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sabato 2 maggio 2026

"A noi ci piace(va) così. Storia dei Samurai Ultras Imperia"


"A noi ci piace(va) così. Storia dei Samurai Ultras Imperia"


La storia definitiva dei "Samurai Ultras Imperia", il gruppo che ha fatto la storia del movimento Ultras a Imperia e non solo, in una nuova accattivante veste grafica.

Il libro racconta gli oltre trent'anni di attività dei "Samurai Ultras Imperia: duecento pagine intrise di passione, cento fotografie del gruppo, tutto il materiale Ultras prodotto (sciarpe, magliette, felpe, adesivi, cappelli, tessere, pins...), i titoli del giornali, le fanzine e non solo.

Per acquistarlo o per informazioni: 

email: im1923@libero.it

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sabato 28 giugno 2025

Tic tac tic tac


Si complica, forse definitivamente, la trattativa per la cessione dell’Imperia Calcio. L’accordo tra l’imprenditore Giuseppe Ruggieri e la dirigenza attuale, guidata da Fabrizio Gramondo, sembra ormai destinato al fallimento. Nonostante mesi di contatti e colloqui, le parti non hanno trovato un’intesa economica, e i nodi sembrano troppo complessi per una ricomposizione dell’ultima ora.

Le cifre in ballo restano difficili da decifrare, ma è chiaro che la distanza tra domanda e offerta ha bloccato ogni margine di trattativa. Il rischio ora è concreto: senza un passaggio di consegne o una ricapitalizzazione, il futuro dell’Imperia è quanto mai incerto.

La stagione sportiva 2024/2025 termina ufficialmente il 30 giugno. Entro il 10 luglio dovranno essere depositate in Lega le liberatorie firmate dai calciatori e dal personale sportivo , documentazione fondamentale per ottenere l’iscrizione al prossimo campionato. Un passaggio obbligato, che, però, rischia di diventare un ostacolo insormontabile se la società non avrà risolto le proprie pendenze economiche e societarie.

Le voci che circolano in città non fanno dormire sonni tranquilli ai tifosi neroazzurri: secondo indiscrezioni sempre più insistenti, l’Imperia potrebbe rinunciare all’iscrizione in Serie D e ripartire da un campionato inferiore, addirittura dalla Prima Categoria. Sarebbe un duro colpo per una piazza storica, reduce da stagioni complesse ma sempre animate da un forte senso di appartenenza.

Il tempo stringe e la società è chiamata a fare chiarezza sul proprio futuro. I tifosi aspettano risposte, mentre la città si interroga: che fine farà l’Imperia Calcio? I prossimi giorni saranno decisivi. Senza un colpo di scena o un intervento salvifico, lo scenario di un ridimensionamento sportivo appare sempre meno remoto. E mentre la dirigenza tace, il silenzio rischia di essere il preludio a una dolorosa retrocessione fuori dal campo.

(lavocediimperia.it)

sabato 15 settembre 2012

"A noi ci piace così". STAGIONE 2002/2003. SERIE C.N.D.

