Non una brutta partita, si badi bene, per essere un derby, ma una sconfitta per chi ama la passione e l'adrenalina che eventi come questo (nello squallore della nostra piccola città) sanno offrire.
La mancanza del pubblico di fede matuziana e la relativa contestazione degli Ultras imperiesi, si è capito da subito che avrebbero creato un ambiente inedito, per chi, come il sottoscritto, ha vissuto i suoi primi derby negli anni '70 dove nessuno si preoccupò mai di impedire l'accesso a questi o a quest'altri tifosi nonostante le scazzottate nei derby fossero all'ordine del giorno.

La Gradinata che, giustamente, fa capire ai ragazzi di essere pronta a sostenerli ma che poi sceglie la forma più civile di contestazione, ovvero l'abbandono del settore senza creare alcun problema di ordine pubblico, mossa che deve aver clamorosamente spiazzato le "forze dell'ordine" (mai, come ieri, un parolone) letteralmente interdetti sul cosa fare a quel punto. Uno schieramento incredibile alla fine della gara all'uscita dello stadio (probabilmente più agenti che tifosi) a scortare una normalissima uscita di un qualsiasi Imperia - Angelo Baiardo...

La gara, a mio modo di vedere, ha ruotato su questo episodio. Probabilmente i matuziani hanno preso coraggio e, con una tecnica obiettivamente superiore a quella dei nostri, non hanno dato l'impressione di essere in inferiorità numerica rischiando di subire il pareggio in una sola altra circostanza.
Fa male soprattutto pensare a cosa voglia dire avere alle spalle di chi sta in campo una società o avere il nulla come succede a noi.

Che dire, poi, dell'impietoso confronto fra una società che si permette di mettere in campo fra primo e secondo tempo quattro attaccanti che sicuramente giocherebbero titolari in qualsiasi squadra di serie D e, soprattutto, tutti col vizietto del gol ed un'altra che mette in campo un giocatore menomato da inizio stagione da problemi fisici, un altro che a quasi quarant'anni non può sostenere il peso dell'attacco ed in panchina due ragazzi di belle speranze, ma chiaramente senza l'esperienza necessaria per affrontare queste partite.
Insomma, non un disastro, ma certamente una delle pagine più amare della nostra storia recente perché, alla fine, questa Unione Sanremo, nonostante tutto, era assolutamente alla portata, almeno per il pareggio, anche di questa Imperia e questo risultato non fa altro che rinfocolare, ancora una volta, l'amarezza per quello che avrebbe potuto essere e che, ancora una volta (speriamo l'ultima) non sarà.