Velocità funambolica, dribbling ubriacante, tecnica da "joga bonito" (per dirla alla brasiliana) e un vero e proprio culto verso l'uno contro uno. In effetti, Yago ha il verdeoro nel sangue: i suoi genitori, Maicol, ex calciatore (giocava in Serie B brasiliana con il Caxias), e Juliana, sono provenienti dal sud del Brasile, trasferitosi successivamente in Lombardia, prima a Milano e poi, precisamente a Maleo, un piccolo paesino in provincia di Lodi, in cui il talentino classe 2007 inizia a splendere per i campi. I primi gol li segna con la squadra della sua città, il Gerundia Football, poi nell'AS Pizzighettone e, finalmente, la chiamata della prima Prof: la Pergolettese, con cui si lega per tre anni tra Pulcini ed Esordienti.
A Crema fa brillare gli occhi di tutti, in particolarmente quelli dei dirigenti del Piacenza, che non ci pensano due volte e, nel 2018, lo portano alla base dopo un lungo corteggiamento. Con i biancorossi passa tre annate di grande crescita tra mille difficoltà causa Covid, fondamentale in questo contesto la figura del suo ex allenatore, Alessandro Bescapè: «Bescapè è stato importante durante il mio ultimo anno, prima che andassi via. Mi ha dato tantissima fiducia e libertà, anche in campo, così io riuscivo ad esprimermi al meglio». Proprio durante la sua ultima stagione a Piacenza, arriva il definitivo exploit di Yago: «Per via della pandemia abbiamo giocato solo tre partite di campionato ma in quelle ho segnato tre gol, tra cui uno anche al Sassuolo e, da quel momento, è arrivata qualche chiamata».
E che chiamate: i mesi di provini con la Juventus, il Milan e il Parma, ma anche gli interessi concreti di Bologna e Spal. A vincere la concorrenza è proprio il Sassuolo che lo ingaggia per l'Under 15, in cui trova il suo attuale tecnico in Under 18 Cris Gilioli.
Ora l'avventura a Imperia, la prima tra i "grandi".
(informazioni tratte da https://www.sprintesport.it/)

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