STAGIONE 2002/2003. SERIE C.N.D.
Quest’estate, per il terzo anno consecutivo, bisogna registrare un cambio al vertice societario: Vincenzi è sostituito da Piro, già Presidente del Savona calcio. Si tratta, in realtà di un cambio formale, poiché Piro era, di fatto, già lo scorso anno, il nostro massimo dirigente: essere, dichiaratamente, la società satellite del Savona, fatto umiliante, non suscita grossi sussulti nell’amorfo ambiente della tifoseria imperiese, ormai rassegnata a tutto.
La scossa che aspettiamo, involontariamente, è data proprio dalla dirigenza nerazzurra che ingaggia il giocatore più odiato dal nostro gruppo, Carlo Calabria. Dopo averci sbeffeggiato ed insultato nel corso di un decennio, quando difendeva i colori della Sanremese e del Savona, il nemico pubblico numero uno (insieme a Cichero) indosserà la nostra maglia. La notizia dell’arrivo di Calabria stupisce ed indigna tutti noi. In occasione della prima amichevole di precampionato, contro il Ventimiglia, il bubbone scoppia dopo pochi minuti: un brusco rimprovero di Calabria al nostro capitano Iannolo provoca un violento scambio di vedute tra noi ed il matuziano che, recitando un copione già visto, ci minaccia ed insulta.
La nostra protesta prosegue, nonostante la sua assenza, anche in occasione della successiva amichevole contro il Savona e nel derby di coppa Italia contro la Sanremese: due striscioni recanti le scritte “Calabria vattene” e “Per Carletto nessun rispetto” ed i nostri cori ostili, ribadiscono l'opinione del gruppo in merito al suo arrivo in nerazzurro.
Sui giornali e sulle televisioni locali, comincia un intollerabile processo di beatificazione del giocatore: quello che, incredibilmente, nessuno riesce a capire, è che Calabria è aspramente contestato non solo perché ex matuziano… oltre la metà della nostra attuale squadra ha militato con i biancazzurri, ma nessuno è stato accolto in malo modo, perché, pur avendo indossato gli odiati colori, non si sono mai permessi di comportarsi come Calabria.
Domenica 8/09/2002, poco prima della prima di campionato contro il San Gimignano, si decide, dopo un’accesa discussione e favoriti dall’assenza di Calabria, di attuare una tregua alla contestazione, per evitare di turbare la squadra: la nostra indifferenza deve essere la peggiore sconfitta per il matuziano. Sarà per “l’effetto Calabria”, ma la gradinata Nord è carica come ai vecchi tempi e tifa alla grande per tutti i novanta minuti, trascinando la squadra alla vittoria. Si nota un nuovo gruppetto di ragazzi, che si affiancano al nucleo storico… proprio quello che ci voleva per dare nuova linfa e stimoli al gruppo. A fine partita, misteriosamente, l’auto di Calabria è danneggiata da ignoti.
Domenica 15/09/2002 una nostra delegazione si sobbarca circa 500 km per esporre i nostri striscioni a Chiusi: a fine partita c’e’ un piccolo diverbio con alcuni tifosi locali, che si risolve senza strascichi.
L’entusiasmo è crescente grazie anche ad una squadra che vince anche il successivo incontro casalingo contro il Venturina e si porta, a sorpresa, al secondo posto in classifica: il tifo è incessante e grande il feeling con i dieci undicesimi della squadra. La presenza in campo di Calabria, però, rappresenta sempre una mina vacante, pronta ad esplodere da un momento all’altro: un suo richiamo ad un compagno di squadra, provoca anche in gradinata un diverbio, che è placato a stento, anche se è chiaro che la discussione si riaccenderà alla prossima occasione.
Ad un mese esatto dall’anniversario per il nostro ventennio, decidiamo di realizzare delle nuove sciarpe celebrative: 100 sciarpe al costo di 9,30 euro cadauna… ne sono passati d'anni dalle prime sciarpe pagate 2.000 lire!
Domenica 29/09/2002 si va in auto a Pietrasanta, ad assistere ad un'inaspettata disfatta dei nerazzurri contro il Versilia; facciamo ritorno nello stadio toscano, dove però non troviamo più gli amici della “Brigata Neuro”, con i quali eravamo stati protagonisti di indimenticabili feste.
Dopo la travolgente vittoria interna contro la Cerretese, domenica 13/10/2002, sempre in auto, la nostra meta è Lavagna: protagonista assoluto della partita è l’odiato Calabria, i cui due gol, però, sono, da noi festeggiati con cori inneggianti al giovane bomber Lupo… “Che ci frega di Calabria, noi abbiamo Lupo gol”.
La domenica successiva l’immeritato pari interno contro il Fucecchio è, in ogni caso, festeggiato dalla Nord, che chiama sotto la nostra gradinata la squadra per l’applauso finale: anche stavolta ai festeggiamenti non partecipa Calabria, ma nessuno di noi è triste per quest'assenza.
Domenica 27/10/2002, in occasione della trasferta a Viareggio, allestiamo un pullman, prenotato a Savona, per il consueto ostracismo, nei nostri confronti, delle compagnie di viaggio della provincia d'Imperia: il risultato è che il trasferimento del pullman da Savona ad Imperia e ritorno non fa altro che far lievitare il prezzo del noleggio… l’ennesimo ostacolo che dobbiamo superare da anni. La trasferta di Viareggio, considerati i precedenti e la concomitanza con la ricorrenza del nostro anniversario, è assai sentita: a bordo di un pullman pieno, ognuno dà sfogo ai suoi vizi preferiti. Dopo una sosta di rifornimento gratuito nei pressi di La Spezia, giungiamo, cotti a puntino, nella pineta nella quale è immerso lo stadio viareggino. Quattro pattuglie di poliziotti ci accolgono calorosamente, mentre alcuni Ultras bianconeri c'insultano a distanza di sicurezza e ci minacciano cinghia in mano. Sistemati, non senza difficoltà, all’interno dello stadio, attacchiamo tutti i nostri striscioni e continuiamo lo scontro verbale con gli “Ultras Fighters Viareggio”, mai visti così numerosi nelle precedenti partite contro di noi: l’infiltrazione nelle loro fila d'alcuni esponenti delle “Teste Matte Napoli”, trasferiti a Viareggio per lavoro, ha dato una scossa al loro gruppo.
La travolgente vittoria nerazzurra per tre a due ci esalta ancora di più ed incarognisce ulteriormente gli Ultras viareggini che, prima spingono una poliziotta giù dagli scalini della gradinata, e poi cercano il contatto con noi: la Polizia ci carica e ci obbliga a fare ritorno sul pullman. Ha inizio un rally nella pineta, scortati da poliziotti in auto e moto, che si esaltano alla guida dei loro mezzi e rischiano un paio di tamponamenti. Il viaggio di ritorno è un delirio, con un nuovo rifornimento gratuito, cori e cruente risse.
Dopo la nuova vittoria interna contro la Rondinella, quanto auspicato dalla maggior parte di noi si realizza: Calabria se ne va e fa ritorno nella sua Sanremo, dopo aver fatto credere di essersi accasato con il Ventimiglia. L’ennesima beffa ai nostri colori non c'infastidisce più di tanto, anche se, da un punto di vista tecnico, la perdita è grave e va ad aggiungersi ad un altro paio di cessioni: la squadra è in pratica indebolita… l’inevitabile destino di una società satellite come la nostra, che non può avere nessuna ambizione e deve limitare al massimo le spese.
Domenica 10/11/2002 si va in auto a Borgo San Lorenzo, dove assistiamo ad un rocambolesco pareggio con rete nerazzurra e rigore parato dal nostro portiere nei minuti finali. Lo stadio del paesino in provincia di Firenze è semideserto e gli unici problemi ce li creano alcuni poliziotti, che ci trattengono a lungo per una serie d'inutili controlli… evidentemente non sapevano come passare il pomeriggio.
Sono finalmente pronte le nuove sciarpe a strisce nere e azzurre, inframmezzate da alcune righe arancione, il ricamo del nostro Samurai e la scritta “Samurai Ultras Imperia 1982-2002”, che vendiamo in pochi giorni.
La domenica successiva è il turno di un’altra squadra toscana, il Sansovino, accompagnata al “Ciccione” da un piccolo gruppo di tifosi, gli “Ultras Monte”: non avendo mai avuto a che fare con loro, non li provochiamo. Una calorosa accoglienza è, invece, riservata all’ex idolo Bongiorni, che dopo tre anni fa ritorno ad Imperia: per lui, a fine partita, i nostri cori ed una sciarpa.
Domenica 24/11/2002 si va a Massa ad affrontare la capolista Massese e ritrovare gli amici “Ultrà Massa”. Non riusciamo a trovare un pullman e dobbiamo andare in treno. Arrivati nei pressi di Chiavari, però, un imprevisto ci obbliga a rivedere i nostri piani: a causa del maltempo che da alcuni giorni flagella la Liguria, il fiume Entella straripa e la linea ferroviaria è interrotta. Siamo, così, obbligati a restare all’interno dei vagoni per diverse ore, senza possibilità di raggiungere lo stadio di Massa, dove si aspettano gli “Ultrà Massa” con panini e bevande. Con l’ausilio dei telefoni cellulari siamo informati, in tempo reale, dei cambiamenti del risultato della partita: la rete del momentaneo pareggio nerazzurro è salutato da un boato e cori, che lasciano stupefatti i nostri sventurati compagni di viaggio. Dopo oltre tre ore, il treno fa marcia indietro e possiamo fare ritorno ad Imperia, dopo la trasferta più anomala della nostra storia: ci toccava anche questa…
Domenica 8/12/2002 la partita casalinga contro la Larcianese, terza forza del campionato e coi nerazzurri decimati, è una delle più entusiasmanti alle quali abbiamo assistito: sei a due per noi, con emozioni per tutti i novanta minuti… quattro gol nerazzurri sotto la Nord non si erano mai visti e sono festeggiati coi giocatori appesi alla rete, dopo ogni realizzazione.
Dopo la sconfitta esterna contro la capolista Cappiano, è il turno dell’attesissimo derby contro la Sanremese: la settimana che precede la partita da noi più sentita è, come sempre, frenetica. Secondo una consuetudine ormai consolidata, realizziamo due coreografie, una per tempo.
Per il primo tempo realizziamo centocinquanta bandierine nere e azzurre e una ventina di bandiere a due aste, con svariate scritte: insieme agli stendardi già in nostro possesso ed alle sciarpe, trasformano la gradinata Nord in un delirio nerazzurro. Nel secondo tempo spettacolo pirotecnico senza precedenti, con venticinque torce accese e fumogeni colorati, che illuminano a giorno il tetro pomeriggio. Sullo sfondo sono appesi due striscioni recanti le scritte “Non mollare mai” e “La Nord vi dà il benvenuto: ciao merde”, mentre è innalzato a mano un enorme striscione con la scritta “A Sanremo niente Ultra’, solo infami senza mentalità”.
I fedeli amici di Tortona “Quelli di sempre” e la “Brigade Sud Nice” sono in gradinata al nostro fianco, mentre una quarantina di “Kaos Sanremo”, gruppo che ha preso il posto degli “Ultras Sanremo”, compresi alcuni redivivi esponenti degli “Ultras Albenga” (presenti solo in queste occasioni e da noi assolutamente ignorati), presentano la solita scontata e malriuscita coreografia fatta di cartoncini bianchi e azzurri. Le nostre attenzioni sono rivolte soprattutto a Calabria, ferocemente insultato per tutti i novanta minuti: memorabile il beffardo coro “Carletto? Ci senti?…”.
La partita, secondo una tradizione ormai tristemente nota, finisce con una sconfitta, questa volta più umiliante del solito, per uno a quattro, dopo che il primo tempo era terminato coi nerazzurri in vantaggio per uno a zero; resta, come di consueto, la vittoria sugli spalti. A fine partita, nei pressi della stazione ferroviaria, c’è un fitto lancio d'oggetti, con il ferimento di alcuni esponenti delle due tifoserie e di un agente, ed il fermo di un paio dei nostri: fortunatamente non è adottato alcun provvedimento nei loro confronti, come invece già accaduto in passato.
L’ennesima umiliazione regalataci dai nostri giocatori non ci scoraggia: ormai ci abbiamo fatto il callo. Dopo la sosta natalizia, ci rechiamo a Vado Ligure per assistere al derby contro i locali: si notano pochi esponenti della vecchia guardia e molti volti nuovi. Dopo una lunga trattativa sul prezzo del biglietto e grazie alla solerzia delle forze dell’ordine, che ci palpeggiano per bene, raggiungiamo il nostro settore a partita iniziata. Nel primo tempo, in ogni caso, esponiamo un solo striscione recante la scritta “Società e giocatori: grazie per il regalo sotto l’albero di Natale… senza palle” e ci asteniamo dall’incitare la squadra. L’unico coro che riecheggia è “Nessuno, nessuno, si scorda il quattro a uno!”. Nell’intervallo, come stabilito, lo striscione è rimosso e sostituito da un altro con la scritta “22/12/2002: non dimentichiamo. Rialziamoci e combattiamo!” affiancato dagli altri striscioni tradizionali. Riusciamo ad entrare tranquillamente all’interno del terreno di gioco per sistemare al meglio lo striscione, mandando in crisi le forze dell’ordine, che non possono impedire l’invasione di campo. Il rientro in campo delle squadre è salutato da una torciata e da un incessante incitamento ai nerazzurri, che realizzano anche la rete della fortunosa vittoria: a fine partita, tutta la squadra si porta sotto il nostro settore per festeggiare con noi, anche se il coro finale è, in ogni caso, quello del primo tempo. Dopo aver cercato di chiudere alcuni carabinieri all’interno dello stadio, incontriamo degli esponenti degli “Ultras Savona”, che sono venuti a salutarci.
