Il sindaco di Imperia, Claudio Scajola, ha celebrato la promozione in serie D: "Dobbiamo considerare questa promozione soltanto un primo passo, l'ambizione deve essere salire in C.
I lavori stanno proseguendo allo stadio "Ciccione" dove speriamo di poter fare presto una festa, intanto nei prossimi giorni riceverò la squadra in Comune.
Il prossimo campionato si giocherà nel rinnovato stadio".
Intanto, da "sono certo" (leggi questa intervista rilasciata a Diego David il 24 febbraio scorso) allo "speriamo" che festeggeremo allo stadio "Ciccione" ce ne passa... a meno che non si voglia far festa nella gabbia del padel che sta prendendo forma... mentre alle sue spalle l'incubo continua...
Abbiamo riletto alcuni passaggi di un'intervista rilasciata da Gianluca Bocchi il 16 febbraio 2023 a imperiapost.it, pochi giorni dopo le sue burrascose dimissioni da allenatore della SSD Imperia Calcio. E' interessante rileggerle perchè sono state, per molti versi, premonitrici:
"(...) La dirigenza vuole passare per società modello, ma sono stati fatti tanti errori. Le squadre vengono costruite così, come viene, non come dovrebbe essere costruita squadra. Perché? Perché subentrano fattori esterni. E mi riferisco alla continua tendenza ad affidarsi ai procuratori per la scelta dei giocatori. L’anno scorso l’Imperia aveva il problema del gol, ha preso tre attaccanti che costavano tanto e non hanno inciso. Ma chi li ha scelti? La società o i procuratori? In società manca qualcuno che capisca realmente di calcio, che abbia esperienza. Ci vogliono giocatori che abbiano a cuore la maglia, non giocatori che cambiano maglia ogni anno. Ci vogliono giocatori locali”.
Lo abbiamo contattato e glielo abbiamo ricordato.
Ecco cosa ci ha detto: "La chiosa finale è stata, in effetti, quantomeno premonitrice.
Per vincere l'eccellenza basta prendere giocatori locali, quelli bravi ovviamente.
Per la serie D è un discorso diverso, ma ti devi affidare ad un gruppo di giocatori che abbiano a cuore le sorti della squadra al 100% e non a mestieranti in cerca di strappare contratti usa e getta.
Avete scritto bene nel post di lunedì: la squadra è stata costruita fin da subito e non ha subito stravolgimenti. Finalmente si è deciso di prendere un terzino sinistro di ruolo (Leo) e non uno adattato a farlo. Un gruppo di attaccanti con caratteristiche importanti che hanno saputo dare il proprio contributo a turno. Un giocatore della zona, con voglia di rivalsa e che ha fatto la differenza (Scalzi). Uno staff tecnico finalmente coeso.
Per vincere questo campionato lontano parente rispetto alle ultime stagioni, nonostante la partenza ad handicap e con polemiche legate al cambio allenatore, è bastato ampiamente".
L'Imperia torna in serie D dopo due stagioni e, quindi, oggi mettiamo da parte tutti i problemi (che sono tanti, che evidenziamo da tempo non per disfattismo ma per cercare di dare un contributo costruttivo alla causa e che preoccupano per il futuro della nostra squadra) e celebriamo l'impresa compiuta da mister Pietro Buttu, il suo staff e la squadra.
Vincere non è mai facile, anche se questo torneo non era irresistibile: equilibrato, ma senza grandi avversarie se non la Cairese che, però, si è incartata ben presto e ha mollato quasi del tutto quando il suo presidente si è diretto in direzione Novara.
Vincere il Campionato di Eccellenza non è mai stato storicamente facile per il club neroazzurro che ha ottenuto la promozione in Serie D, sul campo, in una sola occasione, nella stagione 2005-2006,
Altre due promozioni in Serie D, oltre a quella sopra citata: quella nella stagione 1995-1996, quando i ragazzi allenati da Adriano Pisano e del presidente Pino Cipolla, dopo aver perso i play off, vennero ripescati nel massimo torneo dilettantistico; quella nella stagione 2019-2020, quando i ragazzi allenati da Alessandro Lupo e del presidente Fabrizio Gramondo, ottennero la promozione dopo l'interruzione del torneo causa Covid-19.
