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domenica 15 giugno 2008

Chi l'ha visto? Tonino Sacco


Questa volta voglio ricordare Salvatore “Tonino” Sacco, il grande bomber nerazzurro, a cavallo tra gli anni '70 e '80. Innanzitutto la scheda, curata, come sempre, da Massimo di Finale Ligure (stagione/squadra/serie/presenze/gol):
70-71 Savona C 2. 0
72-73 Savona C 8. 1
73-74 Sestri Levante D
74-75 Orvietana Dil.
75-76 Sestri Levante D 34. 16
76-77 Sestri Levante D 10
77-78 Imperia D 33. 20
78-79 Imperia C2 31. 11
79-80 Imperia C2 1. 0
Nov 79-80 Casale C1 28. 5
80-81 Imperia D 29. 7
81-82 Cairese Prom. 26. 12
82-83 Sestri Levante Int.
83-84 Cairese Int. 17. 2
84-85 Novese Prom. 28. 8
85-86 Ceriale Prom. 13
86-87 Loanesi 1a Cat. 28. 5
87-88 Loanesi 1a Cat. 27. 7
88-89 Libarna Prom. 6
89-90 Albisola 2a Cat. 33
90-91 San Nazario 2a Cat.
91-92 Villapiana Don Bosco 2a Cat.
92-93 Mallare 2a Cat.
93-94 Veloce Savona 2a Cat.
94-95 Veloce Savona 1a Cat.

Nato a Gioia Tauro (Cz) il 4 marzo 1954 Tonino Sacco arriva ad Imperia nella stagione 1977/1978. Allenatore nerazzurro è il grande Bruno Baveni ed è la squadra di Mariani, Manitto, Landini, Ottonello, Chiarotto, Bencardino e Manfredi.
Proprio con Manitto, Sacco forma la mitica coppia di gemelli del gol “Sacco/Manitto”, due cognomi che si pronunciavano quasi insieme, come in una filastrocca, come i tifosi del Toro facevano per Pulici e Graziani...
All'esordio con la casacca nerazzurra, in casa contro il Busca, bastano 3 minuti per far capire a tutti che si tratta di un bomber di razza, realizzando un gran gol, bissato pochi minuti dopo.
E' una stagione magica per il piccolo attaccante calabrese che in 33 partite realizza la bellezza di 20 reti che, sommate alle 13 di Manitto, fanno dei due la coppia più prolifica del Torneo vinto dopo un testa a testa col Savona: 33 reti in due, sulle 47 realizzate dalla squadra di Baveni.
La più importante, sicuramente, quella realizzata a Sanremo, al 18° della ripresa, che permette ai nerazzurri di vincere il derby... passeranno 30 anni prima della successiva vittoria, quest'anno, con la rete su rigore di Alberto Francesconi.
Dopo 8 anni i nerazzurri tornano in serie C2, nel delirio generale.
La stagione successiva Sacco, in coppia sempre con Manitto, realizza altre 11 reti ed un record difficilmente ripetibile: 5 reti in una sola gara, quella casalinga contro il Montevarchi, gli aretini che alla fine del torneo ci befferanno nello spareggio promozione.
L'anno successivo solo una presenza, a Savona, subentrato a Ottonello, prima di essere ceduto al Casale.
Tonino Sacco torna ad indossare la casacca nerazzurra nella stagione 1980/1981 quando l'Imperia, allenata da Salvatore Sacco, vince il Torneo e torna in serie C2: anche in questa occasione, esordio con il botto dell'attaccante, che realizza la rete del pari contro la Pro Vercelli, poi sconfitto per 1-4.
La squadra, nella quale militavano, tra gli altri, anche Lombardi, Noferi, Schiesaro e Magaraggia, vince il Campionato insieme alla Vogherese, sconfitta per 1-0 nello scontro diretto dispuatato al “Ciccione”, nella penultima giornata: rete della vittoria, al 16° della ripresa, 10 secondi dopo il suo ingresso in campo al posto di Salri, sempre di Tonino Gol.
Sarà la sua ultima rete in nerazzurro, anche se, ad onor del vero, quel giorno l'Imperia giocò con una inedita ed assurda maglia arancio blu.
Come sempre, chiunque abbia ricordi di questo calciatore, li condivida con noi e se ha la possibilità di contattarlo, lo faccia.

sabato 14 giugno 2008

P.R.O.prio una P.R.O.posta imP.R.O.ponibile



Appena è saltata fuori questa pazza idea della P.R.O. Imperia, in molti si sono sbizzarriti a segnalare parole che contenessero le tre fatidiche lettere, a noi tutti indigeste: P.R.O.

Ecco il mio piccolo Vocabolario:
PROblematico... anzi, impossibile da accettare
PROcesso... quello che dovrebbero subire gli ideatori di questa pazza idea
(non sono) PROcione, non mi chiamo fri frì, sono un lattaio e mi faccio un culo così...
PROcrastinare... quello che stanno facendo un po' tutti... ma il 20 giugno sta arrivando...
PROdigio... quello che ci vorrebbe per convincerci della bontà di questa pazza idea
PROfilattico... quello che sarebbe stato necessario avessero usato i genitori degli autori di questa assurda idea
PROfittare... della situazione è quello che vorrebbe fare qualcuno per rubare il nome Imperia
PROfumare... questa idea della nuova società, più che altro puzza
PROgetto... quale? Nessuno!
PROminente... il naso di chi dice bugie grosse così
PROmozione... la massima aspirazione... se li ripescano
PROmiscua... quello che è questa accozzaglia di società
PROpaganda... quella fatta dagli adepti su questo blog per incensare il loro capo
PROpinare... ma a chiiiii?
PROposta... indecente
PROprio... una stronzata questa P.R.O.
PROspettiva... nessuna, quella promessa dal neo presidente
PROstituta... fate un po' voi...
PROtestante... i tifosi nerazzurri, che non accetteranno mai questa “cosa”
PROtetto... dal potere chi ha fatto questa PROposta di sicuro lo è
PROverbio... Squadra e buoi, dei paesi tuoi
PROvincia... Imperia, l'unico Capoluogo d'Italia a non avere una squadra di calcio
PROvocazione... quello che è questa pazza idea
(divina) PROvvidenza... l'unica che potrebbe salvarci dalla morte.

Ora tocca a voi PROporne delle altre.
PROnti? Viaaaaaaaaa!!!!

venerdì 13 giugno 2008

Voglio trovare, un senso a questa storia


I figli so' pezzi 'e core. Per i propri figli ogni bravo genitore vuole il meglio e li circonda di amorose cure, facendo per loro ogni sorta di sacrifico, per non fargli mancare mai nulla.
Lo stesso concetto Deamicisiano è stato più volte affermato dal mulger (dopo il master, quale miglior pseudonimo può essere affibbiato a Marco Alberti?).
Lo ha detto e ribadito più volte: la mission (ligure parla a to lenga, mi verrebbe da dire...) della Riviera Pontedassio è di far crescere i giovani del proprio settore giovanile, per arrivare a livelli di eccellenza qualitativa e , nel giro di qualche anno, di imporsi a livello regionale e non solo.
E' necessario, ha ribadito, raggiungere il benessere psico-fisico del bambino, avvalendosi dei tecnici preparati e qualificati. Ed ecco l'affiliazione alla Soccer School bianconera della Giuventus, unica realtà selezionata nel ponente ligure.
E' necessario, anche, migliorare ed aumentare gli impianti nei quali far allenare i ragazzi.
Un lavoro certosino che, come si legge nei comunicati ufficiali degli adepti, è stato più volte apprezzato dall'Assessore allo Sport imperiese Marco Scajola, che ha avuto parole di elogio per il lavoro che la società biancazzurra sta svolgendo nella preparazione, formazione ed educazione dei giovani che voglio praticare il gioco del calcio.
E così, dopo il latte alta qualità, ecco il settore giovanile di Alta qualità. E le similitudini non finiscono certo qui: sentendo le parole del mulger e dei suoi adepti, pare di leggere quanto riportato sul sito ufficiale del Latte Alberti, dove si dice che l'Azienda occupa una posizione di primo piano in Liguria e basso Piemonte; che è dotata di stabilimenti ed attrezzature modernissime; è in grado di offrire alla clientela un ottimo latte e una gamma completa di prodotti derivati, igienicamente controllata e garantita, d'indiscussa qualità; è tra le prime del proprio settore in Italia a potersi fregiare della Certficazione ISO 9002.
Incredibili le similitudini, vero?
Tralasciata questa curiosità (o verità?), volevo concludere il discorso iniziato ribadendo un concetto già espresso: ma questi fortunatissimi, meravigliosi, amatissimi, viziatissimi, integerrimi figlioli cresciuti nel settore giovanile della Riviera Pontedassio (che pare davvero un'Oasi biologica, come quelle che si vedono nelle pubblicità televisive), quando raggiungeranno l'età in cui non saranno più dei ragazzini, ma dei giovanotti, che fine faranno? Smetteranno di giocare a pallone e si troveranno perduti, in un mondo cattivo, perchè il loro papà non ha pensato al loro futuro?
In parole povere: che senso ha, dopo averli cresciuti con tante amorose cure, farli giocare , se va bene, nei polverosi campetti di periferia e dell'entroterra imperiese?
ma che senso ha non avere una Prima squadra nella quale far giocare i migliori ragazzi del proprio settore giovanile e non farli confrontare con quelli delle città di altre regioni, in Campionati nazionali e professionistici?
Oppure hanno ragione i maligni, i cattivoni, che fanno delle basse insinuazioni, come queste o queste, secondo le quali i ragazzini sono solo delle vacche da mungere?
Non è che i ragazzini possono produrre più Grana (non necessariamente Padano) dei grandicelli?
Non è che così si hanno più consensi ed aiuti dal potere cittadino?
Nooooooooooo, ne sono certo, non è così: queste sono solo cattiverie di persone invidiose ed in malafede... ma allora me lo spiegate qual è il senso di questa rinuncia a creare una Prima squadra ambiziosa? Perchè, come dice Vasco, questa storia un senso non ce l'ha... oppure no?