La vittoria di Vado si rivela solo un episodio fortunato. La successiva domenica, il 12/01/2003 una nostra delegazione si reca a San Gimignano (ben 800 km tra andata e ritorno!) per assistere ad un nuovo crollo dei nerazzurri.
Domenica 19/01/2003 l’ennesima sconfitta casalinga contro la Nuova Chiusi, fa esplodere la nostra contestazione: al fischio finale, ci rechiamo negli spogliatoi per chiedere “spiegazioni” alla dirigenza nerazzurra. Bersaglio della nostra protesta è il latitante Presidente Piro; la nostra richiesta di voler parlare con qualcuno della dirigenza nerazzurra causa minuti di smarrimento tra chi è all’interno degli spogliatoi del “Ciccione” poiché, in realtà, non c’è nessuno che rappresenti la società… l’obiettivo è raggiunto e, per cercare di placare i nostri animi, interviene Mister Cavallaro: imbarazzato, ci da ragione circa la cronica latitanza del Presidente, impegnato solo a seguire il suo Savona. Dopo un’ora di assedio, leviamo le tende e, finalmente, il cancello degli spogliatoi può aprirsi e i nostri giocatori possono uscire sotto scorta. In settimana non tarda ad arrivare la risposta del Presidente, che manifesta l’intenzione di essere disposto a cedere, anche gratuitamente, la società nerazzurra. La squadra, ormai allo sbando, è travolta la domenica successiva a Venturina: la classifica diventa precaria, dopo un inizio stagione entusiasmante.
Domenica 2/02/2003, per protesta contro la dirigenza, non esponiamo i nostri striscioni, ma solo uno recante l’inequivocabile scritta “Bettino, porta via il belino”. In un comunicato spieghiamo le ragioni della nostra protesta, indicando nel Presidente il responsabile principale della crisi nerazzurra. Piro non manca di rispondere al nostro comunicato e, in un delirio d'onnipotenza, afferma che ha addirittura in mente la fusione tra le sue due società, Imperia e Savona, in un’unica chiamata Imperiosa… in questi anni ne abbiamo sentite di tutti i tipi, ma questa è tra le più assurde. Ironicamente, suggeriamo al geniale Presidente di chiamare la sua nuova creatura, in suo onore, Pirotecnica! In un clima di pressoché totale abbandono la squadra continua a non vincere, racimolando due pari contro Versilia e Cerretese, restando in piena zona playout.
Domenica 16/02/2003, al “Ciccione”, si disputa un delicato derby tra Imperia e Lavagnese ed un nuovo passo falso dei nerazzurri può portare conseguenze gravissime per la classifica. Capiamo perfettamente il momento e carichiamo a dovere i ragazzi che riescono a tornare al successo: da segnalare la presenza di uno sparuto gruppo di tifosi bianconeri, con tanto di striscione “Ultras Lavagna”… in pratica sono tre persone di mezz’età con un tamburo ed una bandiera. Non mancano i nostri cori contro Piro, che, finalmente, in settimana, cede la società ai fratelli Montali, ambigui personaggi che qualche anno prima gli avevano ceduto il Savona, dopo averlo fatto sprofondare in Eccellenza… insomma, siamo caduti dalla padella nella brace. E’ l’ultimo sgradito regalo fattoci da un Presidente mai amato, per il suo totale disinteresse per le vicende nerazzurre.
La nuova dirigenza esordisce con un pari esterno a Fucecchio e soprattutto con dichiarazioni roboanti agli organi di stampa: ritorno tra i professionisti, riorganizzazione della società e del settore giovanile, organizzazione di amichevoli di lusso, creazione di un nuovo impianto, ecc. ecc. Noi, scottati da precedenti esperienze, non crediamo a tutto ciò e restiamo alla finestra.
Domenica 2/03/2003 è il turno del Viareggio, in una partita che noi sentiamo particolarmente per la rivalità con gli “Ultras Fighters Viareggio”: infatti, la Nord è particolarmente gremita, mentre gli attesi Ultras bianconeri, dopo le promesse e le minacce via internet, hanno il coraggio di presentarsi in cinque a bordo di un’auto… la settimana successiva addurranno a loro giustificazione, la concomitanza col Carnevale, che a Viareggio occupa molti esponenti del loro gruppo. I pochi presenti tornano a casa sconfitti sul campo e distrutti dalla nostra gradinata.
Il sabato successivo l’Imperia vince nuovamente a Firenze, contro la Rondinella, e si toglie definitivamente via dalla zona di bassa classifica.
Domenica 16/03/2003 è di scena al “Ciccione” la Fortis Juventus, il cui nome spinge gli antijuventini del gruppo al liberatorio coro “Juve, Juve, vaffa…”: al seguito dei biancoverdi fiorentini un gruppetto di parenti ed amici dei giocatori, che al pareggio allo scadere su calcio di rigore dei propri giocatori, si lasciano andare a gestacci contro di noi… saranno obbligati a raggiungere il pullman della loro squadra scortati da una decina d'agenti di Polizia. Da segnalare la presenza in gradinata di una bandiera della pace, in voga in questo periodo in concomitanza con la guerra in Iraq, sventolata senza problemi da un giovane ragazzo: un episodio di poco conto, che però, qualche mese, dopo sarà riportato in maniera distorta su un quotidiano locale… ma ne riparleremo.
La domenica successiva ci rechiamo a Monte San Savino, in provincia di Arezzo: una trasferta lunghissima (in tutto, ben oltre 800 km). La squadra ci ripaga subito con un inizio strepitoso: non abbiamo fatto in tempo a mettere gli striscioni, che siamo già sotto di due reti… alla fine del primo tempo saranno quattro! Non ci sono problemi con gli Ultras locali, che espongono gli striscioni già visti ad Imperia: i nostri unici applausi sono rivolti all’ex Massimiliano Bongiorni.
Domenica 30/03/2003, nostri ospiti graditissimi, sono gli “Ultrà Massa”: è una partita attesissima anche dagli amici toscani che partono dal capoluogo apuano addirittura alle cinque del mattino! Una nostra delegazione li accoglie e, nell’attesa dell’ora di pranzo, li accompagna in una sorta di gita turistica della città. Nel frattempo, un altro gruppo di nostri esponenti, dietro la gradinata Nord, prepara una mega abbuffata a base di salumi, formaggi, torte dolci e salate e litri di vino rosso e birra. E’ una festa riuscitissima alla quale partecipano circa duecento persone: l’immagine più rappresentativa è quella di un motocarro, parcheggiato nei paraggi, stracolmo di bottiglie e lattine vuote. La partita è un dettaglio ed è vinta, a sorpresa, dai nerazzurri: per tutto l’incontro riecheggiano cori contro Sanremo e Carrara. A fine partita, c’è l’abbraccio finale tra le nostre tifoserie e l’arrivederci alla prossima occasione: saranno i play off, ai quali i bianconeri parteciperanno un paio di mesi dopo, quando si recheranno a Sanremo.
Il campionato sta volgendo al termine e la nostra mente è rivolta all’ultimo appuntamento importante: il derby con la Sanremese. Prima, però, ci sono tre partite contro Cascina (vittoria casalinga), a Larciano (sconfitta) e contro il Cappiano, squadra di un quartiere di Fucecchio (un paesino di 5.000 persone), che, alla fine di un pari annunciato, festeggia proprio al “Ciccione” una storica ed inaspettata promozione tra i professionisti: al seguito dei biancazzurri, una trentina di tifosi toscani che probabilmente non si rendono neanche conto della fortuna che li sta baciando. A fine partita c’è uno scambio di vedute tra un paio di nostri esponenti ed i tifosi toscani, che ci procurerà altre due diffide… tanto per cambiare.
Domenica 4/05/2003 è finalmente tempo di giocare il derby. Si decide di recarci a Sanremo in treno, per “inaugurare” la nuova stazione matuziana: il nostro programma è però modificato dalle forze dell’ordine che decidono farci scendere a Taggia, dopo averci fatto pagare il biglietto fino a Sanremo. Questo fatto non l’accettiamo e ci rifiutiamo di scendere, bloccando il treno per dieci minuti: la tensione sale alle stelle. Buttati giù dalle carrozze del treno, troviamo un nutrito gruppo di ragazzi della “Brigade Sud Nice” che ci accolgono con alcune casse di birra fresca: ci voleva proprio visto il caldo opprimente di questa giornata. Fa ancora più caldo quando scendiamo nel sottopassaggio della stazione: un celerino pensa bene di manganellare uno dei nostri e ne consegue un parapiglia incredibile. Caricati a fatica su un paio di pullman di linea, giungiamo a Sanremo, dove ci sono un’altra ventina di agenti ad aspettarci: nonostante questo, qualcuno riesce a forzare il blocco ed a entrare gratuitamente in curva. Dopo il classico reciproco scambio d'insulti coi matuziani, attacchiamo lo striscione preparato per l’occasione, recante la scritta “Inchinatevi al capoluogo”; sullo sfondo tutti gli striscioni. Ad inizio partita una mega torciata rischia di provocare un incendio: infatti, alcune torce vanno a finire in una zona piena di sterpaglie, che s'incendiano in un batter d’occhio e, solo dopo una decina di minuti, i vigili del fuoco riescono a spegnerlo. La partita s'incanala negli ormai canonici binari: due reti subite nel primo tempo da una squadra incredibilmente demotivata e molle, stroncano ogni nostra speranza di poter finalmente assistere alla prima vittoria in campionato a Sanremo. Come di consueto siamo gli unici a non mollare e continuiamo a sostenere i nostri colori fino al triplice fischio finale, non mancando di contestare i nostri giocatori. A fine partita c’è un fitto lancio d’oggetti tra il nostro settore e quello matuziano, senza gravi conseguenze: le forze dell’ordine si mettono in mezzo e c’è un piccolo tafferuglio al momento di risalire sui pullman. Al rientro ad Imperia, una nostra delegazione, assai arrabbiata, si reca in sede per chiedere spiegazioni ai nostri giocatori ed al Mister, ma questi, probabilmente avvisati, pensano bene di evitare l’incontro. Anche la dirigenza non digerisce bene il comportamento della squadra ed, incredibilmente, ad una giornata dal termine del campionato, esonera Mister Cavallaro: anche alcuni giocatori, tra cui il nostro capitano Iannolo, sono messi fuori squadra. Domenica 11/05/2003, l’ultima partita di campionato si gioca in un clima irreale: uno stadio semideserto, con metà squadra titolare in tribuna, in panchina l’allenatore della Juniores ed in tribuna il nuovo Mister della prossima stagione, sospettosamente ingaggiato a tempo da record. La nostra gradinata non presenta alcuno striscione appeso, in segno di protesta, se non uno recante la scritta “4/05/2003: grazie ragazzi per il solito derby da coglioni”. La partita è una farsa con gli ospiti che giocano a tiro al bersaglio contro l’incapace ed incolpevole giovane portiere nerazzurro. Quello che però scatena ancora di più la nostra rabbia è lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi, entrando allo stadio: tutto il settore dei distinti e parte della gradinata Sud, sono pitturati d'azzurro e di un grigio pallido, facilmente confondibile con il bianco. Una beffa atroce, uno stadio in sostanza pitturato con gli odiati colori, che oltretutto hanno coperto i gradini dei distinti, pitturati di nerazzurro in occasione della promozione del 1999! Quest'affronto non l’accettiamo e, nell’intervallo, ci rechiamo in tribuna a chiederne spiegazione alla dirigenza. Il Presidente Montali e suo figlio s'arrampicano sugli specchi cercando di farci credere che siamo daltonici: secondo la loro versione il bianco è in realtà grigio e che, in ogni caso, i lavori di verniciatura non sono terminati. La discussione si fa accesa ed, in breve, siamo circondati dalle forze dell’ordine: chiediamo anche spiegazioni concernenti il vergognoso derby disputato la domenica precedente e quali siano i programmi futuri della società; dopo questo lungo faccia a faccia, intimiamo al Presidente di evitare di riverniciare anche la nostra gradinata.
Termina in maniera agitata questa stagione che era iniziata in modo ugualmente turbolento, a causa dell’ingaggio dell’odiato Calabria: le prospettive per il futuro sono nebulose ed i nuovi dirigenti in questi primi mesi non ci hanno affatto convinto.

