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domenica 7 giugno 2026

Abbiamo un grande sogno, in fondo al nostro cuore...

 Ricevo e pubblico 


Il futuro dell’Imperia Calcio si scrive giorno dopo giorno, tanto sul campo quanto fuori. Se l'acquisto dell'immobile adiacente andrà a buon fine, faremo un salto di qualità enorme a livello di infrastrutture. Significherebbe un netto miglioramento per la viabilità, nuovi parcheggi strategici e una serie di servizi complementari fondamentali per rendere lo Stadio "Nino Ciccione" un impianto sempre più moderno, accogliente e funzionale.

Archiviate le prime novità societarie, ora tutti gli occhi sono inevitabilmente puntati sull'apertura ufficiale del calciomercato. L'augurio di tutto l'ambiente neroazzurro è quello di riuscire a ingaggiare gli innesti giusti per fare quel salto di qualità necessario a migliorare il 12° posto del campionato appena concluso.

Cosa ci aspettiamo dalla prossima  stagione in Serie D? Vogliamo un campionato sereno, senza i patemi d'animo della zona retrocessione e senza pretendere l'impossibile da un giorno all'altro. Un ottimo traguardo sarebbe un 6° posto, accarezzando la zona playoff. Se poi i ragazzi sul campo sapranno fare ancora meglio, ben venga: i playoff ce li prenderemo con le unghie e con i denti!

Con una programmazione attenta, passo dopo passo, l'obiettivo a lungo termine resta uno solo: tornare ai fasti dei tempi d'oro.

 La mente vola subito al triennio storico 1970, 1971 e 1972, quando l'Imperia lottava a testa alta in Serie C contro corazzate del calcio italiano. Parliamo di sfide mitiche contro piazze del calibro di Genoa, Spal, Ascoli, Parma, Livorno, Spezia, Venezia, Como, Cremonese e Udinese. Sarebbe stupendo respirare nuovamente quel calcio. 

Anche se oggi la Serie C è profondamente cambiata e affronteremmo altre realtà, il fascino resterebbe immutato: lo stadio "Ciccione" pieno in ogni ordine di posto, il boato del pubblico e la visibilità mediatica delle riprese TV su Rai, Sky e Now (piattaforme che all'epoca non potevamo nemmeno immaginare). Senza contare, ovviamente, l'importantissimo ritorno economico garantito dall'incasso dei diritti televisivi.

Sognare in grande è il motore del nostro tifo, ma oggi la realtà ci chiede di concentrarci sul presente. La base di partenza c'è, l'entusiasmo anche. Adesso la parola passa alla società per un buon calciomercato, con l'obiettivo di costruire una squadra solida in grado di regalarci un grande piazzamento in Serie D. 

Forza Imperia, sempre!

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Se veramente andasse in porto l'acquisizione dell'area dietro la tribuna si potrebbe veramente rivoluzionare l'intera "logistica" del Ciccione, rivoluzionando accessi, parcheggi, strutture complementari allo stadio, ecc. Ci vuole una vera volontà di fare le cose per bene, senza guardare ai soliti interessi, ma solo a quelli dell'Imperia e anche quelli pubblici, migliorando tutta la zona intorno allo stadio. Paradossalmente la stecca appena ristrutturata, l'unica cosa decente realizzata, rappresenta un ostacolo, perché per fare un lavoro organico e funzionale andrebbe eliminata. Cmq per ora sono solo chimere, vedremo.

Anonimo ha detto...

È una bella lettera e spero che l'Imperia del Pres D'Onofrio faccia un buon campionato e ci regali soddisfazioni.
Accostare però l'Imperia a Sky, Now ecc non mi piace. Le considero un elemento negativo. Faccio un esempio, abbiamo il tennista più forte al mondo, mai successo e dobbiamo pagare Sky o chi altro non so per vederlo vincere a Montecarlo, Madrid, Roma. Ma paghiamo già il canone alla RAI che incassa fiumi di soldi anche dalla pubblicità. Dovrebbe trasmettere lei il tennis, senza dover pagare anche le pay-tv. L'Imperia Calcio ha altri valori, deve essere di tutti, in primis la gente umile e semplice. Im 1923 ci ha raccontato l'aneddoto di Falchi che all'ingresso del Ciccione faceva entrare la gente povera, persone oneste che però in quel momento non potevano pagare il biglietto, rimettendoci poi lui i soldi. L'Imperia era questo e spero lo rimanga. Quando vedo la parola Sky penso ad uno sport riservato solo ai ricchi, chi ha i soldi ed è un accostamento che non mi piace per niente. Per me l"Imperia deve essere di tutta la città.

Anonimo ha detto...

Rispondo ad Anonimo del 7 giugno 2026 delle ore 10:14. Le piattaforme a pagamento sono una scelta, un'opzione in più per chi non vuole andare fisicamente allo stadio o per chi non segue la propria squadra in trasferta. Sono d'accordo con te che gli eventi sportivi da te citati dovrebbero essere accessibili e gratuiti per tutti, ci mancherebbe! Tornando all'Imperia: se un giorno si riuscisse a salire in Serie C, in quella categoria i diritti TV generano circa 70.000 euro. La Rai trasmetterebbe gratis e in chiaro una partita di cartello dal "Ciccione", quindi non la vedo come una cosa invasiva. Se ad esempio i tifosi del Perugia guarderanno la partita in TV, sarà solo perché non hanno modo di venire al "Ciccione" a causa della lunga trasferta. Inoltre, con la riforma Zola, utilizzando i giovani del vivaio e valorizzandoli con il "minutaggio", si incassano altri soldi. Lo stadio resta sempre lo stadio, una partita vista dal vivo non ha eguali. Tutti allo stadio per un bel campionato in Serie D!

Anonimo ha detto...

Speriamo che il Pres non trovi troppa gente avida sul suo cammino di ricostruzione della vecchia Imperia. Comprare al prezzo giusto, ripeto giusto e nulla più. Mi riferisco alle aree intorno al Ciccione e quant'altro. Se poi sulla sua strada troverà qualche avido ed ingordo che poi in definitiva cercherebbe di fare soldi sulla pelle della vecchia Imperia, liberissimo di mollare tutto ed andare in altri lidi, maggiormente disponibili e corretti rispetto ad Imperia. Per evitare problemi di questo tipo confido nella supervisione del nostro sindaco

Anonimo ha detto...

Imperia - Perugia, sto sognando!!

Anonimo ha detto...

Tutto il mondo è paese...ma se non riuscirà il nostro presidente, chi se lo piglia quel capannone abbandonato a quasi 800000 euro con tutti i lavori che poi ci saranno ancora da fare...

Anonimo ha detto...

L'onestà deve partire prima di tutta da chi presiede la società, che non è un ente benefico, ma dovrai avere un riscontro utile alla propria attività, che si può conciliare con una programmazione seria e obiettivi ambiziosi. Quanto uno dei due fattori viene a mancare il castello crolla. Certo Imperia non è che offre chissà quali opportunità, a livello industriale siamo zero, ma ci sono altri ambiti che possono attirare investitori. Tutto dipende dalla "qualità" dei suddetti e dalla diciamo "trasparenza" e onestà della componente politica.