Vola al cinema





Le ultime


Copio/incollo dal Secolo XIX a firma Diego David
«Per noi esiste ed esisterà sempre solo l’Imperia nerazzurra. Non sosterremo mai una squadra coni colori biancoblu, tanto meno che indossi una maglia biancoazzurra come quella della Sanremese, poi».
Ha sollevato quasi una mezza rivolta popolare, soprattutto attraverso una valanga di post indignati inviati ai blog degli Ultras, la decisione di Marco Alberti di varare la P.r.o. Imperia, frutto della fusione tra Riviera, Pontedassio e Onegliese.
Nulla è ancora stato ufficializzato, ma i tempi stringono.
Sull’Imperia 1923, che in teoria potrebbe iscriversi ancora al campionato di Eccellenza, incombe la mannaia della radiazione, oltre che il rischio del fallimento.
Da dove ripartirà dunque il calcio imperiese? Il progetto di Alberti non è solo avversato dalla frangia più calda dei supporter nerazzurri, ai quali si sono uniti alcuni tifosi “storici” del club di piazza d’Armi, ma certi scricchiolii cominciano ad avvertirsi anche in casa Riviera Pontedassio.
Addirittura un gruppo di dirigenti riuniti intorno al direttore generale Fabio Ramoino e a Fabrizio Gramondo, avrebbero espresso l’intenzione di salire sull’Aventino e di non appoggiare il progetto Alberti. Sempre secondo indiscrezioni, Ramoino e Gramondo vorrebbero addirittura cercare di ottenere in dote una vecchia denominazione per ripartire dalla Seconda categoria.
L’industriale lattiero–caseario, starebbe, dunque, cercando in città altri alleati. Marco Alberti da
quando ha lanciato l’idea ha sempre affermato di essere lui a rinunciare spontaneamente ai colori nerazzurri, non disponendo la nuova “creatura”sportiva delle risorse economiche necessarie per rinverdirne i fasti.
Ma quali sono le radici “storiche” che hanno portato la quadra del capoluogo ad adottare fin dalla fondazione i colori nerazzurri? Lo storico Sergio Baccaglini, autore del volume “La mia passione l’U.S. Imperia” (dal quale è tratta la foto scattata dal padre Angelo), avanza
un’ipotesi suggestiva. «I colori nerazzurri – dice Baccaglini – potrebbero essere stati scelti in omaggio al primo presidente, il ragionier Mario Valentini che era di origini bergamasche.
Correva l’anno 1923 e tre anni prima l’Atalanta aveva adottato, proprio, il nerazzurro. Poi anche
perché, allora la scelta non era molto varia. Di rossoblu, colori che andavano per la maggiore, erano già vestiti giocatori di Genoa e Vado, quindi, potrebbe essere stato anche un vezzo, la volontà di differenziarsi».
A barricarsi letteralmente dietro i colori nerazzurri è il dirigente storico Piero Ferrari, che prende le distanze dal nuovo sodalizio. Tuona Ferrari:«Per me non è l’Imperia. E’ una società diversa che può giocare con le maglie che vuole».
L’indimenticato “bomber” degli anni Sessanta Franco Ranzini, presidente dei “Draghi nerazzurri”, lui che il nerazzurro lo ha indossato centinaia di volte, trattiene a stento le lacrime: «Per me biancoblu sono i colori della Maurina. Deve nascere una società che porti con orgoglio i nostri colori,ma per far questo bisogna remare tutti da una stessa parte».
Caustico anche il commento di un ex presidente, quello della rinascita dell’Imperia ’87, il commercialista Niclo Calcagno che afferma: «Bisognerebbe ricominciare con modestia, facendo bilanci preventivi pessimisti per non avere sorprese. L’idea, di non mettere le maglie nerazzurre, mi spiace dirlo, fuoriesce una mentalità da…Riviera dei Fiori (intesa come sodalizio calcistico
ndr)».
La gloria nerazzurra Alfredo Bencardino, oggi allenatore (confermato) del Golfodianese è stato accostato anche alla panchina della nuova squadra che potrebbe ripartire dalla Prima categoria o in caso di ripescaggio dalla Promozione. Bencardino, quindi, parla da tifoso: «Per me, è ovvio, esiste solo l’Imperia. In questo progetto, nonostante la buona volontà dei creatori, non vedo
“imperiesità”». Bencardino, però, da uomo di sport, apre uno spiraglio all’ipotesi P.r.o. Imperia e aggiunge: «L’invito mio personale è di nutrire verso chi propone la soluzione in questione un atteggiamento positivo e rispettoso. In fondo non è mica colpa loro se la vecchia Imperia ha
fatto la fine che ha fatto. Magari è solo questione di aspettare un po’ di tempo. I colori nerazzurri non moriranno mai>>.

giovedì 12 giugno 2008

La proposta (indecente?) di Giò


Sono piacevolmente sorpreso e un po' stupito dal fatto che il buon Gigheland abbia apprezzato l'articolo del giornalista di Savona (questo), nel quale si fa chiaro riferimento alla necessità improrogabile di unire le forze all'interno della provincia per tornare a respirare aria di buon calcio.
Voi sapete come la penso io e non da oggi. Sinceramente non me ne frega un belino di condividere una curva con i matuziani o con i ventimigliesi o con gli armesi o i dianesi. Sono invece stufo di aspettare il messia che deve venire a salvare l'Imperia calcio promettendo fuoco e fiamme, salvo poi fare la stessa fine degli altri e lasciarci sempre nella merda. Io da tifoso di calcio voglio tornare a vedere del bel calcio e se devo vederlo in una società chiamata Ponente Ligure. Riviera Ligure di Ponente, Imperiese, Provincia di Imperia non me ne frega proprio nulla.
Sono stufo di Imperia-Borgorosso Arenzano. Sono dispostissimo ad andare in un bello stadio nuovo costruito magari ad Arma di Taggia a vedere xxxxxxxxxx contro il Venezia o la Cremonese o il Monza o la Spal o chi per esse e tornare a casa dopo aver visto giocare a calcio e non scapoli e ammogliati perché quello se voglio me lo vado a giocare io alla sera a San Lazzaro.
Questo stramaledetto campanile sta uccidendo il calcio del Ponente Ligure e, al giorno d'oggi, se si vuole puntare in alto, non ci si può più permettere di coltivare ciascuno il proprio orticello.
Facendo un salto indietro nel passato (a proposito di campanilismo che ha fatto il suo tempo), secondo voi quando noi stavamo in D e la Sanremese in C1 ospitava il Bologna al Comunale, i matuziani sentivano la nostra mancanza o non gliene poteva fregare di meno? Io credo che anche i più accaniti curvaioli legati ai derby con Albenga, Sanremese & c. avrebbero alla lunga ben poco da rimpiangere se il menu domenicale fosse quello che ti ho presentato nella mail di prima.
O mi sbaglio?
Scusate lo sfogo, ma non ne posso proprio più.
Giò

mercoledì 11 giugno 2008

Ancora dal Brasile con amore... e rabbia



Roba da matti! Dalla riunione di Comune di Imperia, imprenditori vari, notai, altre societelle calcistiche, onestamente mi aspettavo tutta un'altra cosa!
Ed invece tutto questo minestrone di autoritá é riuscito a partorire una nuova minuscola societá che si chiamerá: PRO IMPERIA ...... e che cos'é?
Come si puó misturare il nome dell'IMPERIA con sobborghi come la Riviera dei Fiori, il paesello di Pontedassio e l'Onegliese che senza Imperia non esisterebbe!!!
L'Imperia calcio ha 85 anni di storia che non si possono cancellare e questi quattro pellegrini che si sono dati appuntamento in comune per rendersi visibili all'opinione pubblica e magari pensare di guadagnarsi attestati di stima, stanno distruggendo quanto fatto di buono da migliaia di atleti, allenatori e dirigenti.
Una vera e propria vergogna! Ma come é possibile che tra COMUNE di IMPERIA, LATTE ALBERTI, NOTAIO AMADEO, OLIO CARLI, PASTA AGNESI e altre imprenditorie varie non si é in grado di tirare fuori CENTOMILA EURO per salvare l'Imperia e la sua storia???
Questo al pari della nuova ipotetica denominazione é una cosa della quale ci sarebbe da NASCONDERSI!
Ma aver vissuto per trent'anni in liguria ed Imperia in particolare mi hanno insegnato che chi ha i soldi é molto difficile che li adoperi per la comunitá o per qualche cosa che possa fare felici altre persone (in questo caso, i veri e propri tifosi dell'Imperia, i Samurai).
Qui da Recife, vivo questa situazione con molta tristezza ed imbarazzo.
É un vero peccato che in una cittá di 40000 abitanti che puó contare su di un personaggio (Claudio Scajola) ai vertici del governo italiano, sia INCAPACE di salvare la propria squadra di calcio dalla radiazione.
Il 2008 potrebbe divenire l'anno da mettere tutti la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi e VERGOGNARSI per ció che si sta per compiere!
Un'idea? Bisognerebbe fare una bella colletta (di 3-4-5 euro ciascuno a seconda della necessitá) con tutti gli imperiesi e salvare voi stessi la squadra e consegnarla poi a personaggi veramente competenti!
Un imperiese, ex giocatore nerazzurro (seppur nelle giovanili) emigrato in Brasile...
Roberto Ferro

martedì 10 giugno 2008

Signor Marco Alberti le scrivo... (la risposta)


Alla mia lettera al signor Marco Alberti ha risposto ancora una volta l'addetto stampa della Riviera Pontedassio Davide Perrera.