sabato 8 settembre 2012

"A noi ci piace così". STAGIONE 2001/2002. SERIE C.N.D.

STAGIONE 2001/2002. SERIE C.N.D.
Quella che sta per iniziare è l'ennesima stagione incerta. Indicativo un episodio: ad agosto assistiamo alla presentazione da parte di un Presidente, di un allenatore e di una squadra che dovranno disputare il campionato d’Eccellenza. Meno di un mese dopo ecco il classico colpo di scena tipico della società nerazzurra: Vincenzi occupa il posto di Durante (che peraltro rischia di lasciarci le penne) alla presidenza; Cavallaro quello di Bencardino in panchina; una squadra completamente nuova disputerà il C.N.D. In altri tempi la notizia del ripescaggio avrebbe suscitato grande entusiasmo, ora invece provoca indifferenza se non addirittura fastidio. Dopo di quello che abbiamo passato negli ultimi anni il disinteresse per le cose nerazzurre è pressoché generale. Al "Ciccione", in occasione delle partite casalinghe, la media spettatori è di due/trecento persone salvo qualche rara eccezione: è, in ogni caso, un problema comune a tutte le squadre del nostro girone, eccezion fatta per Savona, dove i buoni risultati degli ultimi anni hanno risvegliato entusiasmi sopiti. A Sanremo e Casale gli Ultras hanno chiuso bottega, a Tortona solo pochi irriducibili espongono gli striscioni: al "Ciccione" ci tocca vedere spettacoli vergognosi, come quello del tamburino sbandieratore del Canavese.
Domenica 23/09/2001, in occasione della partita casalinga contro il Voghera, a causa di un nubifragio, ci trasferiamo in tribuna: tifiamo alla grande, stimolati dalla presenza degli "Ultras Voghera", giunti in pochi ma buoni. La nostra migrazione, a causa delle nuove norme applicate in maniera ottusa, provoca la reazione delle forze dell'ordine che prima vogliono farci tornare nella Nord, e poi, vedendo che non è il caso di provocarci ulteriormente pensano bene di denunciare l'addetto alla biglietteria dello stadio.
La domenica successiva ci rechiamo a Casale, ma l’atmosfera delle precedenti sfide è un lontano ricordo: stadio deserto e “Boys” assenti. Chi non mancano mai sono le forze dell’ordine, sempre ossessionanti in terra piemontese.
Domenica 7/10/2001 arriva al “Ciccione” la capolista Ivrea, con al seguito una decina di Ultras, i “Terror Machine”, un gruppo di nuova formazione, che ignoriamo totalmente.
E’ il turno del derby contro il Savona, giunto ad Imperia con al seguito un centinaio di “Ultras Savona”, che si sono riorganizzati grazie ai recenti positivi risultati della propria squadra. Domenica 21/10/2001, prima dell’inizio, dalle due gradinate rimbombano cori di reciproca amicizia tra le nostre tifoserie ed alcuni per l’ex Peluffo. Ma la Nord si riscalda soprattutto per la presenza dell'infame Perrella tra i biancoblù. Per lui e la gentile signora, l'accoglienza è trionfale: una bambola gonfiabile con la scritta "Dai Francesca salta con noi" resta appesa alla recinzione della Nord per tutti i novanta minuti; per "PutTano" solo insulti, che raggiungono l'apice con uno strepitoso "Perrella? Ci senti?”. Verso la fine di una partita senza storia, l'unico brivido è dato dal tentativo di fare di "PutTano" una rostella: l'asta di una bandiera lo colpisce ad una gamba ed il nostro eroe cade a terra, come se fosse stato colpito in pieno volto da una trave... la sua uscita in barella dallo stadio è l'unica gioia della domenica.
La partita più importante del girone d’andata è chiaramente il derby disputato a Sanremo. C'è bisogno di un'idea originale per sbeffeggiare ancora una volta i matuziani. Lo spunto è dato dalla cronaca di questi giorni: in televisione e sui giornali non si parla altro che di una sostanza tossica, il carbonchio, di rischio contaminazione e di guerra chimica. Questa è la molla che fa scattare l'idea per questo derby. Il rischio di contrarre qualche malattia a Sanremo è notevole e quindi tutti dobbiamo presentarci, domenica 11/11/2001, al "Comunale" di Corso Mazzini, in tenuta sterile: camice verde, mascherina e guanti di lattice, il tutto gentilmente offerto dall'Ospedale Civile di Torino. Durante il trasferimento a Sanremo, in pullman, procediamo alla vestizione per l'entrata trionfale. Una macchia verde invade la curva, lasciando senza parole, per l'ennesima, volta i matuziani. Da segnalare una bandiera a due aste con la scritta "Voi sfigati" ed un'enorme busta (al carbonchio) indirizzata al nostro vecchio amico Cichero. Si gioca sotto un diluvio: i tifosi matuziani lasciano la loro postazione per rifugiarsi nel piano inferiore. E' il solito derby: novanta minuti di tifo incessante, di pensierini delicati al solito Cichero, a sua madre sempre "...in vetrina ad Amsterdam", ai traditori Bocchi (assente in campo, ma non nei nostri cuori) e Giuntoli e la solita beffarda sconfitta. Le condizioni atmosferiche sono da film horror: cielo plumbeo, lampi e tuoni, pioggia e riflettori accesi... ma questo non fa altro che esaltarci. E gli "Ultras Sanremo" ? hanno pianto in settimana sul "Secolo XIX" con un memorabile sfogo "...comunichiamo alla città che domenica, a fine incontro, valuteremo la possibilità di continuare a fare tifo o sciogliere definitivamente il nostro gruppo storico" ...grazie di esistere! A fine partita, nonostante la sconfitta, ci consoliamo sbeffeggiando i simpatici cugini con cori come "Prendete una decisione !", "Vi sciogliete sì o no?", "Vi vediamo indecisi". Come faremmo senza di loro...
Domenica 6/01/2002 ci rechiamo a Sestri Ponente, dove fa il suo esordio lo striscione "Fantomas": più che una trasferta è una scampagnata, con mega abbuffata in tribuna e fiaschi di vino. Alla fine della vittoriosa partita, prima c’è un pericoloso faccia a faccia con l’ex Mister Bodi, che scappa via di corsa, a bordo di un’auto e poi raggiungiamo negli spogliatoi l’ex Mister Ferraro, che aveva speso belle parole nei nostri confronti sui giornali locali.
Domenica 3/02/2002 andiamo in treno a Voghera, dove non ci sono problemi con gli Ultras locali: dopo la partita d’andata, rispetto ha generato rispetto.
A Savona, domenica 3/03/2002, una nostra delegazione si sistema nella tribuna centrale: la torciata iniziale provoca qualche mugugno tra i frequentatori dello stadio, ma non con gli “Ultras Savona”, coi quali, a fine gara, scambiamo qualche parola tra una birra ed un panino.
L'ultimo sussulto stagionale è il derby al "Ciccione" contro la Sanremese. Domenica 24/03/2002 la gradinata Nord presenta un buon colpo d'occhio: torciata, megabandierone, coriandoli ed alcune nuove due aste, salutano l'ingresso in campo dei giocatori. Nella Sud si consuma uno dei più tristi spettacoli mai visti in un derby: dodici (!) Ultras matuziani con lo striscione "Sanremo ovunque" (sì! sappiamo noi soprattutto dove...) e due squallide bandiere del Comune di Sanremo attaccate alla rete... senza parole! Il nostro tifo è di buon livello nel primo tempo, un po' meno nella ripresa, con un'esplosione al gol del nostro vantaggio. La beffa è dietro l’angolo anche questa volta perché la Sanremese pareggia a pochi minuti dal termine.
Domenica 7/04/2002 si va a Tortona per rafforzare l'amicizia con gli amici piemontesi: in un ristorante locale facciamo una mangiata pantagruelica ma c’è poca voglia di andare alo stadio, coi locali rassegnati alla retrocessione in Eccellenza.
Domenica 12/05/2002, in occasione dell'ultimo incontro stagionale contro la Sestrese, organizziamo a modo nostro la fine del campionato: vino a fiumi, fave e salame. Al novantesimo minuto, decidiamo di andare a festeggiare con i nostri giocatori negli spogliatoi, ma alcuni esponenti delle forze dell'ordine cercano d’impedircelo, dimostrando poco buon senso... scoppia un principio di tafferuglio che fortunatamente è spento sul nascere. Comincia così una cruenta lotta a colpi di secchiate d’acqua, che coinvolge tutti i presenti.
Cala così il sipario su una stagione che, come già detto, ci ha visto poco protagonisti per colpe non nostre: qualcosa si è rotto tra società nerazzurra e città ed il nostro gruppo necessita effettivamente di nuovi stimoli e qualche forza nuova.
C’è ancora un ultimo impegno da onorare: una nostra delegazione si reca a Voghera, per affiancare i nostri amici “Ultras Savona”, impegnati nello spareggio promozione contro l’Ivrea. Assistiamo così, con un po’ d’invidia, al ritorno, dopo parecchi anni, dei biancoblù in C2… quando toccherà nuovamente a noi tornare a vivere questi momenti di gioia?

sabato 1 settembre 2012

"A noi ci piace così". STAGIONE 2000/2001. SERIE C.N.D.

STAGIONE 2000/2001. SERIE C.N.D.

Inizia l’ennesima stagione deprimente ed umiliante della storia calcistica nerazzurra.
Dopo l'allucinante campionato di C2, passa un'intera estate nella vana speranza che qualcuno subentri al comando della bagnarola imperiese. La città, come sua consuetudine, è indifferente; i colpevoli di questo scempio, da noi più volte segnalati e contestati, non osano assumersi le proprie responsabilità, come se negli ultimi anni non avessero mai bazzicato la sede di Piazza d'Armi. Gli amministratori comunali, che un anno prima si sgomitavano per farsi vedere al fianco del vincente del momento, il Presidente Cipolla, ora sono assenti.
Siamo gli unici cui sembra interessare qualcosa delle vicende nerazzurre, con telefonate ed incontri continui con i protagonisti di questa triste telenovela: indimenticabili le discussioni con Durante e Costa, gli unici che sembrano intenzionati a salvare la società. Il rapporto con la strana coppia genovese è ottimo, fin dal primo momento in cui si sono presentati ad Imperia, sia per il loro modo di porsi nei nostri confronti, sia per la loro follia da Ultras.
Il fallimento del club, decretato a settembre dal Tribunale d’Imperia, è la logica conseguenza di quest’andazzo. I sigilli allo stadio e la mancata disputa della partita del 24/09/2000 contro il Val d'Aosta, le dieci sconfitte consecutive, condite da ventisei gol subiti ed un solo gol realizzato da una squadra di ragazzini, il meno uno in classifica, sono un'ulteriore umiliazione per noi. Il nostro striscione è, in ogni caso, sempre esposto, così come la fanzine continua ad essere pubblicata, a dimostrazione che noi siamo gli unici a non voler lasciare la barca che sta affondando.
Uno spiraglio fortunatamente si profila all'orizzonte: Durante scioglie i dubbi, diventa Presidente ed acquista in blocco allenatore e otto giocatori. Tanto basta per convincerci a recarci domenica 29/10/2000 a Gravellona Toce: nello pseudo stadio in cima al lago Maggiore si rivedono anche quei diffidati che hanno finito di scontare l'iniquo provvedimento e riecheggiano i nostri cori di sempre più il nuovo tormentone, "L'impurtant l'è sburer !". Da ricordare l'ingresso allo stadio spacciandosi per giornalista di un nostro esponente ed il barelliere dallo sguardo bovino. Il pareggio, che serve ad annullare il meno uno in classifica, esalta il nostro spirito " testardo". In occasione della partita interna contro l'Ivrea, la Nord è piena e spinge la squadra al pareggio con un gol durante il recupero. Il delirio finale è indescrivibile: il Presidente schizza dalla tribuna nella Nord per festeggiare con noi.
Domenica 5/11/2000 sulla fanzine comincia l'appassionante avventura del "Grande Bordello". Di che si tratta? Sull'onda del successo della trasmissione televisiva "Grande fratello", la fanzine "Samurai news" lancia il concorso ad eliminazione diretta che ha per protagonisti 16 inquietanti personaggi che hanno orbitato nella sede di Piazza d'Armi. I concorrenti sono: Prince, Banjio, Herbalife, Vorwerk, Willy, Iceman, Demolition man, Mousefur, Fox, Gigibodibupapparappà, Big torton, Smoker, Muttly, Mokacott, Chicken e Broker. A decidere chi vincerà sono i lettori della fanzine, invitati a votare utilizzando le schede allegate, eliminando di volta in volta i concorrenti sgraditi. Per tre mesi non si parlerà d'altro, anche perché il resto è da dimenticare. Alla fine vincerà Banjio dopo un’appassionante testa a testa con Broker.
Domenica 12/11/2000 a Savona, con un solo punto in classifica dopo dodici turni, ci rechiamo in un centinaio a bordo di un pullman stracolmo e molte auto: torciata, bandierone e tifo continuo per tutto l'incontro, anche quando il risultato è ampiamente compromesso. A fine partita i complimenti sinceri degli "Ultras Savona" sono il riconoscimento più gradito.
Le cose in casa nerazzurra precipitano nuovamente: le sconcertanti sconfitte contro Valenzana in casa e a Bra, alle quali assistiamo allibiti, ci riportano alla realtà.
Domenica 17/12/2000 la tensione, già prima della partita contro il Volpiano, è alle stelle: alle tredici sconfitte su quindici incontri disputati, bisogna aggiungere anche il nostro cattivo rapporto con allenatore ed alcuni giocatori. Il gol dell'ennesima sconfitta nerazzurra, al novantaquattresimo minuto, provoca la nostra contestazione: ci spostiamo nei distinti ed un petardo esploso vicino ad un guardialinee, che crolla a terra tramortito, provoca la sospensione della partita. La protesta prosegue negli spogliatoi dove tecnico e giocatori sono aspramente contestati, fino a pomeriggio inoltrato. Il risultato è l'esonero di Salsano, l'epurazione d’alcuni giocatori ed il "Ciccione” squalificato per un turno.
Domenica 28/01/2001 la partita casalinga con il Verbania segna un'altra pagina umiliante di questa stagione, per i pochi che hanno ancora la voglia di frequentare la Nord. Sullo zero a quattro ci "permettiamo" di sbeffeggiare i nostri eroi, che incredibilmente, anziché stare zitti, reagiscono. Il portiere getta via la maglia e chiede il cambio, altri giocatori ci mandano apertamente a quel paese ed uno di loro tira un calcio verso chi è aggrappato alla rete di recinzione della Nord. Come se non bastasse, il nuovo (si fa per dire) contestato Mister, Gigi Bodi, sul "Secolo XIX" ci definisce "quattro imbecilli" e dai microfoni compiacenti di "Imperia TV" minaccia di darci una lezione.
L'appuntamento per tutti è la successiva partita casalinga, domenica 11/02/2001 contro la Sestrese: la presenza tra i verdestellati del nostro vecchio capitano Sbravati è un altro motivo di "tensione". Una targa ricordo con la scritta "C'è solo il capitano !" è consegnata al commosso giocatore, simbolo di quella serietà che non riscontriamo in nessuno di coloro che ora indossano la maglia nerazzurra. Nella Nord è esposto un solo enorme striscione con la scritta "Vergogna". Fischio d'inizio ed il nostro bersaglio preferito, il portiere che difende (si fa per dire) la porta proprio sotto la Nord, al primo tiro, da quaranta metri, subisce un gol incredibile. Scoppia il putiferio. La programmata contestazione esplode e coinvolge tutti: alcuni giocatori, terrorizzati, non vogliono più rientrare in campo nel secondo tempo, sul terreno di gioco vola di tutto ed un pallone è gettato in campo per interrompere l'azione del pareggio nerazzurro. A fine partita il Presidente dà le dimissioni, l'allenatore fugge via dallo stadio in fretta e furia, così come alcuni dei nostri giocatori. La contestazione prosegue la domenica successiva a Tortona, dove assistiamo alla partita al fianco degli amici tortonesi; l'obiettivo è raggiunto: l'allenatore si dimette ed il portiere è allontanato. A fine incontro ci sono dei problemi con le forze dell'ordine locali, che si segnalano per la loro ottusità: a farne le spese un nostro esponente che è diffidato per un anno. E' la degna conclusione dell'ennesima stagione allucinante che, in pratica, finisce qui. Non esponiamo più gli striscioni, allo stadio sono presenti solo pochi inguaribili malati: l'ultimo incontro contro il Rivoli è disputato dinanzi ad una cinquantina di persone. In meno di un anno si è passati dalla C2 all'Eccellenza: per il nostro gruppo è il momento di ricominciare da capo.

