Ho ricevuto questo bellissimo post da un lettore del blog (quando vuoi scrivi ancora) e che pubblico sulla home per dargli il giusto risalto.
L'Imperia Calcio, squadra ultracentenaria, non ha da anni una vera dirigenza, un presidente come Dio comanda.
La parola giusta che inquadra l'ultimo decennio calcistico è "trascinarsi". Nessuna programmazione, nessun obbiettivo ambizioso, forse l'ideale era vivacchiare in categorie poco dispendiose che non richiedevano l'impegno di grosse cifre avendo come conseguenza l'annullamento della passione dei tifosi verso l'Imperia Calcio.
Doveva diventare la normalità per i Perino's giocare con l'Atletic Club Albaro, il Forza e Coraggio, il Canaletto, l'Arenzano, squadre comunque degne del massimo rispetto.
Abbiamo una dirigenza che in questa condizione poteva gestire la società e portare avanti i loro obbiettivi e i loro interessi al meglio. Ma qui sta il loro errore madornale, Imperia si è dimostrata una piazza che, nell'indifferenza quasi totale della città (e mi riferisco all'imprenditoria) però non ha visto morire la passione di qualche centinaio di tifosi duri e puri che l'hanno sempre seguita, supportata, in fondo amata.
Abbiamo una dirigenza che ha sempre preferito il silenzio, l'oscurità al cielo azzurro e al sole.
Obbiettivi minimi e nessun sogno da proporre ai tifosi. Forse ora è giunto il momento di cambiare, e si sa che chi lascia la strada vecchia per quella nuova non sa quello che trova.
Vero, però anche se viene l'imprenditore di turno che fiutando interessi economici extracalcistici e disposto a buttare qualche soldo nella vecchia Imperia io scrivo ben venga.
Dopo un po' sparirà dai radar, dimenticandosi di Imperia, del Ciccione, dopo anni descritti come sopra se saprà farci vivere qualche anno ricco di ambizioni, di puntare ad obbiettivi che manco osavamo sognare, ben venga. in fondo si vive sperando di trascorrere anche qualche giorno da leone nella vita.


