Se non richiedessimo noi la denominazione Imperia, la potrebbe chiedere chiunque anche con minori titoli "sportivi" (anche squadre di categorie inferiori alla nostra), anzi lo può già fare! Noi lo facemmo già lo scorso anno senza successo.
Ricordo inoltre che prima della fusione con il Pontedassio la nostra denominazione era Riviera Calcio Imperia (società nata nel 1970). Quindi il nome della città era già presente.
Sappiamo bene che l'Imperia Calcio è un'altra cosa ed è per questo che Marco Alberti nell'articolo di Diego David afferma, in merito alla possibilità futura (sia a breve che a medio termine) di eventuali mutate condizioni (possibili nuovi investitori e/o categorie più consone ai blasoni nerazzurri): "....naturalmente rimaniamo aperti alla collaborazione con coloro che vorranno proseguire il discorso per affrontare insieme il cammino". Quindi massima disponibilità ed apertura come dimostra la nostra recente storia.
Anche noi speriamo con voi che risorga l'Imperia calcio con i colori nerazzurri e con grandi obiettivi e ci metteremo a disposizione con tutte le nostre risorse come abbiamo sempre fatto. Un esempio per tutti: con una squadra del nostro vivaio che però vestiva nerazzurro ed era denominata Imperia, ci siamo piazzati secondi dietro al Lecco (finale persa ai rigori) in un Torneo Internazionale in Spagna a Barcellona; secondi, perdendo solo la finale con la quotata Albinoleffe, al Trofeo Raineri nel dicembre scorso al Ciccione; vittoria del Campionato provinciale Fair Play (solo per citare alcuni risultati di una singola squadra giovanile). Sarebbe stato molto più semplice far vestire ai nostri ragazzi le nostre maglie ma siamo stati orgogliosi di aver portato quei colori e di averli onorati con parecchi successi.
Cordialmente
Perrera Davide
Addetto stampa Riviera Pontedassio

Comunque vada, sarà un successo?


Per i più disattenti volevo segnalare questo commento ad un post di ieri.
Finalmente è stata costituita la PRO LOCO DI IMPERIA.
Nonostante la stagione fallimentare del Riviera retrocessa, qualcuno esce tutti i giorni sui giornali dichiarando di non possedere i mezzi economici per acquistare il grande marchio Imperia 1923.
E' meglio stare zitto. Fa piu' bella figura.
Anzi, già la fusione con il Pontedassio è stata fallimentare prima di farla, perchè lo scopo erano le sponsorizzazzioni che possedeva il Pontedassio.
Esaurite le scorte, ora ci prova con l'Onegliese con grande successo fino a quando non litiga con il Furioso.
Un altro falllimento annunciato.
Come mai il campus del Riviera costa 400,00 euro e quello dell'OLIMPIA solo 250,00, utilizzando la stessa montagna e le medesime attrezzature?Per il Presidente tutto va bene; sono andati via più di 100 bambini e per il presidente è un successo; la Sampdoria chiede 7 o 8 ragazzi per un provino, il presidente e i responsabili decidono di non mandarli perchè poi se li portono via.
Bravi è tutto un successo.

Le ultime


Copio/incollo dal Secolo XIX a firma Diego David
Giancarlo Riolfo è stato l’ultimo allenatore “vincente” a sedersi sulla panchina nerazzurra.
Sfumate le ipotesi di approdare a Savona e Sestri Levante, Riolfo oggi è ancora in attesa di una sistemazione che possa soddisfare la sua voglia come dice lui «di fare calcio in maniera
professionale e seria».
In giro si dice che la sua strada potrebbe presto incrociarsi con quella del Cuneo, appena retrocesso dalla serie D. L’altra sera, in occasione di un memorial ad Arma di Taggia, ha guidato una formazione quasi tutta composta da suoi “allievi”, una sorta di rimpatriata. Legato alle piazze di Sanremo, dove ha militato come giocatore, e Imperia, dove a parte una breve parentesi qualche anno fa sul terreno di gioco è esploso come tecnico, ha assistito da spettatore alle allucinanti
vicende della Sanremese e soprattutto dell’Imperia.
Dopo aver iniziato, infatti, la stagione proprio nella squadra del capoluogo e aver assemblato una formazione che fino a novembre era una delle protagoniste assolute del girone A della serie D, ha dovuto abbandonare la barca in seguito alle vicissitudini societarie, quando ancora il club
di piazza d’Armi era nelle mani di Gianfranco Montali.
Come legge oggi Riolfo quanto successo a Imperia nella stagione appena conclusa? Dice Riolfo: «Non volevo certo scappare prima del naufragio, ma nemmeno essere ostaggio di certe situazioni. Quando le promesse di poter fare un anno sereno sono venute meno, ho preferito farmi da parte per non fare da parafulmine per i giocatori che erano rimasti privi di garanzie. Quello che è avvenuto dopo è solo la conseguenza dell’avvicendarsi di personaggi che hanno determinato
una serie incredibile di fatti che nel calcio sarebbe meglio non vedere mai più. Forse era meglio chiudere tutto a dicembre, sicuramente si sarebbe perso meno tempo».
Alfredo Bencardino ma nelle ultime ore è venuto prepotentemente alla ribalta anche il nome di Pino Alfano sono i tecnici dati per più accreditati per avere in dote la panchina della neonata Pro Imperia annunciata da Marco Alberti (presidente del Riviera Pontedassio, appena retrocesso
in Prima categoria). In città, però,non accenna a placarsi (anzi cresce) la rabbia dei tifosi per la decisione dell’imprenditore lattiero caseario di varare la Pro Imperia, realtà nata
dalla fusione di Pontedassio, Riviera e Onegliese di cui l’acronimo “P.r.o.” costituisce, appunto, l’abbreviazione.
Nomi utili quelli di Bencardino e dell’indimenticato Alfano, chiamato
ancora oggi affettuosamente dai tifosi “Pino Gol”, per rabbonire una piazza sul piede di guerra. La scelta di Marco Alberti,infatti,di ripartire al massimo dalla Promozione in caso di ripescaggio
(altrimenti dalla Prima categoria) e, soprattutto, di non adottare i colori nerazzurri,ma di sostituirli con l’inedito biancoblù, «visto che ha detto Alberti–le risorse economiche per rilanciare come meriterebbero i colori nerazzurri non ci sono», ha messo in subbuglio la tifoseria.
E Riolfo cosa pensa della possibilità per Imperia calcistica di rinunciare ai colori nerazzurri? «Bisognerebbe prosegue il tecnico andorese fare di tutto per salvare il titolo e con esso la
storia dell’Imperia. Le possibilità ci sono. Imperia, poi, è una delle poche piazze rimaste in cui si riesce ancora a fare calcio nella maniera giusta».
Dunque Riolfo potrebbe in qualche modo, se non si concretizzassero altri discorsi, fare ancora parte di un progetto Imperia? «Ripeto, sono disponibile a tutti i progetti che garantiscano
di poter fare calcio seriamente».

lunedì 9 giugno 2008

Nerazzurro vero


Ruspa non ha mancato di rispondere alla proposta indecente riportata sul Secolo XIX di domenica.

Andate su gigheland o cliccate direttamente qui.

Signor Marco Alberti le scrivo...


... le scrivo nella speranza che lei o qualcuno dei suoi adepti, che per sua fortuna, come dice lei, non l'hanno abbandonata, legga queste parole dette col cuore da un tifoso nerazzurro.
Ho letto attentamente le sue parole pronunciate nei giorni scorsi e riportate su quotidiani locali.
Non ho ragione di credere che lei non creda in quello che dice e, su alcuni punti, le dico che ha pure ragione.
Quando dice che “Siamo consci delle nostre possibilità e non vogliamo illudere i tifosi. Non ce la sentiamo di impegnarci nell’impresa di fregiarci dei colori nerazzurri. Quei colori meritano, infatti, certi investimenti che noi non possiamo garantire” voglio credere che questo sia un atto di umiltà ed onestà.
Quando dice “Sarei stato forse l’unico ad avere le possibilità di ricevere in dote il titolo dell'Imperia 1924 , ma rinuncio di proposito, perché mi sembrerebbe quasi di profanarlo”, voglio pensare che lei abbia rispetto nei confronti della storia del calcio ad Imperia.
Allora le faccio una domanda semplice semplice: perché se lei è tanto umile, onesto e rispettoso (e non continuo coi complimenti... gli altri ho visto che glieli fanno i suoi complimenti a mezzo Comunicato Ufficiale... sperando che vengano dal cuore), perché allora si vuole fregiare a tutto costi del nome di Imperia?
Cos'è? Le va stretto o non si riconosce più nel nome di Riviera Pontedassio? Eppure la Riviera Pontedassio, è l'espressione di un gloriosa società imperiese e di un paesino limitrofo, che hanno tutto il mio e sicuramente il suo rispetto... perché vuole cancellare anche questa storia?
E poi la scelta di nuovi colori sociali... chissà come saranno contenti chi ha rappresentato fino ad oggi le due realtà sopra citate (più l'Onegliese), che si ritroveranno ad indossare dei colori differenti... perché, glielo ricordo, i colori sociali sono importanti.
E, poi, crede di rabbonire la piazza offrendo la “prestigiosa” del neonato cerbero P.R.O. ad una vecchia bandiera nerazzurra? Si parla di Bencardino, Alfano o altri che hanno segnato in maniera indelebile la storia del calcio ad Imperia... crede che gli stessi penseranno di allenare l'Imperia o una società senza identità e senza storia?
Quindi le chiedo solo una cosa: continui a fare bene, benissimo, il suo mestiere di Presidente della Riviera Pontedassio, si fonda con chi vuole, ma lasci stare il nome di Imperia ed i colori nerazzurri.
Perché questo cerbero non è l'Imperia calcio! L'Imperia calcio è un'altra cosa...