sabato 25 agosto 2012

"A noi ci piace così". STAGIONE 1999/2000. SERIE C2

STAGIONE 1999/2000. SERIE C2
Inizia la stagione più attesa ed incredibile di sempre. Dal lontano 1985, quello dell'ultima serie C, ne sono passate di tutti i colori: umiliazioni, fallimenti, prese in giro e trasferte in stadi assurdi e contro compagini espressioni di circoli ricreativi di pescatori o dopolavori ferroviari ...e poi la festa ad Aosta ed in Piazza Dante. Tutte queste immagini si accavallano nei nostri occhi, in occasione del primo match stagionale, contro il Montichiari. Domenica 5/09/1999 l’entusiasmo, in gradinata Nord, è alle stelle e si rivedono le code ai botteghini; indicativo dello stato d'euforia che si respira, è il delirio in occasione della presentazione della squadra al “Bistrot”: cori, birra ed alcolici a fiumi e gran doccia finale per tutti! Compaiono alcuni nuovi stendardi a due aste e due bandieroni a strisce: il tifo è straripante e raggiunge l’apice in occasione del pareggio nerazzurro, proprio sotto la Nord.
Domenica 12/09/1999 in occasione della prima trasferta, a Busto Arstizio, organizziamo un pullman guidato da un genio che ci fa arrivare cinque minuti prima del fischio d'inizio. Siamo una quarantina e facciamo un buon tifo al cospetto di una delle migliori realtà Ultras del nostro girone, i "Commandos Tigre", con i quali non ci sono problemi.
Il pensiero di tutti è, però, rivolto al successivo match casalingo, il derby contro la Sanremese, per il quale ci stiamo preparando fin dal momento in cui è stato compilato il calendario. A complicarci le cose contribuisce la notizia, poi smentita, secondo cui il derby avrebbe dovuto disputarsi il lunedì sera, per consentirne la trasmissione su "RAI SAT"... avevamo preparato la coreografia per un'occasione unica. Poco male, si gioca come previsto domenica pomeriggio: il 19/09/1999, una data difficile da dimenticare. Realizziamo un centinaio di magliette con disegnato un Samurai che infilza, con la sua spada, il leone aggrappato alla palma, simbolo di Sanremo: sotto il disegno la scritta "A ghe schiappammu u cù". La coreografia del primo tempo consiste in una serie di strisce verticali nere e azzurre, inframmezzate da lunghi palloncini verdi, bianchi e rossi: sullo sfondo la scritta "Il capoluogo". Quella del secondo tempo consiste nella classica mega fumogenata, che è favorita dal cielo plumbeo. Gli "Ultras Sanremo" hanno il coraggio di presentarsi solo in una trentina. Un'ora prima del derby comincia a diluviare: aggiungiamoci poi la scarsa luminosità ed il vento gelido, per capire in quali condizioni ambientali ci troviamo. L'entusiasmo è travolgente e spinge i nerazzurri ad una vittoria che non si otteneva da circa vent'anni, in pratica la prima firmata "Samurai"... difficilmente spiegabile quello che succede al fischio finale, che sancisce il due ad uno per noi, con gol di capitan Sbravati e Vago.
Domenica 26/09/1999 si va in auto a Saronno per assistere ad una pessima prestazione dei nerazzurri, più presi a litigare tra loro che a giocare. Gli Ultras di casa, il "Fronte ribelle", sono pochissimi ed intelligentemente non c’infastidiscono, a differenza delle forze dell'ordine, con le quali, come spesso accade, ci sono dei piccoli screzi.
La settimana successiva è inquietata dalla notizia di tre nuovi provvedimenti di diffida: e siamo a quota ventuno! Questo nonostante i nostri tentativi di instaurare un dialogo con i "tutori" dell'ordine: invece ecco perquisizioni e scorte asfissianti, cariche e sequestri di materiale, telefonate di controllo nel corso della settimana e riprese filmate di tutti i nostri movimenti. Oltre a questo, ad innervosirci, ci si mette anche la squadra che incappa in una serie di quattro sconfitte consecutive.
Domenica 10/10/1999 anche a Biella, dove ci rechiamo in pullman, i problemi si ripresentano: ben ventitré celerini più quattro agenti della Digos e cinque poliziotti ci danno il benvenuto; la squadra, da parte sua, ci regala un'altra delusione. Gli "Young pounders", una decina, si fanno notare solo quando mettono lo striscione.
La successiva sconfitta casalinga contro il Prato provoca la nostra contestazione alla squadra, che è obbligata a rifugiarsi negli spogliatoi. L'andazzo preso dai nostri giocatori non ci piace e per questo ci rechiamo il mercoledì successivo al "Ciccione" per un faccia a faccia chiarificatore con squadra, allenatore ed alcuni dirigenti. Il risultato è che in occasione della successiva trasferta contro la Rondinella, sabato 24/09/1999 i nerazzurri tornano alla vittoria: a Firenze siamo presenti, giungendo nel capoluogo toscano in auto, dopo un viaggio allucinante, causato da una pioggia incessante.
E' quello che ci vuole per ricreare un po' d’entusiasmo in vista del trittico nel quale ci confronteremo con i gruppi più importanti del nostro girone, le tifoserie di Alessandria, Mantova e Spezia.
I primi a presentarsi al "Ciccione" sono i piemontesi: non più gli "Ultras Grigi", il cui striscione non è più esposto per lo scioglimento del gruppo, ma i "Supporters ‘99", che si mettono nella gradinata Sud... una vera delusione, considerata la loro tradizione e la squadra seconda in classifica. Hanno addirittura portato con loro un'oca che riusciamo a rapire e portare sotto la Nord... peccato che le forze dell’ordine, prontamente intervenute, ci obblighino a restituirla: non sarebbe stata male al forno!
Domenica 7/11/99 è il turno dei "Virgilians Kaos" Mantova, in una domenica difficile da dimenticare. Gli Ultras biancorossi giungono in buon numero ad Imperia e non ci sono problemi prima dell'inizio della partita. Quando scocca il decimo minuto del primo tempo, mentre tifiamo alla grande, stimolati dalla presenza degli Ultras ospiti, sotto la gradinata Nord si presentano una decina di "Ultras Sanremo" che iniziano una fitta sassaiola contro di noi e danneggiano alcune auto parcheggiate nei paraggi.
La provocazione non passa inosservata e la Nord si svuota all'improvviso, all'inseguimento dei matuziani: i vigliacchi si rifugiano nella Sud, per farsi difendere dai "Virgilians Kaos", coi quali sono legati da una sorta d’amicizia. Facile immaginare quello che succede all'ingresso del settore ospite, con gli Ultras mantovani coinvolti nella rissa. Tutto questo senza che le forze dell'ordine intervengano: si limitano, infatti, solo ad osservare e filmare ogni movimento. Dopo una ventina di minuti, ritorniamo nella Nord a tifare, ma l'atmosfera è assai tesa: a fine partita veniamo blindati in gradinata per più di mezz'ora. Domenica 14/10/99 giungiamo a La Spezia in pullman per quella che si può considerare la trasferta più esaltante di sempre (derby esclusi): il viaggio è una festa, con degustazione di vino... l'adrenalina è a mille. Entrare al "Picco", in uno stadio vero, davanti ad oltre 5000 persone ed una curva stracolma, è eccitante. Sistemati nel settore destro dei distinti, tiriamo fuori tutto il meglio del nostro repertorio, oltre a due nuovi cori: "E siamo sempre qui..." (anche in versione dialettale) ed "Azzurra e nera" rimbombano nello stadio, specie nel secondo tempo, quando gli Ultras bianconeri mollano un po'. Novanta minuti che volano in un attimo. Che soddisfazione vedere che i tifosi spezzini, seduti nei distinti, passino tutta la ripresa più a guardare ed ascoltare noi, piuttosto che la partita. Senza contare le parole per noi spese da una TV locale spezzina in sede di telecronaca... "incredibili Samurai... si sentono solo loro... mai vista una tifoseria così quest'anno al Picco"... è la nostra consacrazione: siamo così ripagati d’anni di sacrifici, umiliazioni e soprusi. Difficile trovare le parole per spiegare quello che abbiamo provato in quelle due ore: è davvero un peccato dover lasciare lo stadio, tra gli applausi della tifoseria di casa e i complimenti delle forze dell'ordine locali. Il gran finale è organizzato dalla Polizia spezzina che ci scorta, in stile hollywoodiano, con contromano e zig zag, fino al casello autostradale.
Il ritorno alla realtà l’abbiamo grazie alla Questura d’Imperia, che notifica a cinque nostri esponenti di spicco il provvedimento di diffida, a seguito degli incidenti nel match contro il Mantova: impronte digitali e foto segnaletiche, un trattamento da riservare a criminali incalliti; alcuni sono addirittura prelevati sul posto di lavoro!
E' difficile andare avanti dopo una mazzata così: ventisei diffidati in tre anni, una frattura insanabile con le forze dell'ordine capaci solo di attuare una cieca repressione nei nostri confronti ed una città senza passione... ma si deve andare avanti, contro tutto e tutti e per rispetto di coloro che sono stati diffidati. Per manifestare il nostro dissenso, in occasione della successiva partita casalinga contro la Pro Sesto, blindiamo l'ingresso della gradinata Nord: un solo striscione è esposto davanti al nostro settore deserto, con la scritta "Chiuso per diffida". Siamo presenti, in ogni caso, allo stadio, ma solo per ostacolare il compito delle forze dell'ordine: decidiamo di attuare una sorta di trenino, passando da un settore all'altro dello stadio, entrando ed uscendo dal "Ciccione", obbligandoli così ad inseguirci per tutti i novanta minuti. C'è anche una sosta in tribuna al fianco del Presidente Cipolla, alla sua ultima comparsa allo stadio prima della sua sparizione, che segnerà l'inizio della fine della società nerazzurra.
Domenica 28/11/1999 si va a Viareggio in pullman in poco più di una ventina: è un disastro economico ma ne vale la pena. Prima classico scambio d’insulti con gli "Ultras Fighters Viareggio", che non apprezzano soprattutto il nostro successo "Azzurra e nera"; poi finale incandescente, coi celerini che vorrebbero farci sloggiare prima del termine dell'incontro e poi si sfogano con gli Ultras bianconeri. Lacrimogeni, pullman scortato da due ali di celerini, safari nella pineta e viareggini rinchiusi dentro il loro bar con la serranda abbassata.
La domenica successiva, a Meda, si recano i soliti noti, questa volta in auto, senza alcun sussulto: stadio semideserto ed età media dei presenti sopra i sessant’anni.
Con il Presidente latitante, i dirigenti in fuga, una città totalmente disinteressata alle vicende nerazzurre ed una squadra in fondo alla classifica, solo poche centinaia d’inguaribili sono sempre presenti al "Ciccione". La fanzine "Samurai news" lancia l'idea di una colletta, per raccogliere i soldi da destinare ad una giocata al Super Enalotto, la cui eventuale vincita sarebbe destinata a favore della nostra amata e squattrinata Imperia: ma la combinazione (59: Cipolla; 34: latitante; 19: Finanza; 71: galera; 75: fallimento; 74: manette) non è vincente... è proprio una stagione sfigata!
Domenica 19/12/1999 una nostra delegazione si reca a Castelnuovo Garfagnana. Il viaggio è reso difficoltoso dalle condizioni climatiche, ma la mangiata che ci facciamo, con quattro spiccioli, è da ricordare: per tutti, tranne che per un nostro supereroe che, in uno dei tanti tornanti che portano alla cittadina toscana, caccia via tutte quelle prelibatezze. Facciamo amicizia con il custode dello stadio, che ci offre pure un bicchiere di vino caldo al bar dello stadio: dopodiché apre, solo per noi, la curva del settore ospiti, solitamente chiusa. Micchi, centravanti ospite in lite con il proprio allenatore, sostituito, ci saluta, così come il nostro bomber Carrettucci che, rientrando negli spogliatoi, ci regala il mazzo di fiori consegnato dalla squadra di casa ad inizio partita. Gli omaggi, per noi, non sono ancora finiti perché, a fine partita, il Presidente della squadra gialloblù ci offrirà il "ponce" (come lo chiamano loro).
Giovedì 6/01/2000 si va anche a Montichiari, dove incontriamo uno psicolabile che giudica le tifoserie in base alla lunghezza dei loro striscioni. Entriamo allo stadio spacciandoci per giornalisti al seguito della squadra: ci cascano tutti, tant'è vero che non ci fanno pagare e ci mostrano la sala stampa per le interviste di fine partita.
