martedì 22 giugno 2021

Il club dei 100

Copio/incollo da riviera24.it a firma Diego David 

«Non ho nessuna intenzione di lasciare l’Imperia».  E’ lapidario sulle sue intenzioni Eugenio Minasso, l’uomo che nelle ultime due complicate stagioni si è occupato di attrarre gli sponsor che hanno permesso all’Imperia di salire dall’Eccellenza alla serie D e di ottenere una più che dignitosa salvezza sul campo al primo anno di interregionale dopo diversi anni.  Minasso, infatti, sgombra il terreno dalle voci che lo vorrebbero distante dalla causa neroazurra.

L’ex deputato ora vicino al sindaco Claudio Scajola che a sua volta ha seguito le vicende della squadra di calcio della città con una costante presenza in tribuna (particolare non secondario), appena terminata la stagione, ammette, però, le difficoltà: incassi azzerati causa covid, costi di gestione schizzati alle stelle per sanificazioni e tamponi, giocatori in quarantena, circostanza che ha obbligato a un certo punto dell’anno la società di piazza d’Armi a ricorrere al mercato.

In soldoni, al cassiere neroazzurro sono mancati almeno 90mila euro di proventi dal botteghino. E’ questa la cifra che i dirigenti pensano di rastrellare in città lanciando il progetto del “Club dei 100”

«Non è proprio un azionariato popolare perché è complicato da mettere in pratica, ma il tentativo di cercare di avvicinare alla società un centinaio di imprenditori e professionisti, ciascuno impegnato per un migliaio di euro. Penso che non sia una impresa impossibile, anzi alla portata della nostra città», spiega Eugenio Minasso.

L’ex deputato che oggi fa il consulente aziendale ha faticato non poco a raggruppare gli sponsor, dovendosi rivolgere esclusivamente, almeno per i marchi che campeggiano sulle maglie, ad aziende lontane dal territorio.

«Credo -conclude Minasso – che sulla scorta di quanto si è visto quest’anno proseguiremo la politica dei giovani. Ne abbiamo già in rosa e quest’anno hanno saputo dimostrare di saperci fare. Non dimentichiamo che l’Imperia, a differenza di altre realtà, dispone, grazie alla fattiva collaborazione con l’amministrazione comunale, di un impianto a norma e perfettamente agibile, che, con qualche ritocco, è in grado di affrontare anche campionati superiori. E’ noto che Comune ha presentato un progetto allo scopo di ottenere un  finanziamento finalizzato ad una ulteriore ristrutturazione che renderebbe il “Ciccione” un vero e proprio gioiello».

8 commenti:

im1923 ha detto...

a volte ritornano: il remake delle tessere gold che aveva proposto, anni fa, Gino Garibaldi. L'idea non sarebbe male, ma a Imperia ci sono la metà dei 100 (mi tengo largo) disposti ad accettare la proposta, a versare questa comunque piccola quota ai Perinos?

Anonimo ha detto...

Le tessere gold erano frutto di una mente sopraffina.....
Tu daresti 10 euro da far gestire ai perinos ?.....

#Perinosout ha detto...

Probabilmente qualcuno ci sarebbe, toccando i tasti giusti, che potrebbe anche permettersi di contribuire con importi più importanti. La domanda è "Voi mettereste nelle mani di alcuni dei "signori" che occupano (secondo me abusivamente) la sede di Piazza d'Armi anche solo 50 euri? Personalmente me ne guarderei bene.

Anonimo ha detto...

Minasso, manda via i perinos e magari gli imprenditori disposti a contribuire li trovi anche. Ma finchè ci saranno i perinos la vedo molto dura, in questi anni si sono fatti terra bruciata attorno

Nik ha detto...

...a parer mio la parte più interessante dell'articolo è nel finale dove si parla del progetto presentato in attesa (si spera) di finanziamento per i lavori di ristrutturazione al Nino Ciccione...sul resto sono scettico, anche perchè si metterebbe solo una toppa e si rimanderebbe il problema di qualche mese senza risolverlo...gli stessi discorsi Minasso li faceva lo scorso anno quando faceva appello al sostegno delle aziende locali ma mi sembra che sia caduto sostanzialmente nel vuoto...

Anonimo ha detto...

La verità che a Imperia,dell'Imperia,non glie ne frega un cazzo a nessuno!
A parte ai soliti ultras

Anonimo ha detto...

Le aziende locali, a parte qualche raro caso, non ci sentono. La vedo dura....

Anonimo ha detto...

Un programma biennale ambizioso richiede un investimento di circa 700.000 euro. Allora si' che si potrebbero vedere nuovamente dei giocatori con i contro coglioni al Ciccione. Allora si' si potrebbero vedere di nuovo 2000 paganti come in passato, quando anche le grandi squadre che venivano a giocare da noi se la facevano addosso....