Intervista di Im1923 a Gian Luca Bocchi
Im1923: la stagione si è conclusa da alcune settimane e non è andata esattamente come noi tifosi speravamo nello scorso settembre... Qualcuno ha tirato in causa la malasorte, secondo te quali sono state le cause di una stagione al di sotto delle aspettative ?
Gian Luca Bocchi: il terzo posto finale, in coabitazione con la Cairese, ma soprattutto il distacco da Albenga e Lavagnese per le uniche posizioni che contavano, fanno si che la stagione dell'Imperia si debba definire negativa. La sfortuna, sotto forma di infortuni o rigori sbagliati, come qualche addetto ai lavori ha rimarcato, non puo' certo giustificare un simile distacco in classifica. Credo sia giusto riconoscere come Albenga e subito dopo la Lavagnese abbiano fatto molto meglio dell'Imperia, meritando sul campo la loro posizione finale. Il distacco così ampio, secondo me, non è solo frutto del loro rendimento, ma anche di una certa mancanza da parte dell'Imperia.
Im1923: sei andato subito al nocciolo della questione... Cosa avevano Lavagnese e soprattutto Albenga in più rispetto all'Imperia ?
Gian Luca Bocchi: a livello di budget, credo che le tre squadre, in linea di massima, si potessero equivalere. L'Albenga ha azzeccato fin da subito la formula, ingaggiando Buttu e il gruppo di giocatori del Finale che hanno fin da subito creato l'ossatura della squadra. A questi si sono aggiunti acquisti azzeccati come Sogno (ex Finale anche lui) e Grandoni che hanno fornito un rendimento eccezionale fin dalle prime giornate dove, anche con qualche risultato fortunoso, hanno scavato un solco che si è rivelato incolmabile per tutta la stagione. Alla Lavagnese, dal canto suo, pur non avendomi incantato come squadra, va riconosciuto il fatto di essere la società più strutturata della categoria e alla lunga, questo ha fatto la differenza nei confronti dell'Imperia e delle immediate inseguitrici.
Im1923: Cosa intendi per "più strutturata" della categoria ? Cosa aveva la Lavagnese che l'Imperia non aveva ?
Gian Luca Bocchi: La Lavagnese è una realtà che conosco benissimo. Nei giorni della finale di coppa, mi sono anche confrontato col loro allenatore Ruvo che è un amico. Innanzitutto, al loro interno, non esiste nessuna "corrente". Il proprietario, Compagnoni, è in sella alla società da 20 anni. Le decisioni sportive vengono prese da poche persone e ognuno ha dei compiti ben precisi. E' una società virtuosa e l'ingaggio di un personaggio come Brunello (albenganese) per il settore giovanile la dice lunga sulla direzione che vogliono intraprendere. A tutto questo si deve aggiungere un fattore che definisco assai importante, ovvero la possibilità da parte della Lavagnese di poter contare su una struttura sportiva, il Riboli, assai efficiente per le partite e i relativi allenamenti, cosa ben diversa per l'Imperia, costretta a peregrinare continuamente tra diversi campi, soprattutto nel periodo invernale quando il terreno del Ciccione è inagibile e quando i campi in uso sono occupati da altre leve del settore giovanile o da altre società.
Inoltre, il fatto di aver programmato l'orario degli allenamenti nel primo pomeriggio, invece che essere un vantaggio, si è dimostrato un piccolo handicap per l'imperia, visto che alcuni giocatori, per impegni lavorativi o scolastici, non sempre potevano presenziare. Secondo me, con allenamenti programmati nella seconda parte del pomeriggio, si poteva ovviare tranquillamente a questa problematica.
Im1923: durante il periodo in cui eri l'allenatore dell'Imperia, si è parlato di qualche problema con i giocatori della rosa. Credi di aver commesso qualche errore nei loro confronti ?
Gian Luca Bocchii: come già detto in precedenti interviste, durante il primo mese le cose mi sembrava andassero piuttosto bene. La classifica era ancora piuttosto deficitaria, ma la vittoria sull'Albenga e contro la Lavagnese in coppa, sembrava potesse dare un nuovo impulso alla squadra, nonostante le lacune non fossero del tutto colmate a livello di rosa. Da inizio gennaio qualcosa è cambiato. Alcuni giocatori hanno iniziato a lamentarsi prima con la società (durante le famose cene...) e solo successivamente direttamente con me riguardo la mia metodologia degli allenamenti. Quindi è capitato che per giustificare il gol subito contro l'Arenzano, un giocatore si è lamentato del fatto che non provavamo mai le situazioni di palla inattiva contro. Un altro invece si è lamentato perchè , da attaccante, non gli veniva detto come muoversi durante la fase di costruzione del gioco degli avversari... io, invece, penso fossero tutte giustificazioni pretestuose e nel periodo successivo le cose non mi sembra siano migliorate in fase offensiva e i gol subiti su palla inattiva sono diventati un problema ben maggiore.
Ovvio che a quel punto il mio rapporto con loro si fosse incrinato e le mie successive dimissioni sono anche figlie di quel rapporto che si era incrinato, non solo per i rapporti, pessimi, che stavo avendo con i dirigenti.
Im1923: Con la partenza di Fava, la società sembra abbia preso una strada diversa, affidandosi ad una consulenza "esterna" di due personaggi che tu ben conosci, Riolfo e Bencardino.
Gian Luca Bocchi: non sono molto convinto se la consulenza rimane "esterna". La società ha bisogno di avere figure importanti e forti nel proprio organigramma e Riolfo e Bencardino lo sarebbero anche alla grande, però assumendo dei ruoli ben definiti, in modo che il loro lavoro possa essere riconosciuto da tutto l'ambiente. Sono grandi conoscitori di calcio e il loro contributo potrebbe essere davvero decisivo, qualcosa che è mancato clamorosamente nella passata stagione.
Im1923: Cosa pensi dell'ingaggio di Mario Pisano come nuovo allenatore ?
Gian Luca Bocchi: sono molto contento per lui perchè so quanto ci teneva a diventare l'allenatore dell'Imperia. Certamente darà tutto se stesso per questo incarico e gli faccio un grandissimo in bocca al lupo. Penso che l'Imperia abbia fatto bene ad ingaggiarlo perchè conosce benissimo la categoria e soprattutto perchè lo sostiene una carica emotiva nel guidare i neroazzurri che non è seconda a nessuno. Credo sia fondamentale ingaggiare giocatori che incarnino fin da subito il suo spirito, aumentando notevolmente le possibilità di ottenere risultati positivi fin da subito.