In un clima già elettrico, ad aizzare ulteriormente gli animi è il tradimento di uno dei protagonisti della promozione in C2: Gaetano Perrella (ribattezzato da questo momento PutTano) ci lascia per passare alla Sanremese. Questo è inaccettabile anche per chi ne ha viste e subite di tutti i colori. Lo stadio è ricoperto di scritte contro il traditore, che è costretto a lasciare la città per paura di ritorsioni; una vignetta, pubblicata sulla fanzine, provoca la stizzita reazione della "gentile signora" Perrella. Tutto questo alla vigilia del derby di ritorno.
Prima c'è il match con la Pro Patria; domenica 9/01/2000 i "Commandos Tigre" si presentano in una trentina e si fanno notare per compattezza e mentalità: davvero il miglior gruppo visto quest'anno al "Ciccione".
E’ tempo di derby: domenica 23/01/2000 si va a Sanremo a bordo di due pullman, ma è una trasferta in tono minore rispetto agli anni precedenti. Incredibilmente, dopo anni d’ingressi gratuiti, siamo obbligati a pagare il biglietto! Le diffide e le negative vicende nerazzurre si fanno sentire: ma stanno peggio i nostri dirimpettai che si riscaldano solo in occasione del gol vittoria. Le nostre attenzioni sono soprattutto indirizzate al traditore, il "porco-nano-napoletano", insultato per tutti i novanta minuti.
La sconfitta nel derby è la goccia che fa traboccare il vaso: dirigenti e Mister sono pesantemente contestati in occasione della partita contro il Saronno. Il culmine è, però, rappresentato dalla "grande sfida" con il proprietario d’Imperia TV, meglio noto come il "Principe d’Oliveto", che prima c’insulta e ci minaccia davanti alle sue telecamere, poi fugge a gambe levate, vedendo la nostra reazione: memorabile il racconto riportato sulla fanzine, cui è allegata la foto del Principe.
Domenica 6/02/2000 a Pontedera si va in treno ed alcune auto, per assistere ad una partita assurda, in uno stadio deserto ed un freddo allucinante. Da ricordare solo i bomboloni alla crema del chiosco della stazione della città toscana ed il proprietario di un'edicola, che ci vuole vendere, a tutti i costi, un giornale. Gli Ultras locali (si fa per dire) si fanno vivi solo nel secondo tempo, giusto per attaccare e successivamente staccare lo striscione "Indians Alcool". E' l'ultima panchina di Mister Benedetti, che sarà esonerato e sostituito da Soldo.
Domenica 13/02/2000 è il turno della Biellese, accompagnata da un gruppetto di "Young Pounders": l'incontro-scontro accade nei pressi dello stadio. Mentre siamo in un bar a bere qualcosa, i supereroi scesi dal Piemonte improvvisano un mini-corteo con cinture bene in vista: dagli insulti al tafferuglio, il passo è breve. Vola una cinghiata e qualche calcione, ma l'arrivo di una pattuglia impedisce che la zuffa degeneri. Gli "Young Pounders" sono accompagnati nel loro settore, così come noi, qualche minuto dopo. La prima mezz'ora dell'incontro è uno scambio continuo di messaggi provocatori ed insulti, fino a quando gli Ultras bianconeri capiscono il significato dei nostri cori e si rendono conto di aver sbagliato a provocarci nel prepartita. Sfogano così la loro rabbia prima prendendo a calci il chiosco della Sud e poi lanciando qualche sasso verso i Distinti, che ricambiano i "gentili doni": ma il loro pensiero è ormai rivolto a come tornare a casa... chi semina vento raccoglie tempesta!
Domenica 20/02/2000 si va a Prato, dopo un lungo viaggio in auto: una tristezza vedere lo stadio toscano deserto, con gli "Ultras Prato" assenti a causa di ormai cronica contestazione nei confronti della loro dirigenza. I pochi striscioni esposti sono dei lenzuoli biancazzurri stesi come biancheria al vento.
La squadra, pur tra mille difficoltà (non percepisce stipendi da mesi), cerca di non mollare, così come noi: chi latita sono i dirigenti che, dopo la fuga del Presidente, si sono alternati al timone della società nerazzurra, dimostrando tutta la loro incapacità. La goccia che fa traboccare il vaso è la partenza, per andare in vacanza, di uno dei dirigenti. In occasione della partita contro la Rondinella, domenica 27/02/2000, è esposto lo striscione "Gino a Cuba con i soldi dei giocatori" che non va proprio giù al destinatario: questi risponde sporgendo querela nei confronti di uno dei suoi realizzatori, con l'accusa di aver offeso il suo onore e prestigio. La frattura con quest’accozzaglia di persone che tengono le redini della società in maniera inquietante è totale: anche la squadra ne prende le distanze decidendo di scioperare. La protesta rientra e si può proseguire il campionato: in occasione delle due successive trasferte organizziamo due pullman.
Domenica 12/03/2000 si va ad Alessandria dove, esaltati dalla platea e dalla prestazione della squadra, tifiamo alla grande, compatti e decisi: per più di un'ora il "Moccagatta" è ammutolito e si sentono solo i nostri cori, fino alle due reti in cinque minuti dei grigi, che risvegliano un po' i deludenti "Head out".
Domenica 19/03/2000 giungiamo a Mantova, dopo un lungo viaggio: siamo curiosi di vedere come ci accoglieranno i "Virgilians Kaos", dopo i tafferugli della partita disputata al "Ciccione", provocati, come noto, dalla presenza di alcuni "Ultras Sanremo". Gli Ultras biancorossi, in contestazione e non più di una quarantina, c’ignorano prendendo chiaramente le distanze, nello stesso tempo, dagli Ultras matuziani.
Domenica 26/03/2000 al "Ciccione" è il turno dell’imbattuta capolista Spezia, accompagnata da circa quattrocento tifosi festanti. La partita fila liscia, senza alcun problema con gli "Ultras Spezia", nel segno del rispetto reciproco: il loro tifo è incostante, anche se quando lanciano il coro "La capolista se ne va" è uno spettacolo. Noi, con i nostri soliti problemi, facciamo una dignitosa figura.
Approfittando della sosta del nostro campionato, ci rechiamo a Novi Ligure per appoggiare i nostri amici tortonesi "Quelli di sempre”, che ricambiano la nostra visita, presentandosi a Sesto San Giovanni il sabato successivo: in pochi, ma quantomeno più del doppio degli "Ultras Pro Sesto", i soliti cinque visti al "Ciccione".
Domenica 16/04/2000 è il turno degli "Ultras Fighters Viareggio", la cui presenza, come di consueto, stimola il nostro gruppo: dopo averci minacciato via internet per tutta la settimana, si presentano con più striscioni che Ultras (solo otto) e sono annientati sul piano del tifo. La vittoria al novantesimo minuto è ispirata anche dalla nostra contestazione ad alcuni giocatori, che sono, in pratica, minacciati durante il riscaldamento: guarda caso saranno proprio loro i protagonisti della vittoria. In tribuna sono presenti Durante e Costa, la strana coppia genovese, intenzionata a rilevare la società nerazzurra, che non manca di venirci ad incontrare nella Nord, durante l'intervallo: l'impressione è positiva ed è apprezzabile il tentativo di instaurare con noi un rapporto, dopo le querele e prese in giro degli attuali dirigenti.
Dopo un paio di mesi di lavoro, nell'aprile del 2000 fa il suo esordio il sito internet ufficiale del gruppo, il cui indirizzo è "http://samurai.supereva.it". D'ora in poi chiunque, da qualsiasi parte del mondo, può facilmente comunicare con noi, richiedere materiale, conoscere la nostra storia e le nostre iniziative. Il sito è composto di diverse rubriche: “La nostra storia”, “Foto”, “Cori”, “Curiosità”, “Amicizie e Rivalità”, “Rassegna stampa”, “Fanzine”, “Diritti degli Ultras”, “Punto sulla partita”, “Campionato”, “Links” oltre ad una “Chat” per tutti i tifosi che possono così discutere in rete in tempo reale. Il sito da settembre del 2000 modificherà il suo indirizzo in "http://www.samuraiultras.net". E' un altro modo per farci conoscere e ha centinaia di contatti settimanali.
La vittoria contro il Viareggio e l'arrivo dei due genovesi ricreano un po' d'entusiasmo... a noi basta poco: il 30/04/2000 a Novara il pullman è pieno, il tifo incredibile... sembra di giocare in casa. Gli annichiliti e sparuti esponenti della "Legione Ultras Novara" guardano increduli e invidiosi il nostro settore. Gli unici problemi sono con le forze dell'ordine, all'ingresso dello stadio "Piola". Memorabile il finale: tutta la squadra sotto la nostra curva ed il trio Durante-Costa-Mackenzie nel fossato a saltellare e mimare il gol della vittoria.
Dopo il pari interno contro il Castelnuovo, con uno splendido gol nel finale del nuovo acquisto Palombo, domenica 14/05/2000 si va a Vercelli per l'ultima di campionato. Nuovo pullman pieno per quest’importante trasferta. Fa un gran caldo, ma il tifo è incessante, per un pari annunciato: il coro più gettonato è l’improvvisato "Conquista la pastetta". I "Vercelli Front", a fine partita, corrono sotto la nostra curva per farci i complimenti. La festa è completa quando al telefonino ci comunicano che la Sanremese è retrocessa con un incredibile autogol del suo capitano ("Dai Baldisserri facci un gol!"). Noi, invece, dobbiamo affrontare un doppio spareggio contro il Novara, partendo da una situazione di svantaggio.
Il drammatico spareggio è la degna conclusione di una stagione ad altissima tensione. "L'inferno può attendere!" titola la fanzine dedicata all'incontro contro il Novara. Domenica 28/05/2000 la gradinata Nord è piena e carica d’entusiasmo. Nel settore ospite una ventina d’Ultras biancazzurri, con gli striscioni "Legione" e "Gruppo Galliate", affiancati da un centinaio d’altri tifosi: assai deludenti, si limitano nel primo tempo ad insultare i loro giocatori al rientro negli spogliatoi, in svantaggio per uno a zero. Per l'occasione è allestita una mega torciata: decine di bandiere e una pioggia di coriandoli completano la coreografia. Il vantaggio immediato dei nerazzurri carica la Nord che trascina la squadra a sfiorare il raddoppio. Il pareggio novarese, ad inizio ripresa, è una mazzata atroce: la gradinata ammutolisce e passano diversi minuti prima che si ricominci a sostenere la squadra. Gli stessi giocatori sembrano non crederci più e si chiude in un'atmosfera di generale rassegnazione.
 peggiorare ulteriormente il clima, è la notizia della messa in mora della società nerazzurra, da parte d’alcuni nostri giocatori, proprio alla vigilia della partita più delicata degli ultimi anni: un tradimento che proprio non ci meritavamo.
Arrendersi prima della fine, però, non fa parte della nostra mentalità, così organizziamo due pullman, più alcune auto: domenica 4/06/2000 nella curva ospite del "Piola" siamo in circa centocinquanta. Prima di giungere allo stadio, dopo lo svincolo autostradale, veniamo fatti scendere dai pullman e perquisiti minuziosamente da una cinquantina d’agenti in assetto da guerra. E' una giornata calda ed afosa, ma il nostro tifo non manca: sovrastiamo i sempre più deludenti Ultras piemontesi, ma non basta. Dopo un quarto d'ora circa siamo già in svantaggio ed un palo di Palombo è l'unico segno della presenza dei nostri giocatori. L'ultimo quarto d'ora è segnato dalla durissima contestazione, da qualche tempo soffocata per amor di bandiera, nei confronti d’alcuni giocatori meno dediti alla causa nerazzurra e da scambi d’insulti con alcuni tifosi piemontesi posti nei distinti. Al fischio finale, la tensione accumulata in una stagione allucinante si fa sentire in maniera atroce: sono minuti di lacrime, di silenzio irreale, di reciproci abbracci consolatori... tenta di darci conforto il Presidente ad interim Durante, ma nessuno ha voglia di ascoltarlo... di parole e promesse n’abbiamo sentite fin troppe nel corso di questa stagione. L'unico segno di reazione è la trasformazione dei servizi igienici della nostra curva in una mega piscina, che quantomeno serve a rinfrescarci. Dopo una mezz’ora, tra le più tristi della nostra storia, abbandoniamo la curva per fare ritorno ad Imperia. La domenica infernale, però, non è ancora finita per coloro che occupano uno dei due pullman, perché il torpedone fonde il motore e resta fermo per alcune ore in autostrada. Sull'altro pullman, dopo i primi minuti passati in silenzio, si ricomincia a cantare. C'è chi vorrebbe incrociare i nostri giocatori nell'autogrill d’Ovada, per un faccia a faccia con alcuni di loro: prevale però la decisione di lasciar correre ed archiviare la più incredibile delle stagioni vissute dal nostro gruppo.