Prima di quella di questa stagione, quindi, come detto, l'unica promozione sul campo è quella della stagione 2005-2006, quando la compagine allenata da Giancarlo Riolfo e del presidente Gianfranco Montali, dopo due cambi in panchina (Giorgio Benedetti ed Everest Brilla) e un inizio stentato, vinse il torneo con un girone di ritorno strepitoso, impreziosendo l'impresa con la vittoria della Coppa Liguria.
Insomma, il copia/incolla di questa stagione che ha visto sedersi sulla panchina e essere sostituito, prima Mario Pisano e poi Fabio Ravotti, per poi vedere ingaggiato Pietro Buttu che, dopo un inizio non certo esaltante, ha raddrizzato la rotta e ha vinto Coppa Liguria e Campionato.
Grande merito ed elogi, quindi, al mister, uno che questo Campionato sa come vincerlo, avendo condotto alla promozione in Serie D anche il Finale e l'Albenga, uno che si era già seduto sulla panchina imperiese, nella stagione 2018-2019, fortemente voluto dall'allora sponsor Denis Muca e aveva dovuto bruscamente abbandonarla. Era il 3 marzo 2019 e l'Imperia vinse, in pieno recupero, la sfida contro la Cairese e, nel corso dei festeggiamenti della squadra e dei componenti della panchina sotto la gradinata Nord, Pietro Buttu si procurò una distorsione alla caviglia. La dirigenza neroazzurra, allora, essendo impossibilitato a presentarsi in panchina negli allenamenti e nelle partite, decise di sospenderlo, affidando la guida tecnica a Nicola Colavito.
La successiva partita, che non lo vedeva in panchina, era, guarda un po', contro la Sammargheritese, l'avversaria che ieri pomeriggio abbiamo sconfitto e che ha dato al mister e a tutti i noi questa grande gioia. Conoscendo il suo orgoglio e la sua caparbietà, immaginiamo che se la sia legata al dito e, oggi, questa vittoria sarà per lui la chiusura di un cerchio.
Dicevamo complimenti al mister e al suo staff, il cui avvento ha dato un grosso impulso a questa vittoria: il dirigente (e qualcosa di più) Viviano Rolando, il preparatore dei portieri Stefano Ancona, il preparatore atletico Eros Giglia, il vice allenatore Antonio Barone il team manager Bruno Robello De Filippis. Un gruppo di persone, tutte ingaune, che hanno bissato il successo della passata stagione coi bianconeri e il cui avvento è stato fondamentale, perchè formato di persone che il calcio lo conoscono e sarebbe mortale doversene privare. Ma immaginiamo vorranno restare solo che gli verranno date, dalla triade dirigenziale neroazzurra, delle solide garanzie.
Non dimentichiamo chi, questa estate, questa squadra l'ha costruita e preparata, cioè Alfredo Bencardino, Giancarlo Riolfo e Mario Pisano, tutti che, per una ragione o per l'altra e non senza polemiche, hanno lasciato il club.
Infine, ma non ultimi, i ragazzi della rosa, i protagonisti di questa vittoria.
Gli imperiesi e neroazzurri, Nicholas Costantini, Stefano Faedo, Luca Garibbo, Giuseppe Giglio e Mirko Ravoncoli, assieme ai ragazzi del settore giovanile Mattia Comiotto e Tommaso Morchio: mai l'Imperia, nelle ultime dieci stagioni, aveva avuto tanti imperiesi tra i titolari.
I non imperiesi ma ormai neroazzurri, Amerigo Castagna, Lorenzo Cassata, Lorenzo Gandolfo e Simone Guida.
Quelli abbiamo imparato a conoscere in questa stagione Cheick Alioune Sylla, Michael Ventre, Santiago Szerdi, Tommaso Scarrone, Filippo Scalzi, Omar Leo, Fabio Rinaldi e Alessandro Biffi.
Non crediamo di aver dimenticato qualcuno, anche perchè (e questa è stato uno dei segreti di questa vittoria) per la prima volta da quando ci sono i Perino's al vertice societario, la rosa che ha iniziato la stagione è quella che l'ha conclusa. Una lezione da tenere a mente per il futuro.