Le ultime


Copio/incollo da Secolo XIX a firma Diego David
Hanno provocato una ridda di polemiche (ma anche qualche timido consenso) le parole di Marco
Alberti che ha annunciato la nascita dellaPro Imperia, dove“Pro” sono le iniziali di Pontedassio, Riviera e Onegliese, sodalizio sorto dall’unione delle forze delle tre realtà calcistiche cittadine.
A indignare la frangia più calda del tifo cittadino è stata soprattutto la decisione di abbandonare le gloriose casacche nerazzurre.
I colori sociali della nuova società, che chiederà il ripescaggio in Promozione, saranno biancoblù e
non quelli biancazzurri indossati dai “nemici” per eccellenza, i cugini matuziani. Basterà questo
dettaglio cromatico per convincere gli Ultras a un ripensamento?
Difficile pensarlo anche perché i colori, la maglia, nel calcio sono molto di più che un “dettaglio”, anzi sono l’unica icona rimasta in un mondo sempre più orientato al business e sempre meno, salvo rari casi, all’attaccamento ai valori della tradizione e, appunto, della maglia.
Per non parlare di preoccupazioni del tipo: se qualcuno volesse rifondare l’Imperia partendo dal gradino più basso, gli verrebbe concesso di utilizzare la denominazione “Imperia” e i colori nerazzurri o sarebbero definitivamente perduti? C’è addirittura chi parla di autoscioglimento
dei “Samurai” dopo 26 anni di presenza in gradinata Nord e dell’intenzione di andare al "Ciccione” solo per tifare per la squadra avversaria.
Secondo talune fonti, Alberti avrebbe in serbo un asso nella manica, un vero e proprio “colpo di teatro” per cercaredi convincere i tifosi più restii della necessità della sua decisione.
Si tratterebbe dell’ingaggio per la panchina dei biancoblù di un allenatore che da giocatore ha scritto indelebili pagine di storia del club nerazzurro (Bencardino?). La lettura dei concetti espressi da Marco Alberti è, comunque, chiara: non ci sono le risorse economiche in questo
momento per ridare fiato alla leggenda nerazzurra, quindi, per non «profanare» quei colori meglio usarne altri. In altro senso si può interpretare: diamo tutti insieme (soprattutto
gli imprenditori) il nostro contributo e creiamo le premesse di una rinascita seria e solo allora avremo la dignità di indossare quelle maglie. In effetti sui campi di provincia della Promozione o della Prima categoria aspettano la squadra espressione del capoluogo (naturalmente per batterla) e attendono di incontrare undici giocatori che indossino i colori nerazzurri.
In questo quadro il convitato di pietra è il vecchio club sul quale incombe il rischio della radiazione e del fallimento. Saldando il debito con la federazione che ammonta a 85 mila euro si
potrebbe ripartire dall’Eccellenza, ma resterebbero aperti tutti gli altri fronti debitori nei confronti di fornitori e del fisco.
E poi la magistratura si deve ancora esprimere sulla titolarità delle quote e non è nemmeno chiaro chi siano gli amministratori, visto che dalle parti della segreteria di piazza d’Armi non si è più visto nessuno dei protagonisti della telenovela (da Buzzetti, a Zamperlini alla meteora Paparella) che ha caratterizzato la stagione dell’Imperia a partire dal gennaio scorso.

domenica 8 giugno 2008

Dal Brasile con amore



Ho ricevuto questa mail invitami da un tifoso nerazzurro residente in Brasile che soffre per i colori nerazzurri e trepida per la sorte della nostra societá e che quanto torna a casa a trovare la famiglia, non disdegna di andare allo stadio a tifare per l'Imperia (quest'anno era presente alla seconda giornata quando abbiamo polverizzato il Lottogiaveno per 3 a 0).
Ve la riporto integralmente:
Carissimo, stiamo seguendo il tuo lavoro giá da tempo e per questo ti ringraziamo per lo sforzo che produci continuamente per tenere aggiornata la gente che ama Imperia e la sua squadra di calcio.
Io mi chiamo Roberto Ferro e vivo qui in Brasile (Recife, NORD-EST Brasile) da tre anni e mezzo. Sono sposato con una brasiliana e sono in societá con un altro imperiese, Fausto Fabiano di Montegrazie in un centro estetico; questo centro estetico ha il nome della nostra cittá "Salão IMPERIA", un modo in piú per fare conoscere nel mondo la nostra cittadina.
Sono profondamente dispiaciuto e rattristato per la fine che ha fatto la squadra della nostra cittá, un'autentica delusione.
Voi, che seguite l'Imperia sempre ovunque, non meritavate un epilogo di questo genere!
Sono completamente solidale con voi e spero che questi personaggi che hanno accompagnato, nostro malgrado l'Imperia in questi ultimi anni (da Montali alla pagliacciata della Trade Line) vengano puniti per il male e la ferita che hanno inferto ai nostri colori.
Io ho sofferto in particolar modo questa "tragedia calcistica" in quanto ho vestito, seppur nelle giovanili, i colori dell'Imperia negli anni 80. Ho fatto tutta la trafila, dagli esordienti, ai giovanissimi, dagli allievi alla berretti. Sono sempre stato fiero di vestire i colori dell'Imperia. Ho terminato la mia breve carriera alla Riviera dei Fiori all'etá di 22 anni nel 1990, per poi dedicarmi all'imprenditoria.
Tra le altre cose, ho conosciuto nell'anno che militavo negli esordienti, l'attuale assessore allo sport Marco Scajola e il fratello Ferdinando (entrambi negati per il calcio) e vi diró di piú..... Circa quattro mesi fa, ho mandato un e-mail a Imperia Tv nell'angolo dedicato al sindaco, dove giá esponevo le mie preoccupazioni a riguardo dell'Imperia e ho chiamato in causa proprio l'assessore allo sport che non si é degnato NEANCHE DI RISPONDERE!
Adesso, non so, la mia conoscenza calcistica in merito non é cosí competente. Cosa succederá ai nostri colori?
Ti prego di continuare cosí, tenendoci aggiornati e ti ringrazio ancora per la passione che riversi sull'Imperia.
Un caloroso saluto dal Sud America...

Le ultime


Copio/incollo dal Secolo XIX a firma Diego David, ecco l'intervista ad Alberti nella quale annuncia la nascita della P.R.O. Imperia... mentre la leggete, io vado in bagno..
«In questo momento in città non ci sono le condizioni economiche, almeno da parte di quanti in cuor loro vorrebbero farlo, per rilanciare ambizioni degne del nome dell’Imperia calcio».
E’ di Marco Alberti e suona un po’ come una chiamata alla mobilitazione da parte dell’imprenditoria cittadina la prima reazione all’incontro voluto dal Comune di Imperia tra
i diversi soggetti interessati a non far morire il nome del club nerazzurro, ormai vicinissimo alla radiazione.
Il presidente del Riviera Pontedassio rompe gli indugi e illustra il suo progetto: «Sta per essere formalizzata la nascita della “Pro Imperia”, (dove Pro sono le iniziali di Pontedassio, Riviera, Onegliese, ndr), società che ingloba il Riviera Pontedassio e l’Onegliese. Chiederemo il ripescaggio in Promozione, ma non di poter utilizzare i colori nerazzurri». I colori sociali del nuovo sodalizio resteranno, dunque, nelle intenzioni dei promotori, quelli attuali (iridati e biancazzurri), circostanza che non potrà non stupire qualcuno.


Spiega Alberti: «Siamo consci delle nostre possibilità e non vogliamo illudere i tifosi. Non ce la sentiamo di impegnarci nell’impresa di fregiarci dei colori nerazzurri.Quei colori meritano, infatti,
certi investimenti che noi non possiamo garantire».
Marco Alberti prosegue svelando un retroscena legato alla vecchia denominazione “U.S. Imperia 1924” attualmente in mano agli eredi dell’ex presidente Angelo Duberti, scomparso lo scorso Natale. Spiega il numero uno della nascente Pro Imperia: «Sarei stato forse l’unico ad avere le possibilità di riceverlo in dote, ma rinuncio di proposito, perché mi sembrerebbe quasi di profanarlo. L’Imperia, quella nerazzurra, merita palcoscenici di prim’ordine. In Promozione
dovrebbe starci solo di passaggio e ammazzare il campionato.Ma per far questo occorrono soldi. E
non dimentichiamoci che proveniamo da una retrocessione inPrima categoria frutto dei nostri errori. Naturalmente rimaniamo aperti alla collaborazione con coloro che vorranno
proseguire il discorso per affrontare insieme, come auspicato dall’amministrazione comunale, il
cammino».
Le proposte di Alberti negli ultimi tempi sono state oggetto di discussione tra i tifosi che non condividono il supposto “basso profilo” dell’industriale lattiero caseario.


Marco Alberti replica: «Certo che vorrei essere più popolare, ma se la popolarità significa dire bugie e prendere in giro i tifosi preferisco l’impopolarità! Lo so, riscuoterei maggior successo se raccontassi balle da qui al 19 giugno, illudendo i supporter, per poi dare la colpa magari alle istituzioni se non si fossero reperite le risorse necessarie».
Alberti non lo dice apertamente, ma in pratica il suo appello recita più omeno: noi ci mettiamo quello che possiamo, le nostre strutture e la nostra organizzazione.
Il motore economico della città, se vuole, farà la sua parte. La cosa per la verità, non sarebbe impossibile da realizzare in un centro che conta ormai quasi più sportelli bancari che bar, “assediata” da cantieri che ne stanno già mutando il volto urbanistico e tessuto economico.
Il consiglio direttivo del Riviera Pontedassio ha nel frattempo affidato a una lettera aperta ai blog dei tifosi nerazzurri la difesa del proprio presidente. Alberti ha commentato laconicamente l’iniziativa: «Era ora. Cominciavo a sentirmi solo...».

sabato 7 giugno 2008

P.R.O., no grazie!



