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sabato 6 giugno 2026

Eroi (non) per caso. Stefano Falchi

Come detto in precedenza, il mondo del calcio è fatto non solo di calciatori, allenatori e dirigenti, ma anche, soprattutto nel calcio dilettantistico, di personaggi che non realizzeranno mai un gol o vinceranno un Campionato, ma che sono fondamentali.

Dopo aver parlato di Dario Pasini, quest'oggi vogliamo ricordare Stefano Falchi: il suo nome, forse, non sarà noto a molti di voi, ma, se avete frequentato il "Nino Ciccione" qualche anno fa, vi ricorderete di Stefano Falchi, un volontario dell'ingresso del settore Distinti e Gradinata Nord.

Era da noi tifosi soprannominato "manina" perché aveva una mano artificiale. Stefano Falchi non si è mai pianto addosso per quello che gli era successo anzi... di quello aveva fatto la sua forza. Aveva una macchina fatta su misura per lui e guidava come un pazzo.
Quello che forse non sapete è che lui, talvolta, faceva passare la gente che sapeva non avere la possibilità economica di pagare il biglietto e, poi, metteva di tasca sua i soldi del biglietto. Per questa ragione, i dirigenti dell'epoca (parliamo dell'era-Cipolla) la chiamavamo la "cassa Falchi" perché, di fatto, era un incasso parallelo.
In pratica, faceva anche da custode: abitando sopra il campo aveva le chiavi della sede e più di una volta ha sventato dei tentativi di furto.
Un altro aneddoto che lo riguarda è legato al cosiddetto "Club dei cento": con l'Imperia calcio in piena crisi societaria, un dirigente dell'epoca pensò di dar vita ad una specie di azionariato popolare, limitato a cento sostenitori imperiesi che, in cambio di una tessera cosiddetta "Gold",
La mattinata stessa in cui uscì sui quotidiani locali la notizia, Stefano Falchi si presentò in sede coi contanti per sottoscrivere la sua tessera, poiché voleva a tutti i costi staccare la tessera numero 1.
Giunto in sede, un altro dirigente gli disse che non avevamo ancora stampato queste tessere, ma lui insisteva per averla, aggiungendo "Poi me la darai...". Questo dirigente, però, lo consigliò di lasciar perdere, perché si era conto che questa altri non era che una iniziativa che non avrebbe avuto seguito e che avrebbe buttato via i soldi. Stefano Falchi E lui ci rimase male.
Insomma, un neroazzurro vero.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Certo che me lo ricordo per chi come me frequenta il Ciccione da oltre 40 anni un istituzione sempre presente con il suo guanto nero…

Anonimo ha detto...

Un'altra bellissima persona, di cuore e sensibile. Un aneddoto , veniva a chiedermi se poteva dare un premio al giocatore da Lui scelto, non denaro ma, di solito una medaglietta con dedica, un gran Signore..
Alfredo Bencardino 🖤💙🖤💙

Anonimo ha detto...

Ho ben presente Dario Pasini, non ho invece conosciuto Stefano Falchi.
Però mi rendo conto è che anche queste persone, pur non facendo gol, assist e parate hanno fatto anche loro la storia dell'Imperia Calcio. Questa storia è il vero cuore della squadra di calcio di Imperia e sopravviverà altri 100 e 100 anni dopo di noi, anche se potrà cadere in mani sbagliate come purtroppo è successo.
Grazie im1923 per il lavoro straordinario e certosino che fai da anni, anche raccontando queste persone semplici ed umili che hanno però contribuito a fare battere sempre il ❤️ dell'Imperia Calcio

Anonimo ha detto...

Capitan Uncino uno di noi