E' il primo match ball per i neroazzurri che, in caso di vittoria, potrebbero festeggiare il ritorno in Serie D dopo due stagioni: l'attesa, pertanto, è tanta anche se il futuro è pieno di nubi, in primis per ragioni legate al ritardo dei lavori della "Cittadella dello sport Nino Ciccione" e alla guida tecnica, con la dirigenza che, ancora una volta, non si esprime su entrambi gli argomenti.
La Sammargheritese di Alessandro Giacobbe è attualmente 14° in classifica e ha totalizzato 24 punti, frutto di 5 vittorie (3 in casa e 2 in trasferta), 9 pareggi (5 in casa e 4 in trasferta) e 12 sconfitte (5 in casa e 4 in trasferta). I gol fatti sono 22 (9 in casa, 13 in trasferta) e 38 quelli subiti (12 in casa e 26 in trasferta).
Sammargheritese e Imperia si sono affrontate17 volte in terra genovese: il bilancio è di 2 vittorie dei neroazzurri, 7 pareggi e 8 vittorie degli arancioblù, 16 i gol fatti dagli imperiesi, 28 i gol fatti dai genovesi. L'ultima vittoria imperiese risale alla stagione 1995-1996 (Campionato di Eccellenza), gara giocata il 10-03-1996 e terminata 1-3.
La gara d'andata, giocata il 23 novembre 2023, era terminata 3-1 grazie alle reti di Scalzi, Morchio e Cassata per l'Imperia e di Ferrarri per la Sammargheritese.
Mister Pietro Buttu ha così presentato la partita su lavocediimperia.it: "Ho detto ai ragazzi di godersi questi momenti, è un campionato che è davvero volato, non smetterei mai di stare con loro, un gruppo coeso capace di essere arrivato fin qui, dobbiamo solo completare l'opera, mettere come si suol dire la classica ciliegina sulla torta".
LE FORMAZIONI
Questi i convocati da Pietro Buttu
Portieri: Alioune Sylla, Fabio Rinaldi, Giuseppe Massabò
2’ primo tiro in porta da parte di Szerdi, blocca facilmente Barre
5' fase di studio. La posta in palio è alta da entrambe le parte. I genovesi vanno a caccia di punti salvezza
12' buona percussione di Di Lisi ma la retroguardia nerazzurra lo accompagna verso il fondo dove si perde l'azione
14' al primo vero affondo l'Imperia passa: lancio di Costantini come al solito col contagiri per Scalzi, che elude l'uscita del portiere avversario e deposita in rete un gol che potrebbe essere pesantissimo
21' angolo per i padroni di casa ma alla fine l'arbitro fischia un fallo in attacco
25' altro angolo per gli arancioni (oggi in divisa bianca), altro fallo in attacco. Imperia che per il momento gestisce senza troppi affanni ma non si riporta più negli ultimi 20 metri
32' occasionissima Sammargheritese con Ferrari che liberato da dei compagni manda a sbattere il suo tiro contro il muro Di Sylla, poi la difesa nerazzurra allontana
37' i due numeri 9 all'opera: prima Barre in due tempi su una conclusione di Cassata, poi Sylla sul ribaltamento di fronte dice di no a Petracca deviando col piede in corner
40' punizione di Casanova, Sylla la toglie dall'incrocio
Finisce dopo un minuto di recupero il primo tempo. Imperia im vantaggio grazie a uno dei tre tiri i porta prodotti, Samm generosa più volte vicina al pari e fermata da un gran Sylla
48' punizione di Battaglia fuori misura
49' percussione Di Ventre che sfonda e si ritrova quasi a depositare la sfera in rete. Ma la difesa arancione spazza via
53' Buttu cambia la corsia di sinistra: fuori Leo e Ventre, dentro Garibbo e Gandolfo
58' Scalzi! E arriva il gol che scaccia i fantasmi! La Sammargheritese stava premendo, Garibbo trova un filtrante perfetto che pesca Scalzi in posizione regolare pronto a battere Barre per la seconda volta, stavolta senza scartarlo
62' nel giro di pochi minuti l'arbitro tira fuori due gialli, per Bacigalupo e Battaglia: comprensibile il momento di frustrazione dei genovesi che potevano agguantare il pari prima del raddoppio imperiese
65' Alaia-Padi, Mazzolini-Amandolesi e Mortola-Moladori sono le mosse di Giacobbe