sabato 18 agosto 2012

"A noi ci piace così". STAGIONE 1998/1999. SERIE C.N.D.

STAGIONE 1998/1999. SERIE C.N.D.
La stagione che sta per iniziare vede al nastro di partenza un'Imperia assai ambiziosa: c'è molta fiducia per questa squadra che sembra poter puntare al ritorno in serie C.
Domenica 6/09/1998 la prima trasferta è una novità assoluta: a San Giusto Canavese, un paesino fuori Torino, ci rechiamo in auto, con notevoli difficoltà per trovare lo stadio (si fa per dire) locale. Deve essere la prima volta che da queste parti vedono un gruppo Ultras, perché tutti ci guardano preoccupati: ma non succede nulla.
La sconfitta all'esordio è una mazzata per l'ambiente, ma siamo abituati a ben altro e, dopo la vittoria casalinga con il Corbetta, domenica 20/9/1998 organizziamo un pullman per Tortona. Tutto bene fino a Finale Ligure poi, sulla salita di Feglino, il pullman dà segni di cedimento e siamo obbligati a fermarci in una piazzola. L'autista, dopo aver tentato di riparare il suo carretto, chiama telefonicamente in suo aiuto un collega, che si presenta con un fascio di cinghie di trasmissione, la rottura di una delle quali ha provocato il guasto. Passa oltre un'ora prima di ripartire: nell'attesa facciamo razzia di due cassette di lattine di birra dell'autista, che non la prende nel migliore dei modi, ma si guarda bene dal lamentarsi, perché l'atmosfera è tesa. Si riparte ed arriviamo al "Coppi" quando le squadre sono già in campo; all'entrata altro contrattempo con le forze dell'ordine che ci chiedono i documenti, per confrontare i nostri nominativi con quelli di una lista di diffidati. Nell'intervallo c'è uno scambio d’opinioni con gli Ultras locali, i "Quelli di sempre", gruppo che ha occupato il posto degli storici "Lions Supporters".
Domenica 27/09/1998, in casa contro il San Colombano, si gioca sotto un diluvio: noi però non abbandoniamo la Nord e tifiamo riparandoci sotto i nostri striscioni, ripagati dalla rocambolesca vittoria in rimonta dei nerazzurri con gol decisivo realizzato da Rotella.
Domenica 4/10/1998 ci rechiamo in treno a Sant’Angelo Lodigiano: abbiamo così la possibilità di vedere all'opera gli "Ultras Sant’Angelo", il migliore gruppo Ultras del nostro girone che, a fine partita, ci avvicinano per offrirci un gemellaggio che, cordialmente, rifiutiamo.
Dopo le partite interna con Valenzana e Guanzatese, inframmezzati dalla trasferta di Verbania, domenica 1/11/1998 ci rechiamo alla "Sciorba" per assistere alla vittoria contro la Sestrese: il forte vento spazza via i nostri fumogeni ed i palloncini colorati della coreografia iniziale. Siamo presenti, in pratica, solo noi, affiancati da alcuni diffidati che assistono all'incontro dalla collinetta posta dietro la tribuna.
Domenica 15/11/1998 ci rechiamo in auto a Solbiate Arno, in uno stadio anche qui deserto: i gol della vittoria sono festeggiati dai giocatori sotto il nostro settore.
La squadra è lanciata verso la vetta della classifica e l'entusiasmo crescente: domenica 29/11/1998 invadiamo Cuneo con un pullman pieno e diverse auto. Ingabbiati in un angolo dietro una porta, tifiamo alla grande per tutti i 90 minuti, zittendo gli "Ultras Cuneo", che hanno il coraggio di insultarci. La notizia della conquista del primato in classifica ci giunge a fine partita: il ritorno è una festa, con sosta a Garessio e gran rinfresco gratuito, a base di funghi sott'olio, in una stazione di servizio. Domenica 13/12/1998 ci trasferiamo a Novi Ligure, in una giornata caratterizzata da un clima siberiano: per combattere il freddo siamo obbligati a riscaldarci con fiumi di grappa. Le condizioni climatiche proibitive c’esaltano e spingiamo i nerazzurri ad una splendida vittoria. Non possiamo, però, lasciare Novi Ligure prima di una mega battaglia a colpi di palle di neve.
Dopo i tre incontri casalinghi consecutivi con Valle d'Aosta, Ivrea e Sangiustese, domenica 17/01/1999 si va a Corbetta: la partita fila via liscia e quando, alla fine, decidiamo di tornarcene tranquillamente a casa, spunta l’imbecille di turno che cerca di trascinarci in una rissa. Per sua fortuna, oggi non abbiamo tempo da perdere ed il tutto si limita a qualche piccola scaramuccia verbale.
Domenica 24/01/1999, in occasione dell'incontro casalingo contro il Derthona, fa il suo esordio "Samurai news", la fanzine ufficiale del nostro gruppo: obiettivo di questo giornalino, a distribuzione gratuita e realizzazione a nostre spese, è quello di far sentire la nostra opinione su tutto ciò che orbita attorno al pianeta nerazzurro. La fanzine si compone di quattro pagine con varie rubriche: "Noi pensiamo che" che fa il punto sul campionato e su quanto accaduto in settimana, "Prossima trasferta", "Gli Ultras ospiti", "Ultima trasferta", "Materiale e riunione", "Calendario e classifica" e vignette finali. Il tutto in bianco e nero e con tiratura che varia dalle centocinquanta alle duecentocinquanta copie, secondo l’importanza della partita. In occasione della vittoriosa partita, è suggellato ufficialmente il rapporto d’amicizia con gli Ultras bianconeri che espongono, nel corso del secondo tempo, l’applaudito striscione "Rispetto per chi rispetta", a noi indirizzato. Nello stesso tempo scoppia la rabbia nei confronti dei frequentatori del settore distinti, che sono da noi insultati. Quello che fa più rabbia è che, ai tradizionali tifosi che occupano quel settore, si sono aggiunti alcuni ragazzi che, poco tempo prima, frequentavano la Nord: un comportamento assolutamente inaccettabile.
Domenica 31/01/1999 si va in auto a San Colombano: dovrebbe essere una trasferta tranquilla ed invece, come spesso accade, nell'unica tribuna dello stadio del paesello lombardo, nel corso del secondo tempo, scoppia un tafferuglio provocato da un vecchio "bauscia". Volano pugni e spintoni ed una stampella di un nostro esponente, che ha il piede ingessato, è usata come arma impropria: nella concitazione riusciamo anche a ferirci tra noi! Dopo qualche minuto, a seguito dell'intervento delle forze dell'ordine, tutto torna tranquillo.
Sono finalmente pronte le nuove sciarpe in lana, a strisce nerazzurre su sfondo grigio, con il logo della "Brigata Alcolica" ricamato: in un paio di settimane riusciamo a venderle tutte e duecento.
La domenica successiva, il 7/02/1999 si disputa al "Ciccione" l'incontro al vertice contro il Sant’Angelo. In città l'attesa è grande. Sui giornali e sulle TV locali si prefigurano scenari apocalittici: "Previsti un migliaio di tifosi rossoneri !"... come invece noi avevamo previsto, giungono in centocinquanta, a bordo di tre pullman gratuitamente offerti dalla società rossonera. Gli "Ultras Sant’Angelo” destano un’ottima impressione e a fine partita festeggiano con l'ossessionante coro "Sant’Angelo, Sant’Angelo". Non accade alcun incidente prima, durante e dopo l'incontro, con tifo d’ottima intensità da parte di una Nord piena, fino al beffardo gol vittoria rossonero su calcio di rigore. La nostra rabbia è invece rivolta verso gli pseudo giornalisti locali ed alcuni dirigenti nerazzurri che, alla vigilia, ci hanno offeso, con l’infelice dichiarazione "rischiamo di giocare in trasferta".
L'atroce beffa della sconfitta con i rossoneri ed il loro sorpasso al vertice della classifica non ci scoraggia. Domenica 14/02/1999 ci rechiamo in auto sulle rive del lago di Como, a Guanzate: si parte la sera prima, per passare la notte insieme, in una discoteca lombarda. La domenica, nel freddo glaciale dello pseudo stadio comasco, abbiamo difficoltà ad appendere gli striscioni, poiché non sono presenti recinzioni.
Dopo la vittoria interna contro il Verbania, che rilancia al comando i nerazzurri, l'entusiasmo è alle stelle. Domenica 28/02/1999 a Valenza, contro la terza forza del campionato, c’è un grande esodo: due pullman stracolmi e decine d’auto scaricano duecento tifosi nerazzurri. Al nostro arrivo, alcuni rappresentanti dei "Quelli di sempre", gli Ultras tortonesi, ci accolgono calorosamente. All’entrata c’è qualche discussione, provocata dall’elevato prezzo del biglietto: alla fine riusciamo ad ottenere una riduzione e veniamo sistemati su un gradone pieno di pietre ed erba, lungo la fascia laterale. C'è chi, prendendo in terra un biglietto di tribuna già strappato, riesce non solo ad entrare gratis ma anche a farsi dare la differenza del prezzo in contanti... gli striscioni sono appesi sul muro alle nostre spalle; la tifoseria ospite è pressoché inesistente e l'unico striscione presente è un lenzuolo rossoblù con una scritta fatta con il nastro adesivo. In occasione del gol vittoria, che ribalta l'iniziale svantaggio, la rete di recinzione è divelta: l'entusiasmo è straripante ed il ritorno a casa una festa.