La voce sta ormai imperversando in città nelle ultime ore: questa mattina Marco Alberti annuncerà la nascita della P.R.O. Imperia, dove il P.R.O. È una sigla che indicherà le iniziali delle società impegnate in questa operazione: Pontedassio Riviera Onegliese.
I colori sociali non saranno i nerazzurri e, considerando le società impegnate in questa operazione, è possibile immaginare una squadra con il nome del capoluogo vestita di biancazzurro o di azzurro e granata (stile West Ham).
La cosa è vergognosa ed oltraggiosa: a questo punto, se non avverranno improbabili miracoli negli ultimi giorni (da qui al 20 giugno, termine ultimo per le iscrizioni ai Tornei dilettantistici), l'anno prossimo sul terreno del ”Ciccione”, dopo 85 anni, non giocherà una squadra nerazzurra.
Ma la cosa peggiore è che se verrà utilizzata la denominazione Imperia, a norma di regolamento, nessuna altra squadra potrà assumere il nome della nostra città e quindi lo storico, inscindibile binomio Imperia/nerazzurro è destinato a scomparire.
85 anni di storia buttati nel cesso: una ferita impossibile da rimarginare.
La soluzione migliore per chi, in questo modo, vede risolvere in un botto una serie di “problemi”, come ad esempio la sparizione del gruppo Ultras dei Samurai Ultras Imperia, il vero male della città; considerato il bassissimo profilo della neonata società, è facile immaginare che, tra qualche anno, il vecchio, mitico “Ciccione” sarà ormai inutile ed inutilizzato e quindi questo porterà alla sua demolizione, per fare posto ad appartamenti, centri commerciali e parcheggi ed alla costruzione di un nuovo piccolo impianto, quello di cui si parla da anni, in regione Baitè.
In questo modo, buttando nel cesso la storia, ma mantenendo il nome Imperia, chi governa la città, crederà di aver risolto il suo problema, nella maniera migliore possibile.
Ad essere indignati, umiliati ed offesi non credo siano solo i tifosi e gli Ultras, ma anche chi questi colori li ha indossati, chi per questi colori e questa maglia ha gioito e sofferto, speso tempo e denari.
Penso alle migliaia di ex calciatori, allenatori, presidenti, dirigenti, massaggiatori, che non potranno per forza riconoscersi in questo mostro a 3 teste.
Tra una settimana, un mese, un anno, la sigla P.R.O. sparirà dai giornali, dalle televisioni e dall'opinione pubblica e resterà solo il nome Imperia: quindi, i meno attenti, gli stupidi, i furbi, considereranno Imperia quella che in realtà l'Imperia non è.
I giovani crederanno che i loro fratelli maggiori, i loro padri, i loro nonni siano dei daltonici, quando gli parleranno dei nerazzurri dell' Imperia calcio.
E poi P.R.O., più che farmi vomitare (cosa che mi è accaduta sovente negli ultimi anni), mi stimola qualcos'altro... è talmente onomatopeico questo nome: PRRRRRRRRROOOOOOOOOOO.
Io non mi voglio arrendere a tutto questo, io voglio sperare ancora che questo sia solo un incubo: ci sono ancora pochi giorni ed una speranza di poter ancora vedere una squadra nerazzurra chiamata Imperia giocare al “Ciccione”. Cosa si potrebbe ancora fare?
- si potrebbe cercare di iscrivere una squadra al Campionato di Seconda categoria e darle nome Imperia
- si potrebbe utilizzare la vecchia denominazione U.S. Imperia 1924
- si potrebbero addirittura saldare i circa 85.000 euro di debiti alla Federazione (tra multe, vertenze e cazzi vari) e forse ritrovarsi addirittura in Eccellenza...
Ma non si può accettare una simile fine. Ora o mai più: io mi offro per dare tutto il mio aiuto possibile a chi, come me, non vuole che questa passione chiamata Imperia e di nerazzurro vestita, muoia o peggio venga surrogata da questo cerbero nauseabondo.

Le risposte


Le risposte alla lettera ricevuta dalla Dirigenza della Riviera Pontedassio non sono mancate: ecco quella di El Lobo, tratta dal sito dei Samurai Ultras Imperia, che potete leggere cliccando qui o leggendola direttamente qui sotto:

La vita ci pone sempre di fronte a scelte. Ad esempio si può tacere evitando di dire fesserie, si può parlare sperando che chi ha ascoltato dimentichi o si può scrivere e lasciare un segno imperituro della pochezza dei propri neuroni. Il "direttivo" del Riviera Pontedassio sceglie, ahilui, la terza opzione.Ma ci sono o ci fanno? Ci fanno, ci fanno... I toni ed i contenuti della missiva non lasciano adito a dubbi.

Il suo grande difetto è essere appassionato di sport e del calcio in particolare. Tale anomalia lo ha portato 4 anni fa...
Dal Garzanti...anomalia s. f.
1. deviazione dalla norma; irregolarità, eccezione
2 (med. , biol.) realtà morfologica o funzionale che presenta differenze rispetto ai tipi o ai valori medi, considerati normali
3 (ling.) deviazione o scarto dalla forma normale teoria dell'anomalia, presso i grammatici greci e latini, quella che poneva nell'irregolarità il principio fondamentale della lingua, contrapponendosi alla teoria dell'analogia
4 (astr.) variabilità dell'orbita descritta da un corpo celeste.
Spero quindi, per Marco Alberti, che sia sempre “nella norma”, che goda di ottima salute e che la NASA non l'abbia spedito nello spazio. Povero il nostro idioma...

...ma di certo (tranne la retrocessione della 1^ squadra nella stagione appena conclusa), tutti gli obiettivi prefissati ad ogni inizio di stagione sono stati raggiunti.
La retrocessione, per la cronaca, è al penultimo gradino dell'ordinamento calcistico. Per quanto concerne gli altri obiettivi, potremmo sapere quali erano? Grazie.
Sono proprio gli obiettivi che dividono con un filo non troppo sottile la nostra Società dalla tifoseria storica del club più blasonato della città, l’Imperia Calcio.
Filo non troppo sottile? Il muro di Berlino sembra un paragone più appropriato.Nessuno pretende la Champions League, benché a 1000 km da qui, il Clube Futbol Villareal, una società nata nel 1923 ed espressione di una città di 42000 abitanti (curioso, no?), con 142 azionisti, 18000 abbonati ed un bilancio di previsione per la prossima annata di 56 milioni di euro, sia riuscita a gudagnarne le semifinali e non sia arrivata all'ultimo atto solo per un rigore sbagliato in pieno recupero.
Qui si pretende solo la dignità.
Quello che il personaggio tanto stimato da Marco Alberti ha combinato è sotto gli occhi di tutti e, purtroppo, ormai, fatto compiuto: bisognerà ripartire dall'ultimo gradino, andare in trasferta (chi può...) a Santo Stefano e a Bordighera, assistendo ad incontri fantozziani.Al Ciccione sono passati gli scudetti di Genoa, Pro Vercelli, Casale e Novese, squadre di grande blasone come Udinese, Piacenza, Alessandria, Mantova, Modena, Empoli, Ascoli, Spal, Sambenedettese, Rimini, Lucchese, Venezia, Cremonese, Padova e Pro Patria: un vero pezzo di storia del calcio che non può essere dimenticato.
D'accordo, i tempi sono cambiati ma l'IMPERIA non può e non deve stare in Prima Categoria: piuttosto è meglio che non esista.
Da bambino guardavo incantato Pelé alla TV: che tristezza rivederlo 20 anni dopo in quelle assurde partite per vecchie glorie in cui non era nemmeno più l'ombra di se stesso. Sarebbe stato meglio ricordarlo com'era. E così sia anche per la NOSTRA squadra. Il purgatorio si affronta per guadagnare il Paradiso, non per restarci in eterno ma questa sembra proprio l'intenzione che traspare dalla lettera del “direttivo”.

Sarebbe facile dichiarare di voler arrivare in C2, magari in serie B, fare uscire qualche articolo, crescere in consensi sui grafici dei sondaggi per poi, magari alle soglie dell’iscrizione tirarsi indietro incolpando magari gli imprenditori, il Comune, la Provincia, il Casinò ecc. ecc. per la loro parziale o totale latitanza al progetto più grande e bello del mondo!
Guardate che conosciamo Tonellotto meglio di voi però non c'era bisogno di andare fino alle baracche per parlare di proclami.E' sufficiente digitare qui nella barra degli indirizzi del vostro browser: scoprirete che il parolaio veneto ha uno “stimato” predecessore partenopeo.

...il Comune di Imperia gode di una delle migliori piscine sul territorio nazionale...
Costata 11 miliardi del vecchio conio, la piscina non può essere utilizzata in determinate gare a causa delle sue dimensioni.

Sarebbe bello non fermare i propri orizzonti ai campanilismi tra Oneglia e Porto Maurizio, fra la Destra e la Sinistra, fra i Ricchi e i Poveri ma andare oltre, uniti e con pazienza e meticolosità degne di un progetto a lungo termine.
Guardate che qui non è questione di campanilismi... E' solo terrore di sapere dove porterà, o meglio NON porterà, questo progetto.

Quante gestioni sono finite male nella nostra Provincia negli ultimi decenni? Non è un caso cari Ultras ma lo specchio di gestioni approssimative e troppo ambiziose.
L'ultima che ricordo, caro “direttivo”, è di un tizio che Marco-Alberti-me-lo-tengo-stretto stima molto.

La Riviera Pontedassio non ha mai fatto
proclami di prime squadre se non come logica conseguenza che parte da lontano...

Traduzione: della prima squadra non ce ne frega un cazzo perché si va in trasferta anche più in là di Ceriale e quegli stronzi dei giocatori vogliono pure dei soldi. Profilo basso. Come un cesso alla turca.

...da un settore giovanile organizzato, da istruttori formati e preparati, da collaborazioni con club professionistici concreti e non di facciata...
Come “Soccer Moms” siete impagabili, però qui si tratterebbe di qualcosa in più che distribuire merendine e brik di latte durante l'intervallo... A proposito, quanti dei vostri baldi rampolli sono finiti in bianconero?

Abbiamo dichiarato ciò che possiamo (e ci sentiamo in grado) fare da subito, senza inganni...
Ehi, ma queste sono minacce!

...ma teniamo alla causa “Imperia” (vista come calcio ovviamente) come e più di tanti altri che magari la sfruttano per altri scopi...
Difatti vediamo. E abbiamo visto anche prima come vi siete prodigati, specie Marco Alberti, quando stavamo sprofondando. We love you!

Non si può accusare un Presidente che ci mette del suo (tempo e denaro), mentre altri non se ne occupano né preoccupano minimamente.
Accuse al “lattaio” che possa “guadagnare” sulle iscrizioni sono a dir poco ridicole. Egli pensiamo non abbia molto bisogno di guadagni e comunque avrebbe scelto la strada peggiore per investire
E chi dice che guadagna sulle iscrizioni? Io dico che guadagna sul nome... Se vai in giro a dire che sei il presidente del Riviera Pontedassio ti chiedono se è una marca di tonno in scatola, se invece dici che sei il presidente dell'Imperia fai la tua figura con qualsiasi faccia madre natura ti abbia donato e poi, se il denaro che investe è quanto si vocifera, sarebbe come dire che io finanzio il Vaticano perché ho messo 2 euro nella cassetta delle offerte in San Giovanni.
Io penso che lo scopo di questa lettera fosse quello di mettere le mani avanti per non cadere indietro e vedremo se mi sono sbagliato.
Da quanto si legge sul blog NESSUNO vi vuole quindi siete pregati di lasciarci stare.
E potete pure tenerlo meno stretto Marco Alberti, noi non ve lo rubiamo sicuro.
Voi non rubateci il nome.