66' a mezzora scarsa dalla fine, iniziano i primi cori dei tifosi nerazzurri sulla categoria che stanno per ritrovare
67' entrano Faedo e Castagna per l'autore della doppietta, Scalzi, e Cassata
68' attimi di tensione sugli spalti per qualche parola di troppo, spenti dal coro ancora più forte dei supporters ponentini al grido di "la capolista se ne va"
70' in campo la partita va avanti, la Samm è meno pericolosa ma continua a fare la sua partita. Entra in campo Guarrella per Ferrari
71' Buttu concede la standing ovation a capitan Beppe Giglio. al suo posto Ravoncoli
73' in un momento di fiacca della partita, Szerdi di testa sorprende Barre in uscita e sigla il tris. La festa è sempre più vicina
83' nella Sammargheritese dentro Fontana per Petracca
84' Castagna a tu per tu col portiere si divora il poker. Ma conta poco ormai. È iniziato il conto alla rovescia
"Le differenze con la vittoria con l'Albenga dello scorso anno ci sono state soprattutto nel percorso durante il campionato: l'anno scorso abbiamo vinto dopo essere stati in testa dall'inizio alla fine, mentre quest'anno abbiamo rincorso per tutto il girone di andata dopo essere partiti con qualche difficoltà.
Proprio per questo l'anno scorso forse c'era un pochino più di tensione alla fine, per la paura di farci scappare quello che era nostro dalla prima giornata, mentre oggi siamo impazienti di prenderci finalmente quello che abbiamo guadagnato. Le analogie invece le trovo soprattutto nella forza di entrambi i gruppi squadra, la coesione all'interno dello spogliatoio e con lo staff tecnico sta facendo la differenza.
Ho la fortuna avere intorno grandi giocatori che sono anche grandi uomini, ed è fondamentale in situazioni come questa. Durante la stagione abbiamo affrontato momenti diversi ma sempre con l'approccio giusto nel momento giusto e sicuramente lo faremo anche domenica. Il mister è uno che sa bene come si vincono i campionati e la sua consapevolezza è stata fondamentale per guidarci attraverso le difficoltà di questo torneo.
La mia priorità è che questo gruppo non si sfaldi. Sono molto affezionato a tutti i miei compagni, non c'è solo unione di intenti ma grande complicità, affetto e amicizia. Questo gruppo si meriterebbe di giocare insieme la Serie D il prossimo anno, perché insieme abbiamo valori tecnici e umani che difficilmente si trovano in giro".
Amerigo Castagna intervistato da lavocediimperia.it: "Stiamo vivendo questa attesa in modo sereno, questo gruppo ha saputo affrontare ogni partita sempre con l’atteggiamento giusto con la voglia di vincere e di far bene, quindi siamo convinti che anche domenica si entrerà in campo determinati ad andare a prenderci quello che abbiamo fortemente voluto dal primo giorno di questa stagione.
A 34 anni sarebbe la realizzazione di un sogno, dopo tanti anni con questa maglia, società permettendo.
Non so se è un bene o un male aver avuto questa pausa in questo momento so solo che noi non vediamo l’ora di giocare, siamo super determinati e non sento nell’aria tensione o agitazione".
Sammargheritese e Imperia si sono affrontate17 volte in terra genovese: il bilancio è di 2 vittorie dei neroazzurri, 7 pareggi e 8 vittorie degli arancioblù, 16 i gol fatti dagli imperiesi, 28 i gol fatti dai genovesi.L'ultima vittoria imperiese risale alla stagione 1995-1996 (Campionato di Eccellenza). Questo il tabellino della gara giocata il 10-03-1996. SAMMARGHERITESE-IMPERIA: 1-3 RETI: 2' Ramponi, 18' e 59' Bella, 28' Celella SAMMARGHERITESE: Veroli, Damiani, Roccalberi (58' Trenta), Costa, Ramponi, Guaco, Pertusi, Gatto, Colombelli (46' Zoni), De Angelis (80' Moretti), Rinzivillo. All. Primicerio IMPERIA: Ancona, Massabò, Calzia, Andrian, Avanzi, Guerrieri, Novaro, Minasso (89' Brancatisano), (87' Lorini), Bella (84' Diomedi), Alfano. All.: Pisano ARBITRO: Della Valle di Albenga.
