi pubblici del Pnr per fare quella porcata della cittadella, non credo che tu ora possa buttarla giù e farci un'altra cosa. E sulla facciata di quel palazzo imponente a fianco ai distinti come puoi pensare di farci il logo dell'Imperia e in più nerazzurro? Intanto è un condominio e non è la sede della società. Poi i palazzi devono rispettare sulle facciate delle tinteggiature ben precise, magari è pure un palazzo con vincoli urbanistici. Poi, anche se si potesse, sai quanto costa tinteggiare tutta quella parete? I ponteggi, gli operai, i colori...li paghi tu? Come potrebbe pagarli l'Imperia Calcio?
      Inoltre, essendo un condominio dovrebbe essere deliberato da un'assemblea condominiale a maggioranza di tutti i condomini...
      Scusami ma hai detto una belinata...

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    2. Volendo si può fare ogni cosa. Certi non è semplice e occorre rispettare i regolamenti ecc. Se la nuova società ha intenzione di investire per riqualificare uno stadio non sarà certi una facciata di un condominio a spaventarla. Potrebbero essere da Cordoba eliminare univsquallire che vediamo da secoli

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    3. E comunque in un'operazione come quella prospettata con l'acquisto dell'area ex saponificio ecc., spendere 10 o 15mila euro per sistemare una facciata mi sembra una bazzecola. Caso mai il problema è che probabilmente sono solo sogni. Vedremo. Per quello che riguarda i colori, nulla vieta di rispettare le indicazioni comunali per il resto del condominio, se mai verrà tinteggiato. La facciata che da sullo stadio, veramente fatiscente, si può dire che faccia parte del campo stesso. Non penso che ci siano troppe difficoltà a trovare una "scappatoia". Siamo a Imperia ove "vuolsi così colà ove si puote ciò che si vuole".

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    4. Ma che cazzo dici! La facciata fa parte del palazzo, come fai a dire che essendo rivolta verso il campo è come se facesse parte dello stadio...ma per favore...posa il fiasco

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    5. Non parlo in senso giuridico naturalmente, ma nel senso del contesto. Non penso che se ci fosse la volontà sia una cosa impossibile. Per il condominio avere una facciata nascosta e fatiscente riportata in uno stato decoroso sarebbe solo un vantaggio. Per uno stadio riqualificato sarebbe un bel colpo d'occhio, anche originale. Ho capito che sei un esperto di urbanistica, ma cerca di usare espressioni meno logore e abusate🙂.

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  11. Questa cosa degli stadi in Italia sta diventando assurda, per me se all'interno del Comune non c'è uno stadio omologato per fare la categoria, la società non deve nemmeno partecipare a quel campionato. Se ci sono i lavori in corso va bene ma solo in quel caso per il tempo necessario ai lavori. E dovrebbero essere più elastici nei criteri di omologazione dello stadio.

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