Le risposte


Ecco ora la risposta alla ormai celeberrima lettera, firmata da Grilllo Parlante.

Voglio rispondere alla lettera a titolo personale partendo dalla dichiarazione iniziale:"Il Presidente Marco Alberti ? ..... noi ce lo teniamo stretto !
"E tenetevelo pure..........Detto questo non sto a teorizzare sui massimi sistemi, l' 11 Settembre e menate varie, ma parlo di cose concrete: Il sig. Alberti ritiene un onere fare il Presidente dell' Imperia? Bene, non lo faccia, non voglio un Presidente che non sia orgoglioso di ricoprire tale carica.
Si parla di valori morali e non, ma nello stesso tempo si intrattengono rapporti con personaggi che definire banditi è un complimento, e che "scellerate gestioni precedenti" non avrebbero voluto sentire nemmeno per telefono.
Io ho la memoria lunga e non mi dimentico di quando l' Imperia aveva ben altre ambizioni, sotto la guida di "scellerate gestioni", di tutte quelle persone (qui non mi riferisco assolutamente al Sig. Alberti, ma solo ad alcuni che ora sono nel suo "entourage") che non esitavano a coprire di merda l' Imperia, chi ne faceva parte, e chi la seguiva solo per passione, oppure ad essere presenti allo stadio solo nelle occasioni importanti con dentro la speranza che tutto andasse male, forse perchè divorati dall' invidia nei confronti di chi in quel momento stava facendo buone cose o forse perchè accecato da un sentimento di campanilismo di cui ora viene accusato chi non vorrebbe che la squadra di Pontedassio rappresentasse la città di Imperia.
Ripeto si può cambiare il nome e quant' altro, ma almeno per me questa società non rappresenterà mai Imperia, così come il Pontedecimo non sarà mai Genova e il Ciriè non sarà mai Torino.
Rivoglio una società che rappresenti la mia città, una città conosciuta dagli avversari per i risultati sportivi che stava ottenendo e non per essere scambiata con un paese in provincia di Imola o con una città vicino a quella dove c' è il festival.
Rivoglio un presidente fiero di quella carica, capace anche di sognare come l' ultimo dei tifosi, ambizioso e capace di farmi vivere in 4 anni esperienze indimenticabili, che mi ha fatto girare per stadi che ora posso vedere solo in tv, mi ha permesso di assistere a partite amichevoli con squadre di serie A e B, ha portato l' Imperia a disputare partite amichevoli fuori dal territorio nazionale, mi ha consentito di vedere dal vivo grandi giocatori e da conoscitore del calcio ha portato all' Imperia giocatori che ancora oggi giocano in serie B.
Se tutto ciò non è possibile preferisco andare al cinema la domenica pomeriggio che assistere a spettacoli indegni del nome della città di Imperia, meglio 1 giorno da leone che 100 da pecora.
P.S. C' E' SOLO UN PRESIDENTE.

venerdì 6 giugno 2008

Le ultime


Copio/incollo dal Secolo XIX a firma Diego David
Il forte “richiamo” del Comune all’unità di intenti per il bene del calcio cittadino e dell’Imperia è stato il punto saliente della riunione convocata dal sindaco Luigi Sappa e dall’assessore allo sport Marco Scajola svoltasi ieri pomeriggio per cercare di trovare uno sbocco alla crisi del club nerazzurro a rischio radiazione.
Al primo piano di Palazzo civico sono saliti i rappresentanti istituzionali del Coni e della Federazione e i vertici delle società che a vari livelli in città si occupano di calcio.
Per il Riviera Pontedassio era presente il numero uno Marco Alberti, mentre Antonio Gagliano e il direttore generale Michele Sinagra rappresentavano l’Olimpia. Un delegato è stato inviato anche dall’Onegliese, società di calcio giovanile puro che conta circa 150 iscritti.
Alla riunione che si è protratta per oltre un’ora e mezza in un clima che i partecipanti hanno definito «sereno» ha partecipato anche il notaio Franco Amadeo nella veste di vicepresidente
della Provincia con delega anche allo sport.
Le parole di Amadeo appena uscito dall’incontro sono una doccia gelata per i tifosi che in un blog lo avevano definito paragonandolo a Mourinho lo “SpecialAm”.
Ha detto Amadeo: «La stima e l’affetto espressi dai tifosi nei miei confronti mi hanno lusingato e commosso. Non ho mai pensato, però, di poter assumere la presidenza di un sodalizio glorioso come l’Imperia, ruolo incompatibile per motivi di tempo ma non solo, con i miei impegni professionali e amministrativi». «Posso garantire però ha concluso Amadeo che come assessore allo sport della Provincia mi prodigherò affinché l’Imperia possa rinverdire il suo glorioso passato».
A prendere la parola in margine alla riunione è stato l’assessore allo sport Marco Scajola che ha detto: «L’appello che il Comune ha lanciato a quanti già oggi fanno calcio nella nostra città è stato quello di collaborare affinché l’Imperia calcio possa rinascere in mano agli imperiesi con alle
spalle un progetto duraturo aperto anche a tutti coloro che in passato hanno dato molto per i colori nerazzurri».
Scajola ha posto l’accento sul superamento di eventuali divisioni tra le parti: «Il Comune è pronto a fare la sua parte, ma chiede che l’interlocutore sia coeso, che non ci siano inutili e dispendiose lotte intestine tra guelfi e ghibellini, che non portano da nessuna parte».
Per ovvie ragioni all’incontro non ha partecipato nessun rappresentante dell’Imperia 1923, anche perché le vicende societarie su chi sia il vero proprietario sono al vaglio della Magistratura.
I tempi, però stringono. La Federazione, intanto, ha fissato al 20 giugno il termine ultimo per il deposito di istanze per variazione di denominazione e fusioni. Ancora una quindicina di giorni a disposizione, dunque, per cercare di far ripartire l’Imperia da una categoria degna del blasone del club e dell’importanza della città.

C'è posta per me


Ho ricevuto e copio/incollo con piacere una lettera firmata dal Direttivo dell'ADS Riviera Pontedassio ed indirizzata agli Ultras.
Il Presidente Marco Alberti ? ….. noi ce lo teniamo stretto !
Teniamo con la presente precisare e soprattutto a rispondere a tutti coloro che auspicano per l’Imperia Calcio un Presidente (Società) che non sia il nostro (Riviera Pontedassio).
Come premessa sottolineiamo il fatto che riteniamo sia meglio rendersi “impopolari” (con parte degli appassionati) che dire bugie illudendo le aspettative, qualsiasi sia l’argomento e il tema, sportivo e non. Noi abbiamo la fortuna (e riteniamo l’onore) di avere un Presidente che non ha bisogno di popolarità né di troppi consensi. Egli fa parte di una famiglia che da 60 anni opera nel settore lattiero caseario (lattaio) in maniera seria, meticolosa e soprattutto fuori dai riflettori e dalle “vetrine” vip e proclami della Città di Imperia. Ha 45 anni, molto impegnato nel suo lavoro (con successo), si occupa anche di edilizia, molto attaccato ai valori della famiglia e alle cose semplici. Il suo grande difetto è essere appassionato di sport e del calcio in particolare. Tale anomalia lo ha portato 4 anni fa (luglio 2004) a cedere alle pressanti richieste a lui rivolte da più parti di occuparsi di una storica società che sarebbe probabilmente finita nel nulla in quanto carente, secondo gli stessi “storici” dirigenti, di organizzazione. La società Riviera Calcio appunto. Non stiamo a dilungarci su cosa da allora ad oggi la Società abbia fatto o realizzato, ma di certo (tranne la retrocessione della 1^ squadra nella stagione appena conclusa), tutti gli obiettivi prefissati ad ogni inizio di stagione sono stati raggiunti. Sono proprio gli obiettivi che dividono con un filo non troppo sottile la nostra Società dalla tifoseria storica del club più blasonato della città, l’Imperia Calcio.
Sarebbe facile dichiarare di voler arrivare in C2, magari in serie B, fare uscire qualche articolo, crescere in consensi sui grafici dei sondaggi per poi, magari alle soglie dell’iscrizione tirarsi indietro incolpando magari gli imprenditori, il Comune, la Provincia, il Casinò ecc. ecc. per la loro parziale o totale latitanza al progetto più grande e bello del mondo !
Oggi le risorse sul territorio locale, nazionale e non solo sono ridotte al lumicino. Non è serio continuare ad illudere omettendo la verità. Gli Enti istituzionali hanno meno risorse, il Comune di Imperia gode di una delle migliori piscine sul territorio nazionale, ha appena concluso l’opera del campo di atletica, sta concludendo uno splendido palazzetto dello sport. Le Aziende private risentono inesorabilmente della crisi dei consumi e dei prezzi che ha colpito il mondo intero dal fatidico 11 settembre del 2001. I margini non ci sono più, è questa la triste verità che non è giusto nascondere. Alla luce di quanto sopra noi riteniamo che chiunque si occupi con serietà, equilibrio abnegazione ad un progetto che sia sportivo o no vada rispettato e magari aiutato. Sarebbe bello non fermare i propri orizzonti ai campanilismi tra Oneglia e Porto Maurizio, fra la Destra e la Sinistra, fra i Ricchi e i Poveri ma andare oltre, uniti e con pazienza e meticolosità degne di un progetto a lungo termine. Quante gestioni sono finite male nella nostra Provincia negli ultimi decenni ? non è un caso cari Ultras ma lo specchio di gestioni approssimative e troppo ambiziose. Cosa ne rimane quanto tutto finisce ? La Riviera Pontedassio non ha mai fatto proclami di prime squadre se non come logica conseguenza che parte da lontano; da un settore giovanile organizzato, da istruttori formati e preparati, da collaborazioni con club professionistici concreti e non di facciata, dal miglioramento di strutture inesistenti o impresentabili, ma soprattutto da un aspetto finanziario in assetto. Noi siamo pronti ad accogliere e/o collaborare con chiunque voglia e possa fare di più e di meglio, senza rivalità, invidie e campanilismi banali. Abbiamo dichiarato ciò che possiamo (e ci sentiamo in grado) fare da subito, senza inganni, ma teniamo alla causa “Imperia” (vista come calcio ovviamente) come e più di tanti altri che magari la sfruttano per altri scopi. Non si può accusare un Presidente che ci mette del suo (tempo e denaro), mentre altri non se ne occupano né preoccupano minimamente. Accuse al “lattaio” che possa “guadagnare” sulle iscrizioni sono a dir poco ridicole. Egli pensiamo non abbia molto bisogno di guadagni e comunque avrebbe scelto la strada peggiore per investire … forse chi scrive sul blog ha perso la memoria di ciò che rappresenta un settore giovanile in termini di risorse economiche, forse è un burlone a cui piace scherzare. Forse è meglio così, che il calcio ridiventi un gioco, il più bel gioco del mondo !!