Abbiamo appena letto, sul "Secolo XIX" le parole dell'assessore ai lavori pubblici del comune di Imperia Giancarlo Gaggero in merito ai ritardi dei lavori della "Cittadella dello sport Nino Ciccione".
Questi i passaggi principali.
Gli interventi allo stadio "Ciccione" per il tipo di lavorazioni richieste, hanno subito ritardi a causa delle condizioni climatiche avverse. Le grandi piogge non hanno permesso di realizzare alcune opere esterne e e hanno fatto slittare il termine di lavori. Nel frattempo sono stati fatti tutti gli interventi possibili come le nuove torri faro e gli spogliatoi.
(...) Tutti avremmo preferito finire i lavori prima ma le condizioni meteo non l'hanno permesso. Ormai mancano alcune settimane tra dieci giorni faremo un sopralluogo per stabilire le scadenze.
(...) Ricordo, tra l'altro, che la scadenza di stato sarebbe stato il 2026, quindi parlare di ritardo fra un po' sorridere. Inoltre abbiamo deciso di aggiungere ai lavori appaltati alcuni interventi di riparazione delle aree pertinenti allo Stadio che si presentavano in condizioni di profondo degrado in modo che tutto l'impianto sportivo possa presentarsi nelle migliori condizioni alla prossima apertura.
Due considerazioni che, peraltro, abbiamo già esplicitato più volte sul blog.
Bella la cittadella, bello il padel, belle le bocce, bello il canestro e bello il percorso vita, ma io interessa solo il terreno di gioco del "Nino Ciccione" che è stato martoriato e distrutto per fare quest'opera di importanza capitale per il rilancio dello sport cittadino e per "il profondo significato sociale di questo progetto che mette assieme generazioni diverse".
Ma non potevano comodamente farci giocare il campionato in corso al "Nino Ciccione" facendo i lavori nell'antistadio durante la stagione isolando il cantiere e, quest'estate, cambiare le torri luci e rifare il campo senza abbattere le vecchie torri? In questo modo avremmo potuto iniziare la prossima serie D nel nostro stadio che, allo stato attuale, pare a forte rischio.
E poi, non è stato necessario essere delle Cassandre o dei Nostradamus per dire, circa un mese fa, in questo post, che il maltempo sarebbe stato indicato come la causa dei ritardi, citando l'arcinota frase/scusa di Mazzarriana memoria: "Le cose andavano a gonfie vele... Poi ha cominciato anche a piovere...".
E, infine, occhio alla data 2026 che comincia a fare capolino...
"Il clima è quello di sempre, si scherza quando c'è da scherzare e si lavora quando bisogna lavorare. I mister ci fanno ancora correre, anzi più di prima. Siamo consapevoli del grande cammino che abbiamo fatto, del grande gruppo che siamo, sono certo che questo sarà un anno indimenticabile.
Nonostante la lontananza dal Ciccione dobbiamo ringraziare tutti i tifosi che come al solito ci hanno seguito ovunque, proprio per questo immagino tanto seguito domenica. Abitando a Imperia vivo al cento per cento l'attesa della città, sento molto carichi tutti gli Imperiesi.
Vincere un campionato in questo modo, con questi ragazzi a cui sono tanto legato, vorrebbe dire davvero tanto. Vorrei che in caso di promozione in Serie D rimanessero in tanti per godermi ancora questo gruppo e per battagliare ogni partita. Sarà un bel campionato ma è anche tanto impegnativo e porta via tantissime energie, ma la D è la categoria minima in cui deve militare l'Imperia".
La Sammargheritese di Alessandro Giacobbe è attualmente 14° in classifica e ha totalizzato 24 punti, frutto di 5 vittorie (3 in casa e 2 in trasferta), 9 pareggi (5 in casa e 4 in trasferta) e 12 sconfitte (5 in casa e 4 in trasferta).
I gol fatti sono 22 (9 in casa, 13 in trasferta) e 38 quelli subiti (12 in casa e 26 in trasferta).