Domenica 7/03/1999 contro la Sestrese, in casa, la Nord è piena e trascina i nerazzurri all'ennesima vittoria: a fine partita i giocatori corrono sotto il nostro settore e lanciano il classico grido "Perché? Perché? Perché?"... che goduria!
Domenica 14/03/1999 si va a Legnano sia in auto che in treno ed occupiamo la gradinata destinata agli ospiti. Nessun Ultras di casa, ma parecchi tifosi riempiono il bello stadio lombardo: festeggiamo un pari sofferto, che costerà alla squadra il primato in classifica.
Dopo la vittoria casalinga con la Solbiatese, domenica 28/03/1999 si va a Casale per una trasferta tradizionalmente sentita. La trasferta è da ricordare per l'accoglienza a noi riservata dalle forze dell'ordine: una trentina di celerini in assetto da guerra, mitraglietta in mano, ci palpeggiano perquisendoci minuziosamente e ci filmano all'ingresso e durante tutto l'incontro. Ormai siamo ad un punto di repressione sempre più esasperata. Torciata iniziale (nonostante la perquisizione), gran tifo e gli sparuti "Boys” nerostellati sovrastati.
La partita casalinga contro il Cuneo, disputata domenica 11/04/1999, segna la svolta del campionato: alla vittoria nerazzurra si contrappone la sconfitta del Sant’Angelo a San Colombano... siamo nuovamente soli in testa al campionato, questa volta definitivamente. La partita con il Cuneo è ad alta tensione: a difendere la porta dei rossoneri c'è quel Campana che, con la sua sceneggiata in occasione della partita disputata lo scorso campionato (quella, per intenderci, dei panettoni), ha in pratica causato l’allestimento dell'odiata "ragnatela verde" dietro la porta. Campana è accolto come merita, mentre nell'intervallo c'è una rapida incursione nel settore ospite per una scazzottata con alcuni "Ultras Cuneo": uno di loro, il più malconcio, soccorso negli spogliatoi dello stadio, presenterà denuncia contro ignoti e contro la società nerazzurra.
Domenica 18/04/1999 si va ad Acqui Terme: lo stadio è pieno solo di tifosi imperiesi, compresa Raffaella Carrà, con tanto di sciarpa nerazzurra al collo... un manichino di cartone raffigurante la conduttrice è stata preso in un negozio e portato all'interno dello stadio piemontese.
A tre giornate dalla fine del campionato, con due punti di vantaggio sul Sant’Angelo, sentiamo ormai la C2 a portata di mano. Sull'onda dell'entusiasmo realizziamo un altro sogno: a nostre spese, armati di pennelli e vernice, sabato pomeriggio 24/04/1999, approfittando della sosta del campionato, pitturiamo a strisce nerazzurre tutti i gradini della Nord... dopo tre ore di lavoro, il risultato finale è spettacolare. La notizia fa in breve il giro della città e c'è un esodo continuo di persone per vedere la rinnovata gradinata.
L'ultimo incontro casalingo contro la Novese, si gioca in un tripudio, misto a tensione, incredibile. Lo stadio è pieno: anche nei distinti è allestita una torciata; ed è proprio da quel settore che alcuni tifosi, con le orecchie incollate alla radio, segnalano i gol a ripetizione della rocambolesca sconfitta del Sant’Angelo per tre a due contro la Valenzana. Dopo il gol della vittoria, festeggiato con una corsa per tutto il campo fin sotto la Nord da parte di tutta la squadra, è un susseguirsi di boati: il grido "Ce n’andiamo in C", a lungo strozzato in gola, può finalmente liberarsi. Tutta la squadra al novantesimo festeggia con noi l'ormai quasi certo ritorno tra i professionisti: l'allenatore Benedetti è portato in trionfo, le magliette dei giocatori gettate verso di noi, mentre dagli altoparlanti dello stadio riecheggia il mitico "We are the champions" dei “Queen”, cantato a squarciagola, in un tripudio di bandiere e sciarpe nerazzurre... indimenticabile!
Non è però ancora finita: mancano ancora due partite alla fine del campionato e, con cinque punti di vantaggio sul Sant’Angelo, bisogna recarsi ad Aosta ed Ivrea. Attesa da quattordici lunghissimi anni, la serie C è lì a portata di mano.
Domenica 2/05/1999 appuntamento alle dieci, in Piazza Dante: due pullman pieni e decine d’auto partono verso l'ultimo pellegrinaggio, anche se c'è chi è già ad Aosta fin dal mattino, perché non sta più nella pelle. Più di duecento tifosi nerazzurri riempiono il "Puchoz", stadio per noi fortunato, perché già diciotto anni fa ha fatto da cornice al ritorno in C2 dell'Imperia.
Cori, sciarpe sventolate, fiumi di vino e birra, vizi vari, sono protagonisti delle quattro ore di viaggio: ma è la tensione a farla da padrone, viste le precedenti beffe che hanno contraddistinto la nostra storia. Finalmente entriamo nello stadio: il colpo d'occhio è notevole, così come lo è il cervello di quel poliziotto che non vuole farci entrare i coriandoli di carta, reputandoli delle pericolosissime armi letali! S’inizia con una mega torciata ed un gran tifo. I nerazzurri praticano un vero e proprio assalto al fortino aostano: due pali e due traverse, un gol annullato, salvataggi sulla linea, parate miracolose ed un paio di rigori non concessi... l'ennesima delusione sembra materializzarsi. Al novantatreesimo minuto, però, all'ultimo assalto, dopo un batti e ribatti in area, Bongiorni gonfia la rete. E' il delirio! Tutta la squadra corre a festeggiare sotto il nostro settore: la rete di recinzione crolla giù e ci ritroviamo tutti in campo. Quella folle corsa di Bongiorni, simile a quella di Tardelli nel mondiale del 1982, rimarrà per sempre nei nostri occhi. Subito dopo il fischio finale, l'entusiasmo è indescrivibile: giocatori denudati, salti anti matuziani e cori a non finire. Dominano il "Ce n’andiamo in C" e soprattutto il coro, lanciato da Bongiorni, "Sant’Angelo ciucciacelo", che fa il verso a quello cantato dagli Ultras rossoneri al "Ciccione". Dopo mezz'ora siamo obbligati, nostro malgrado, a lasciare lo stadio, ma il delirio prosegue sul pullman, all'autogrill ed in Piazza Dante. Alle 22.30 il centro d’Oneglia è stracolmo: l'abbraccio con i diffidati che ci aspettano, belli carburati, è commovente. Cori, rulli di tamburo, bandiere al vento, torce accese fino all'arrivo, alle 23.00, del pullman della squadra. E' l'apice della festa: il pullman, circondato, ondeggia paurosamente rischiando di ribaltarsi. I giocatori, tirati giù di forza, volano direttamente nella fontana, coinvolti in bagno generale. Si va avanti ben oltre la mezzanotte, ma tutti vorremmo che non finisse mai.
Le magliette celebrative, che ritraggono Aldo, del famoso trio comico, con la scritta "Non C posso credere ", sono confezionate in due giorni e consegnate anche a tutti i membri della squadra: le indosseranno in occasione dell'ultimo incontro contro l'Ivrea.
Sabato 8/05/1999, in notturna, la partita non conta nulla, ma la voglia di continuare a festeggiare ci spinge ad organizzare l’ultimo pullman della stagione. Il corteo verso lo stadio "Benelli" è uno spettacolo, così come la torciata iniziale: un bengala, dopo essere rimasto inesploso, parte ad altezza uomo verso il settore opposto, fortunatamente deserto, finendo la sua corsa sui tetti delle vicine abitazioni. A fine partita che c'è il culmine del divertimento: altri petardi difettosi, dopo qualche attimo di silenzio, deflagrano in maniera potente provocando la rottura d’alcune vetrate, seguite dal fischio assordante degli antifurti... di corsa si risale sul pullman, per far ritorno, a notte inoltrata, ad Imperia.
E' l'atto finale di una stagione memorabile per il nostro gruppo che ha dovuto lottare contro ogni ostacolo, non mancando di essere sempre presente in tutte le trasferte. Riceviamo i complimenti di tutte le tifoserie amiche, ma il messaggio più bello è il telegramma inviatoci dal nostro vecchio allenatore Ferraro: "Nessuno più di voi merita questo successo. Vi porto sempre nel mio cuore".