La firma è arrivata ier e con essa il primo atto formale del nuovo corso nerazzurro: Giuseppe D’Onofrio è il nuovo presidente dell’Imperia Calcio. L’imprenditore, alla guida della società general contractor Arkipiù di base nella provincia di Caserta, ha perfezionato l’acquisizione del club e ha subito ridisegnato il consiglio di amministrazione, inserendo figure chiave per il progetto che intende avviare. Il geometra ventimigliese Antonio Capraro assume la delega ai rapporti bancari e alla tesoreria, mentre Marco Caimano, socio di D’Onofrio in Arkipiù (prossimo main sponsor), entra nell’assetto societario a suggellare un’operazione accolta in città come una vera ventata d’ossigeno, dopo anni di difficoltà economiche e prospettive ridotte.
La prima intervista da presidente chiarisce il metodo. “Il primo passaggio è confermare e integrare l’attuale struttura, con un direttore sportivo e un direttore generale, e dare stabilità economica”, spiega D’Onofrio, mettendo in cima all’agenda la necessità di rimettere ordine e garantire continuità. “I termini dell’accordo raggiunto sono riservati, ma è evidente che dobbiamo stabilizzare una situazione che negli ultimi anni si è deteriorata”. Accanto all’urgenza della tenuta, c’è il secondo binario del progetto: costruire. “In contemporanea voglio creare un settore giovanile che sia il fiore all’occhiello. Dobbiamo utilizzare tutte le possibilità del territorio e, ovviamente, anche andare oltre per cercare qualche campioncino per la prima squadra. L’obiettivo è portare l’Imperia verso categorie maggiori, fino al professionismo”, dice, collegando la dimensione sportiva a una visione di medio periodo.
Il tema strutture, però, viene trattato con realismo: “Seguiremo l’iter necessario, ma il punto è migliorare tutte le strutture esistenti e, dove possibile, costruirne di nuove. Serve patrimonializzazione: voglio dare all’Imperia Calcio la possibilità di ambire a categorie che oggi neanche si immaginano”. Parole che, in una piazza abituata negli ultimi anni a ragionare più di salvezza che di crescita, segnano un cambio di tono netto. D’Onofrio lega il suo ingresso a un rapporto già avviato con il Ponente. “Opero in provincia di Imperia da diversi anni. Vedo il mio impegno con l’Imperia Calcio come un modo di contraccambiare l’accoglienza di questa terra, della Liguria e in particolare della provincia”, spiega. E aggiunge un passaggio di metodo: “Voglio prendermi il tempo che serve per conoscere bene la città. Sono sicuro che non solo il Comune, ma tutti daranno una grossa mano: c’è interesse e c’è voglia di fare”.
Nel giorno dell’insediamento, il nuovo presidente ha voluto spendere parole precise per chi lo ha preceduto e per chi ha reso possibile il passaggio di consegne. “Voglio ringraziare la città e i tifosi. E voglio ringraziare due persone eccezionali, che hanno dato la massima disponibilità perché l’operazione andasse in porto: il presidente Fabrizio Gramondo e il vicepresidente Fabio Ramoino. Sono stati disponibili su tutto e, ne sono certo, lo saranno anche per il futuro”. Un riconoscimento che prova a evitare strappi e a presentare il cambio al vertice come un passaggio ordinato, non come una rottura. La chiusura dell’intervista, però, è la frase che riassume al meglio le sue prospettive: “Porterò la mia impronta manageriale. L’Imperia sarà gestita come un’impresa. Sono molto ambizioso: certamente non farò il presidente di comparsa”.
2 commenti:
Cercare un accordo con le realtà minori della città, tipo Onegliese, per unire strutture, ragazzi e istruttori in un'unica realtà. Tutti uniti per essere il solo polo calcistico del capoluogo! E domenica, vada come vada, tutti allo stadio!!!
Tappezzare bar, vie e negozi di manifesti per ricordare a tutti che domenica alle 15 al Ciccione non c'è una partita, ma LA PARTITA. Tutti allo Stadio!!!
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