Gli infiniti lavori della fantomatica "Cittadella dello sport Nino Ciccione", oltre a una falda acquifera che dovrebbe servire a innaffiare il terreno di gioco (quando mai lo faranno...), hanno portato alla luce anche delle antiche scritte rupestri sui muri laterali alla scala che porta all'ingresso alla caverna... ops, tribuna dello stadio imperiese.
Scritte fatte, molto probabilmente, da mani di prestorici tifosi neroazzurri arrabbiati contro le dirigenze del tempo (aguzzate la vista)
Per chi non lo sapesse, dove c'è la freccia un tempo c'erano dei bidoni della rumenta.
E chissà quali altri reperti saranno essere riesumati, forse un cimitero indiano che potrebbe spiegare la nostra sfiga ed eterna condanna...
E così, un giorno alla volta, un centimetro alla volta ci verrebbe da dire, dopo la prima scadenza fissata nel 25 novembre 2023, è passato anche il 31 marzo 2024 (ex 31 marzo 2023...), data posticipata della fine dei lavori della "Cittadella dello sport Nino Ciccione".
A che punto siamo? La Pasqua, come da tradizione, doveva essere il giorno della resurrezione... ma quella del nostro stadio?
Giudicate voi dalle fotografie. Questo è il terreno di gioco
Questo il quadro generale del cantiere
... e questo, infine, il campo da padel (???), il percorso natura (???), il campo da bocce (???) e il canestro (almeno questo c'è).
Come avevamo previsto ( e non avevamo certo la sfera magica) questa stagione l'abbiamo giocata tutta ad Andora
Ora è altrettanto facile prevedere che la prossima, se va bene, la giocheremo per almeno il girone di andata, o a porte chiuse o chissà dove... Eh! Ma noi del blog siamo dei gufi e, ancora peggio, delle marionette manovrate da un burattinaio occulto...
Quest'oggi, a commento di questo post, un lettore del blog, tal Germano M ha scritto "Che fantasia, questo blog è sempre più interessante, ricco di novità e di news"
Accetto la critica, ma ho poi ricevuto un "controcommento" che utilizzo come risposta perchè lo condivido in pieno:
Germano M. vedo con piacere che sai apprezzare l'ironia di IM1923. Ma secondo te cosa dovrebbe scrivere esattamente? Che bravi, che geni, che competenza, che personaggi illuminati? Vuoi che ti faccia un breve riassunto di quello che sta succedendo? Ormai quasi un anno fa sono partiti i lavori. Pochi anni fa il mitico Matteo Picchialitutti Fiani aveva sistemato di sua mano l'interno degli spogliatoi (Im1923 dovrebbe avere ancora le foto che lo invito a pubblicare). Ammettiamo pure che avessero ulteriore bisogno di una rinfrescata, ma ci sono voluti mesi per montare i pannelli solari e per dipingere i muri (in stile circo Barnum) in un modo che ci farà ridere dietro tutte le squadre che si presenteranno al Ciccione se e quando riaprirà i battenti. Ci sono voluti otto mesi per sostituire le torri faro, lavoro che, (a meno che le preesistenti non fossero pericolanti, ma non risulta) poteva tranquillamente limitarsi alla sostituzione dell'impianto luci senza provocare la vera e propria distruzione del terreno di gioco. Ti ricordo che hanno messo le mani in uno STADIO DI CALCIO non nei giardinetti pubblici e per cosa? Per montare (dopo quasi un anno ancora non ci sono riusciti) un cazzo di campo da padel e uno da bocce togliendo da mezzo l'area che prima i calciatori usavano per il riscaldamento e che veniva utilizzato come parcheggio per le auto degli stessi calciatori e della terna arbitrale in un'area dove i parcheggi la domenica sono un lusso. Ebbene, dopo un anno, nessun lavoro è stato fatto in quello che una volta il buon Sandro Ciotti chiamava il "campo per destinazione". I distinti, uno dei posti più belli dove vedere la partita al Ciccione anche in inverno, sono abbandonati a sé stessi da anni (e ora non c'è più nemmeno la scusa del cantiere della ferrovia), tutti i settori avrebbero bisogno di una bella rinfrescata, i bagni fanno cagare (d'altronde....), un'occhiatina al tetto della tribuna ce lo darei visto che oltre alla nord in questo momento è l'unico posto dove c'è gente e non so se almeno recentemente sia stata fatta qualche perizia visto che è lì ormai da quasi 60 anni. Di tutto questo, che, ti fosse sfuggito, è la cosa che in questo momento interessa di più ai tifosi perché va bene la festa per la D, la trasferta a Santa Margherita Ligure, ma ora come ora non metterei nemmeno un centesimo su una scommessa che il prossimo campionato lo potremo giocare al Ciccione, a meno che non gli venga in mente qualche altra porcata tipo dare una rullata e giocare la D su un campo ridotto peggio di quello, immondo, della Taggese. Ti va bene così o ti serve qualche altro dettaglio?