Questa la chilometrica lettera o Comunicato Ufficiale della dirigenza della Riviera Pontedassio.
Prima di dire la mia, mi preme fare una precisazione.
Questa mail è titolata "Lettera agli Ultras": ebbene volevo ancora una volta chiarire che questo questo blog non è il sito dei Samurai Ultras Imperia (che già un sito ufficiale hanno), ma solo la voce di un tifoso nerazzurro, che ha avuto comunque l'onore di vivere tutti i 26 anni di storia del gruppo Ultras nerazzurro... quindi tutto quello che è scritto nel blog, è l'opinione di un tifoso e, talvolta, di alcuni amici che mi danno una mano nella stesura dei post (rinnovo l'invito a tutti ad inviarmi loro post personali che poi riporterò integralmente, senza alcuna censura).
Detto questo, in questo blog non si è mai sminuito il lavoro fatto nel settore giovanile della Riviera Pontedassio, favorito anche dallo sfacelo compiuto da anni di gestioni scellerate della società nerazzurra. E' inutile evidenziare che per piccole società e città come la nostra, il settore giovanile debba necessariamente essere la linfa vitale del movimento calcistico.
Non sono mai entrato nel merito della gestione dello stesso Settore giovanile, non conoscendo affatto come lo stesso viene gestito.
Penso, però, che il punto di arrivo per molti dei ragazzi di Imperia e provincia debba essere, intanto, quello di giocare nella prima squadra dell'Imperia: ma un'Imperia che militi in serie dignitose... non chiedo la luna, ma solo la D ed al massimo dei massimi la C2... chiedo troppo? Chiedono troppo i ragazzi che tirano calci nella nostra provincia e non hanno un punto di arrivo possibile e prestigioso? Se poi sono cosi bravi, ci sono le squadre e le società piu in alto... ma quanti campioni hanno sfornato negli ultimi anni i paladini del calcio pulito e della politica dei giovani?
Sentire parlare di bassissimo profilo, di Prima Categoria a vita, mi fa venire il voltastomaco e mi umilia come tifoso e cittadino imperiese: siamo pur sempre un capoluogo di Provincia... ed invece paeselli di 700 anime giocheranno la prossima C2, come la Giacomense.
Qui nessuno chiede la B, neppure la C2, in questo momento, ma di risalire la corrente con una certa celerità si, ripartendo dalla Promozione, per arrivare almeno alla serie D, nello spazio di pochi anni.
Il sottoscritto ha criticato in maniera chiara, inoltre, le dichiarazioni rese dal signor Marco Alberti nelle ormai celebre intervista a "Dilettantissimo" (cliccate qui per rivederla o qui per rileggerla).
Non mi sono piaciute affatto le sue dichiarazioni di stima nei confronti di chi ha portato alla fine dell'avventura dell'U.S. Imperia 1923.
Non mi è piaciuta affatto la battuta (ma non troppo) "è un malaugurio che mi consideriate il prossimo Presidente dell'Imperia".
Non mi è piaciuto vedere nel suo sguardo e nelle sue parole, la paura di poter essere il Presidente dell'Imperia calcio: come detto e scritto vorrei vedere una persona che, con orgoglio, con il sorriso sulle labbra, con la voce fiera, dica “Io sarò il prossimo Presidente dell'Imperia calcio”.
Lo ripeto: se il Signor Marco Alberti non se la sente di assumersi questo onore ed onere, non lo faccia... me ne farò una ragione... e tenetevelo pure stretto.

giovedì 5 giugno 2008

The special Am

Nei giorni in cui a Milano altri nerazzurri celebrano l'arrivo di Josè Mourinho, “The special one”, ad Imperia tifosi con gli stessi colori sociali sognano invece l'insediamento nella sede di piazza d'armi di Franco Amadeo, che possiamo ribattezzare “The special Am”.
L'ultimo sondaggio del blog è stato chiaro: i tifosi nerazzurri, per la rinascita del club, hanno indicato il Notaio imperiese come punto di riferimento. E tutto è nato senza che il diretto interessato si sia candidato: è bastato inserirlo nella lista dei papabili ed il suo nome è immediatamente balzato in testa alle preferenze.
Chi è Franco Amadeo? Nato ad Imperia il 22.7.1953, dove risiede.
Laureato in Giurisprudenza con 110 e lode e dignità di stampa all'Università di Genova, specializzato in scienze Amministrative all'Universitá di Roma con lode.
Avvocato, Notaio.
Esercita la professione notarile ad Imperia.
Socio del Rotary Club, e del Serra Club di Imperia.
Già Vice Presidente dell'Autostrada dei Fiori, ha ricoperto la carica di Assessore e di Vice Presidente nelle precedenti legislature.
Attualmente è Vice Presidente con delega nelle seguenti materie: Turismo - Manifestazioni - Università – Sport.
Perché il suo nome ha subito raccolto consensi? Semplice: perché é una di quelle persone la cui sola presenza dà comunque un'idea di serietà e possibilità di iniziare una vera programmazione e che probabilmente consentirebbe di calamitare l'interesse e l'attenzione di altre personalità di spicco... quello che è mancato negli ultimi anni ad Imperia.
E poi per il suo ruolo e la sua professione, ricorda un altro grande Presidente del passato,
Nicolò Temesio, massimo dirigente nelle stagioni dal 1968 al 1971, quelle della promozione in serie C e del derby contro in Genoa.
Una scelta precisa, quindi, che deve fare riflettere un po' tutti, lo stesso Franco Amadeo.

Sondaggio: "Come finirà?"


Chiudo il sondaggio "Chi vorreste come Presidente?" che ha visto il trionfo del Notaio imperiese Franco Amadeo con il 35% dei consensi, seguito dall'ex Presidente nerazzurro Milo Durante con il 20% e poi da Marco Alberti con il 16% e Pino Cipolla con il 14%. Gli altri candidati, Niclo Calcagno, Gianfranco Carli, Angelo Colussi, Piero Ferrari, Mario Leone e Gianfranco Montali si sono spartiti i restanti voti.
Il mio commento a questo risultato lo potete leggere nel prossimo post.

Lancio ora un nuovo sondaggio, col quale vi chiedo un vostro pronostico su "Come finirà?" questa vicenda.
Queste le opzioni:
"Fusione con il Riviera", "Nuova società" o "Nessuna squadra".
Votate, quindi, quello che è il vostro pronostico, non il vostro auspicio.

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Copio/incollo dal Secolo XIX a firma Diego David
Niente da fare. Il preannunciato incontro tra i partecipanti alla supposta cordata di cui da giorni si parla in città, costituita da professionisti e imprenditori locali, che parevano interessati
a raccogliersi intorno all’Imperia, non c’è stato.
Ufficialmente a far saltare l’appuntamento sarebbero stati gli impegni di certuni legati al ponte del 2 giugno. Da quanto è trapelato, però, i problemi sono altri: i maggiori ostacoli sono infatti rappresentati dall’incertezza sul futuro della società e di conseguenza dalla disponibilità di quali e quante risorse finanziarie servono per far ripartire il calcio a Imperia.
L’impegno, sotto il profilo economico, si profila duplice: uscire dalla complicata situazione debitoria, in particolare verso la federazione (ma non solo), e dall’altra porre le basi della prossima stagione.
La federazione, appunto, in attesa di segnali provenienti dal capoluogo, ha di fatto “congelato”
la posizione dell’Imperia. E’ pur vero che i giocatori nerazzurri sono stati tutti svincolati, ma il club risulta per ora “solo” retrocesso in Eccellenza e resterà tale finchè il Commissario
straordinario del Comitato interregionale non si pronuncerà in merito alla
proposta di radiazione.
In una fase delicata come quella attuale, con molte squadre che hanno partecipato a playoff
e playout e che attendonodi conoscere il loro destino, è evidente che occorra fare il più presto possibile se si vuole salvare il salvabile.
Finora, infatti, l’unica ipotesi, quella di creare un polo unico Riviera Pontedassio Imperia,
magari avvalendosi di una vecchia denominazione, pur avversata dagli Ultras, è stata quella del
presidente del Riviera Pontedassio, MarcoAlberti, retrocesso inPrima categoria.
Per quanto riguarda, invece, il “vecchio” club tutto dipenderà dagli sviluppi giudiziari della vicenda.

mercoledì 4 giugno 2008

Meno 16 !


Riporto quanto scritto nel Comunicato Ufficiale n° 68 del 29/05/20008

Le richieste di cambiamento della denominazione sociale, della sede sociale nonché le fusioni, le scissioni ed i conferimenti d’azienda debbono essere perfezionate utilizzando gli appositi moduli predisposti dalla F.I.G.C., disponibili presso il C.R. Liguria e i singoli Comitati Provinciali.
Le istanze di cui sopra, accompagnate dalla necessaria documentazione, dovranno essere trasmesse in duplice copia a questo Comitato Regionale entro e non oltre il 20 Giugno 2008.

