Si festeggia quest'oggi l'undicesimo compleanno di Im1923 e, come sempre in occasione di questo anniversario, faccio un bilancio di quello che è accaduto nell'arco dell'anno.
La squadra allenata da Alfredo Bencardino, rinforzata dagli arrivi di
Gabriele Sanci, Arturo Ymeri e
Simone Pollero, termina il Campionato al terzo posto, alle spalle dell'Albissola e del Vado, dopo un girone di ritorno notevole, ma non sufficiente a raggiungere neppure il secondo posto che sarebbe valso la disputa dei play off... insomma, arriviamo primi degli ultimi.
Il mese di gennaio registra subito il
polemico addio di Agustin Battipiedi, che risponde per le rime
al Presidente Fabrizio Gramondo: una v
icenda gestita malissimo fin dall'inizio del ritorno del difensore argentino.
L'Imperia calcio, per qualche ora, abbandona l'oscurità dell'anonimato per essere illuminata dalle luci della televisiva a causa di un errore del comico Maurizio Crozza che,
nel corso della trasmissione "Fratelli di Crozza", annuncia il fallimento del club calcistico di Impeeria, non specificando che fosse relativo a quello dell'U.S.Imperia 1923. Dopo la sdegnata reazione dell'entourage neroazzurro e le scuse del comico genovese, le luci tornano a spegnersi in maniera spettrale.
Intanto veniamo a sapere che
il "Nino Ciccione" è fuorilegge: affinché l'Imperia giochi è necessario ottenere l’utilizzo in deroga ad ogni match con la firma del primo cittadino. L'amministrazione preferisce, dunque, firmare una deroga in bianco piuttosto che affrontare le necessarie spese di ristrutturazione che riguardano, in particolare, le uscite di sicurezza e l'illuminazione non a norma. Secondo la Commissione di vigilanza andrebbero anche riadattati i servizi igienici e messo a disposizione il bar interno. Altri lavori riguardano le telecamere e le reti di protezione. Anche se il cantiere del raddoppio ferroviario è concluso il settore “Distinti” rimane off – limits: mancano le uscite di sicurezza.
A metà aprile, a pochi giorni dalla fine del Torneo, spunta dal nulla
l'ex attaccante Antonio Tomeo che si dice portavoce di un paio di cordate di imprenditori intenzionati a subentrare al vertice societario, con grandi ambizioni e progetti. Il Presidente Fabrizio Gramondo
smentisce immediatamente la trattativa , ma
Antonio Tomeo rilancia, non specificando però chi ci sia dietro di lui: si parla dell'imprenditore albanese
Denis Muca, Presidente del F.C.Cervo, che però smentisce, così come si tira fuori
l'attaccante Giuseppe Bertuccelli, indicato come uno dei rinforzi della nuova squadra e
l'allenatore Flavio Ferraro. Smentisce anche l'
ipotesi gestione dello stadio in mano eventualmente alla presunta "cordata Tomeo", l'
Assessore allo sport Simone Vassallo che dichiara, in merito ai lavori di ristrutturazione dell'impianto cittadino "...il Settore Lavori pubblici sta studiando la situazione per superare le criticità emerse e, a breve, mi risulta, ci saranno novità...": sono trascorsi otto mesi da quel giorno e mi pare che nulla sia accaduto, nevvero?
Dopo due settimane di chiacchiere e, soprattutto, smentite, il Presidente Fabrizio Gramondo, stizzito,
detta le condizioni Antonio Tomeo: "Le opzioni sono fondamentalmente due: se il gruppo che Tomeo dice di rappresentare è intenzionato a rilevare tutto il pacchetto societario, allora gli investitori possono anche non uscire allo scoperto se proprio non vogliono metterci la faccia, purché sia lo stesso Tomeo o qualcun'altro al suo posto ad assumersi l’impegno economico in prima persona, ma non prima che sul conto corrente venga versato fino all’ultimo euro. Se, invece, la proposta, come anticipato, sarà quella di un subentro nella conduzione della prima squadra lasciando ai vecchi dirigenti il settore giovanile, allora la condizione è quella di conoscere nel dettaglio tutti i nomi degli imprenditori coinvolti. Questo mi sembra normale, dobbiamo ben sapere chi saranno i nostri compagni di viaggio. Altrimenti ognuno per la propria strada, non abbiamo più tempo da perdere".