Una considerazione personale: se davvero fosse ancora in vita Germano M (dove M immagino sia per Mosconi) il suo commento ai lavori della "Cittadella dello sport Nino Ciccione" sarebbe il più appropriato...
Accolgo, infine, la richiesta del lettore riproponendo il video di circa quattro anni fa quando, dopo giorni di duro lavoro, una squadra capitanata dal "Panzer" Matteo Fiani, dava "una bella rinfrescata" ai vetusti spogliatoi neroazzurri.
Pietro Buttu intervistato da lavocediimperia.it: "Un percorso fino a qui non positivo, di più. Ho avuto la fortuna di allenare un gruppo di ragazzi fantastici, come spesso mi è capitato nella mia carriera. E devo dire che è stato davvero inaspettato trovarsi a quattro turni dalla fine con dieci punti di vantaggio sulla Cairese, che a inizio torneo era la candidata principale sotto tutti i punti di vista per poter conquistare questo torneo, anche se l'Imperia per il blasone e la piazza è giustamente sempre partita in lotta per la vittoria finale.
Il bilancio definitivo si fa sempre alla fine ma mi sarei aspettato di dover lottare fino all'ultimo, visto il grande inizio di Angelo Baiardo e Rivasamba poteva essere preoccupante. Noi abbiamo pensato solo a noi stessi, a cementare questo gruppo, sono riuscito a far capire ai ragazzi qual era la nostra missione. Io stesso mi portavo dietro motivazioni importanti, siamo entrati subito in empatia e questo ci ha permesso di arrivare a fare questo grande cammino.
Dopo la vittoria casalinga sulla Cairese, con una prestazione riconosciuta anche dal loro allenatore, avevamo capito di essere sulla strada giusta. In mezzo a tutto questo c'è stata anche la grande soddisfazione di aver vinto la fase regionale di Coppa Italia di Eccellenza, vincendo partite vere, e uscendo senza rimpianti dopo la fase a gironi senza mai perdere: anche questo è stato un motivo d'orgoglio".
La battaglia politica tra l'opposizione e l'amministrazione comunale presieduta dal sindaco Scajola si combatte a suon di comunicati e "partite virtuali"... di padel.
Ieri il sindaco di Imperia Claudio Scaiola aveva dichiarato: "Bracco non venga più a raccontarci che lui non è quello del “sempre contro a prescindere”. Le imbarazzanti e scomposte dichiarazioni rilasciate alla stampa sono l'emblema di un uomo accecato dal suo ego e dal rancore personale verso il sindaco Claudio Scajola e questa amministrazione.
Bracco proponga qualcosa, lamentarsi e denigrare la città non serve a nulla, meglio che continui a giocare a padel".
Oggi hanno risposto le consigliere dell'opposizione Loredana Modaffari e Daniela Bozzano: "Ci auguriamo che il prossimo passo promozionale non sia quello di mietere il grano cresciuto nel nostro stadio comunale, a torso nudo ed a favore di telecamere. Sarebbe un déjà vu largamente sconsigliato. Per la partitella di padel del nostro Bracco attendiamo che, entro questa domenica, l’infallibile maggioranza completi la costruzione del campo nell’antistadio del "Nino Ciccione", rispettando i termini previsti di conclusione lavori. Oggi ha trovato una distesa di ghiaia, ma a questa amministrazione dei miracoli nulla è precluso".
Sempre sto stramaledetto padel: del calcio, cui è destinato dal 1923 il "Nino Ciccione", ne vogliamo parlare seriamente?