Mancano, quindi, solo 16 giorni al termione ultimo per vedere l'anno prossimo una squadra nerazzurra e con il nome Imperia giocare al "Nino Ciccione"... ed invece tutto tace, vergognosamente tace.
Assessore allo Sport del Comune di Imperia, Imprenditori ed Amministratori Locali, Imperiesi tutti: ci diamo una svegliata?

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Copio/incollo dal Secolo XIX a firma Diego David

Giornate di febbrili incontri intorno all’Imperia per cercare di salvare il club dalla radiazione o quantomeno proseguire l’attività. La federazione sembra prima di prendere la fatale determinazione che spetta al Commissario straordinario del Comitato interregionale voler attendere eventuali segnali provenienti dal capoluogo.
Ieri sera era in programma un appuntamento tra i rappresentanti della cordata locale, che indiscrezioni vogliono guidata da un noto professionista imperiese. Il nodo principale sembra
essere quello dei denari necessari per salvare il salvabile e programmare la prossima stagione.
Alcuni personaggi hanno dimostrato l’intenzione di tirarsi indietro, mentre altri parrebbero volersi garantire una vetrina senza mettere però mano al portafogli. Uno stallo che alla lunga potrebbe anche stancare chi, invece, è animato dalle migliori intenzioni.
Intanto tra i tifosi cresce l’attesa. Il blog nerazzurro ha lanciato il sondaggio “Chi vorreste come presidente?”. In testa alle preferenze dei tifosi è balzato a sorpresa il notaio Franco Amadeo,
vicepresidente della Provincia, che ha raccolto finora il 32% dei consensi. Dietro di lui seguono un ex presidente e, a breve distanza, Marco Alberti con il 17%.
Da notare che nessun voto è stato raccolto da altri due ex presidenti, Niclo Calcagno e Mario Leone, considerati evidentemente dai supporter espressioni di un passato destinato a non tornare mai più, indipendentemente dagli insuccessi o dai successi raccolti dai rispettivi “candidati”. Tra l’altro nel caso di MarioLeone si tratta di un personaggio che in qualche modo è stato dato vicino alla supposta cordata locale. Curiosità: il 6% delle preferenze sono andate all’ex master president Gianfranco Montali. Occorre capire se si tratta di voti “di protesta” o di “aficionados” che non hanno mai abbandonato il tanto vituperato ex numero 1 di piazza d’Armi.

martedì 3 giugno 2008

La transumanza


La notizia di Marco Di Placido e di Giancarlo Riolfo probabili partenti verso Sestri Levante, ripropone un tema già evidenziato in passato: quello delle transumanza.
Sono almeno 10 anni che, in Liguria, soprattutto nel Ponente Ligure, si assiste a questa migrazione di uomini verso i pascoli più verdi... tutto era cominciato, ad Imperia, con l'era Cipolla.
Arrivarono fior di giocatori, Peluffo, Bongiorni, Sbravati, Bocchi, Perrella, Giuntoli, Viviani, Barone, Vago... tanto per fare qualche nome. Imperia era il centro del mondo calcistico Ligure e tutti facevano a spallate per indossare i colori nerazzurri.
La fine del grande sogno ha fatto si che questi e tanti altri calciatori ed allenatori si siano spostati da un prato all'altro: a Savona, a Loano, a Sanremo... là dove li portava non il cuore, ma, giustamente per carità, il portafoglio... o la speranza di vederselo riempire... arrivi, partenze, ritorni, ripartenze...
Del resto è sempre stato evidente che un sottile filo (non so di che colore e di che materiale) legasse ad esempio Savona, Imperia, Loanesi ed Andora, che si sono scambiati non solo calciatori ed allenatori, ma anche Presidenti (vedi i master brothers, Piro, Vincenzi ed altri innominabili).
Ora che ad Imperia ed a Sanremo l'erba non c'è più, a quanto pare, la nuova fermata pare essere Sestri Levante (ed aggiungerei anche Chiavari).
Nel Tigullio già c'è stata una prima migrazione lo scorso anno: Siciliano, Chiarlone, Fiore e Blasetta sono già approdati con i corsari (lo stesso Iannolo ha fatto una toccata e fuga) ed ora pare in arrivo, come detto, nientemeno che Giancarlo Riolfo che, c'è da esserne certi, si porterà dietro qualcun altro, oltre a Marco Di Placido.
Tutto legittimo, per carità, nessuno si scandalizza né dà dei mercenari a questi ragazzi che sono obbligati ogni anno a fare e disfare le valigie, non solo per colpa loro... però il sintomo della poca serietà delle dirigenze ponentine e non solo.
Un avvertimento personale ai transumanti: Arioni non mi sembra il massimo della vita, è assai umorale ed in passato ha avuti più di un contatto con chi ha fatto danni da queste parti... ricordo, ad esempio, la pazza idea avuta da lui, il master ed Armienti, di creare una terza squadra a Genova, che si ponesse come alternativa a Genoa e Sampdoria... quindi occhio, perché l'erba del vicino non è sempre la più verde...
Buona transumanza, allora... nella speranza, un giorno, di rivedere alcuni di voi pascolare in verdi pascoli imperiesi... per ora c'è il deserto...

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Copio/incollo dal Secolo XIX a firma Diego David

Qual'è il destino dell'Imperia?
Finora l'unico personaggio che si è fatto avanti dichiarandosi interessato a raccogliere l'eredità morale del club nerazzurro è l'industriale Marco Alberti, presidente del Riviera Pontedassio appena retrocesso in Prima categoria.
Le "esternazioni" dell'imprenditore caseario, però, relative a un progetto considerato dagli Ultras di basso profilo, non sono piaciute alla frangia più calda del tifo imperiese, che contesta i programmi.
In città intanto circolano sempre più insistentemente voci sull'interessamento da parte di una cordata locale guidata da un noto professionista locale, interessata a proseguire l'attività calcistica ad un certo livello nel capoluogo.
Formalmente sul club di piazza d'Armi pende però una proposta di radiazione, che dovrà essere ratificata dal Commissario straordinario del Comitato interregionale.
La Lega, intanto, ha provveduto a svincolare tutti i tesserati nerazzurri e a comminare un'ammenda di diecimila euro per la mancata presentazione in campo in occasione dei play-out contro la Novese. Tale cifra, come quella relativa ad altre multe, dovrebbe essere coperta dalla fidejussione fornita a inizio campionato dalla gestione Montali.
Il nodo più spinoso, in ogni caso, riguarda il pagamento delle vertenze in atto con i calciatori e i tecnici che vantano crediti dalle gestioni passate per rimborsi che ammontano a un centinaio di migliaia di euro, destinati a salire quando arriveranno le richieste degli atleti che si sono avvicendati in maglia nerazzurra nella seconda parte di questa stagione.
Dalle stanze del potere calcistico fuoriesce la volontà di non permettere a nessuno di fregiarsi della denominazione "Imperia" in qualsiasi campionato se tali debiti - considerati alla stregua di "privilegiati" - non saranno onorati.
Tra le ipotesi, oltre a quella prospettata da Alberti di abbinare al nome Riviera Pontedassio quello di Imperia, chiedendo la possibilità di utilizzare i colori sociali nerazzurri ed eventualmente, il ripescaggio in Promozione, c'è anche quella di ottenere "in dono" da chi lo detiene un vecchio marchio, quello dell'Imperia 1924.

lunedì 2 giugno 2008

L'estate sta arrivando...

Per le gentili signorine che frequentano questo blog, per i bulicci che frequentano questo blog, per i feticisti, per gli amanti del bello, ecco due meravigliose immagini...

uno...


...e due

Li avete riconosciuti?
Diffidate dalle imitazioni...

domenica 1 giugno 2008

Nuovo blog nerazzurro


In molti lo sapranno già: è nato un nuovo blog, diffidati1982, curato dai ragazzi della Curva Nord che sono stati appena diffidati per 3 anni.
In questo blog si parlerà di vari temi: si cercherà di aprire dialoghi con gli Ultras di tutta Italia, di ogni età e di ogni bandiera. Non si parlerà di politica, ma solo dell'unico vero ideale: essere Ultras.
Verranno promosse iniziative contro i mali del calcio e contro la repressione.
Ma è inutile che mi dilungo in chiacchiere: cliccate qui ed andatelo a vedere.

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Copio/incollo da Secolo XIX

Nuovo tesseramento del Riviera Pontedassio per i propri ragazzi che all'inizio della stagione calcistica erano stati iscritti come Imperia 1923. Ciò si è reso necessario in seguito allo svincolo d'autorità, disposto dal Commissario Interregionale della Figc, di tutti i tesserati della compagine di piazza d'Armi esclusa dal campionato di serie D e avviata alla radiazione, compresi i ragazzi appartenenti alle leve calcistiche 1995/96/97 che per un accordo preso all'interno del Progetto Giovani (l'iniziativa con il Riviera Pontedassio nel ruolo di capofila e che coinvolge anche Onegliese, San Bart 80 e Dolcedo) vestivano formalmente la maglia nerazzurra ma appartenevano sostanzialmente al vivaio del Riviera Pontedassio. Una situazione che è sfociata nell'esclusione del cosiddetto "Green Team" dalla fase finale interprovinciale del Fair Play per Esordienti 1995 giocata ieri a San Bartolomeo al Mare tra Golfodianese, Don Bosco Vallecrosia e le due portacolori del savonese Loanesi e Borghetto. Il ritesseramento degli oltre cinquanta ragazzi permetterà alla società di rispettare gli impegni presi nei confronti dei genitori, ma darà anche modo, da questo momento e fino a fine stagione, di prender parte ai vari tornei in programma e di partecipare ai campi estivi con le necessarie coperture assicurative e con la giusta serenità. Dopo la delusione quindi per la mancata partecipazione alla finale interprovinciale, per concludere nel migliore dei modi la positiva stagione calcistica del settore giovanile la società sta organizzando una festa all'impianto polisportivo in Regione Perine a Piani di Imperia che coinvolgerà tutti i giovani calciatori e i loro genitori.