Antonio Tomeo
fa la sua proposta, la dirigenza neroazzurra dice di non averla ricevuta ed il deprimente teatrino va avanti ancora per qualche giorno,
fino a svanire nel nulla, con Tomeo che
annuncia anche la nascita di una squadra ad Imperia... cosa che non accadrà... fortunatamente visti i PROcedenti.
Al fischio finale dell'ultima gara di Campionato, con l'Imperia che
anche in quest'anno... vince l'anno prossimo...
Alfredo Bencardino rassegna le dimissioni dal proprio incarico, così come
Luca Oddone conclude il proprio rapporto triennale per la gestione della Scuola calcio.
Qualche giorno dopo, però, "Ruspa" viene
riconfermato mister per la stagione 2017-2018.
L'Imperia annuncia in pompa magna l'ingaggio dell'attaccante
Pietro Daddi, del
difensore Francesco Cocito e del centrocampista Guido Balbo...
pochi mesi dopo gli
ultimi due saranno tagliati...
Il
Presidente Fabrizio Gramondo è ottimista: "È stato una campagna acquisti importante, le ambizioni sono quelle dell’anno precedente, quelle di arrivare nei posti che permettono la promozione.
Ci siamo mossi sul mercato tempestivamente e pensiamo di avere fornito una rosa al nostro mister secondo le indicazioni che ci erano state richieste, competitiva, sapendo di fare un operato all’altezza di quelle che sono le ambizioni dell’Imperia. L’ambizione è sicuramente quella di arrivare primi e vincere il campionato, malauguratamente ci accontenteremo anche di fare i Play-Off. L’ambizione è quella di concorrere per salire in Serie D".
L'Imperia fa un'
ottimo girone di qualificazione in Coppa Italia e si qualifica alla semifinale, ma l'inizio del Campionato fa tornare tutti coi piedi per terra, dopo il
pareggio contro la Sestrese e la
sconfitta contro la Sammargheritese. Quando pare sul punto di risollevarsi, nello spazio di quattro giorni, l'Imperia è eliminata dalla finale di Coppa Italia
ad opera della Rivarolese e
sconfitta in casa dal Busalla.
E' un anno in cui l'Imperia riscrive letteralmente la storia... in negativo: il
Busalla (in trasferta), il Moconesi (sia
in casa che
in trasferta), la Sammargheritese (
in casa) e la Fezzanese (
in casa) vincono contro i neroazzurri per la prima volta nella loro storia, un'altra medaglia da apporre al petto di questa dirigenza.
Il clima di sfiducia è sempre maggiore, il pubblico diserta il "Nino Ciccione" che è sempre più desolatamente deserto, la prova del fallimento di questo gruppo dirigenziale cui la maggior parte del pubblico imperiese chiede a gran voce le dimissioni.
Ci hanno lasciati, nel corso dell'anno,
Gianluca De Simeis,
Luciano Dagnino,
Nicolò Temesio e
Marco Fazzi.
Due considerazioni personali: come alcuni di voi si saranno accorti non seguo le vicende neroazzurre con la stessa assiduità rispetto al passato. Le ragioni di questa minore presenza sono due, la prima strettamente personale che non vi sto a dire perché non attinente a quello di cui si parla in questo blog, la seconda è che questa dirigenza mi ha davvero fatto passare la voglia (e di dirigenze pessime ne ho viste in questi quarant'anni al seguito dell'Imperia calcio, credetemi... ). "Gli assenti hanno sempre torto" mi ha detto con un po' di arroganza un dirigente: ma, allora, siamo in tanti ad avere torto oppure è qualcun'altro a sbagliare?
Detto tra noi, ultimamente ho anche la tentazione di chiudere il blog, che va avanti anche grazie al grande contributo che mi dà l'amico portorino, che voglio qui ringraziare pubblicamente.
Così come apprezzo coloro che, nonostante tutto, continuano ad appendere lo striscione in Gradinata Nord e nei campetti della Liguria, anche se, lasciatemelo dire, non vedere più
il "testone" del Samurai è per me una ferita sempre aperta...
Concludo, come sempre, ringraziandovi per aver seguito, anche quest'anno, le avventure (ma, forse, sarebbe meglio definirle disavventure) dell'Imperia attraverso il mio piccolo blog e vi do appuntamento tutti i giorni su queste pagine (salvo ripensamenti), aspettando i vostri contributi, i vostri commenti, le vostre critiche ed i vostri suggerimenti.
Forza Imperia... sempre!!!