Giovedì 5 marzo il presidente dell’Albese 1917 Maxim Pioggia e quello dell’AC Bra Giacomo Germanetti hanno annunciato l’avvio di un progetto che porterebbe alla nascita di una nuova squadra.
Il nodo stadio è stato decisivo: l’ "Attilio Bravi" di Bra non può essere utilizzato dai giallorossi e, per questa ragione, sta giocando tutte le gare interne di questo campionato al "Sivori" di Sestri Levante, con ovvi disagi per squadra e tifosi.
Se il Bra conserverà la categoria, nella prossima stagione la nuova squadra potrebbe disputare le gare casalinghe di Serie C all’ "Augusto Manzo" di San Cassiano, i cui lavori di adeguamento sono più alla portata.
Nelle intenzioni, l'obiettivo è programmare un futuro solido e sostenibile per il calcio del territorio tra Langhe e Roero, un’ipotesi ancora in fase di definizione, nata dalla convinzione che il territorio abbia le potenzialità per sostenere un progetto calcistico più ampio.
Periodicamente anche a Imperia si sono sentiti discorsi simili.
La prima volta che l'idea era stata proposta nel dopoguerra da un giornalista imperiese, Elvezia Baccori.
Un secondo tentativo (solo verbale) risale a metà anni '60 quando neroazzurri e biancoazzurri avrebbero dovuto unirsi per diventare solamente "Riviera dei fiori".
L'idea venne ripresa prima nel 1978 con una conferenza stampa a Ospedaletti, la proposta è stata rilanciata nell'aprile del 1980, a Sanremo, da Angelo Nicola Amato, ex presidente della Sanremese. La proposta, grosso modo, era stata questa: Imperia e Sanremese si fondono in un'unica società; si costruisce un grosso stadio con l'apporto di tutti i comuni della provincia e si punta alla serie A con grandi investimenti finanziari, soprattutto attraverso il Casinò municipale di Sanremo.
Nella stagione 2001-2002 Bettino Piro era contemporaneamente Presidente del Savona e dell'Imperia (anche se ufficialmente il massimo dirigente era l'avvocato Fabrizio Vincenzi) e il suo sogno era quello di fare un'unica formazione, che voleva chiamare "IMperioSA".
Personalmente sono contrario a queste unioni, non ho mai digerito la "fonduta" tra Imperia calcio e Pro Imperia, della quale ancora paghiamo il dazio e direi sempre "no grazie" a chi auspicherebbe la nascita di una compagine provinciale che raccolga quanto di meglio c'è in provincia, per cercare di dare la scalata al calcio che conta. Se proprio voglio vedere quello, se proprio non ne posso fare a meno, faccio un centinaio di km, perchè questa squadra non mi rappresenterebbe.
Voi cosa ne pensate? Meglio navigare a vista, sempre sull'orlo del fallimento, e vivacchiare nei campionati dilettantistici, come stiamo facendo praticamente da sempre in questo secolo oppure giocare in quelli professionistici ma al seguito di una squadra senza una precisa identità?
8 commenti:
La mia opinione la sai. Differisce dalla tua perché di mediocrità penso che ne abbiamo vista tutti per troppi anni. Purtroppo c'è chi è legato mani e piedi alla rivalità coi matuziani per due giorni l'anno. Però poi che per il resto dell'anno abbiamo il Chisola o il club Milano... So benissimo che anche con una fusione non arriveremmo mai né in serie A e nemmeno in serie B, ma già trovare sulla propria strada un Perugia o un Ascoli, un Brescia o una Triestina sarebbe tanta roba.
Onestamente preferisco la rivalità sta squadre e città vicine e il bello dello sport e del calcio e’ anche questo . Poi la provincia è le città di Imperia e sanremo non ha le capacità di fare categorie superiori e forse al massimo la serie c e anche qui dovrebbero venire investitori , molti e da fuori regione . E poi già gli imprenditori locali non investono nello sport qui in provincia ma chi viene a buttare soldi in un territorio come il nostro .. stiamo dove siamo che è meglio
Io credo che nel bene o nel male bisogna considerare che i tempi sono cambiati e che il campanilismo di una volta non esiste piu'come prima. Una volta Imperia era composta quasi solo solo da Imperiesi, fligli di imperiesi e nati e cresicuti li'. Ora Imperia imperiesei doc (intendo figli di due imperiesi) ce ne sara' uno su 4 se va bene. Le nuove generazioni sono figlie di un'integrazione ed una mobilita' che una volta non esisteva (ragion per cui per esempio i dialetti muoiono). Il campanilismo di una volta non tornera' mai piu', cosi come il nostro amato dialetto, e bisogna saper stare al passo dei tempi..settimane fa avevo portato io l'esempio delle dolomiti bellunesi..non dico che sia giusto, ma secondo me sono per lo meno all'avanguardia ed e' un'esperienza che ha portato belluno in C
Più che altro è Feltre che sta usufruendo della serie C visto che la Dolomiti Bellunesi gioca nello stadio di Feltre. Da Belluno credo che non vada nessuno.
Concordo al 100%. Ormai chi può definirsi imperiese o matuziano doc? Ben pochi... E anche a livello di giocatori, non c'e quasi piu nessuno che rappresenti veramente l'ideentità di una delle due squadre
La scajolese , allenatore Oronzo Cana'
Quindi secondo voi l'Imperia non rappresenta più gli imperiesi e la Sanremese non rappresenta i sanremesi, invece una società comune cosa rappresenta? La provincia di Imperia? La riviera dei fiori? Due società storiche per voi sono da buttare per assistere al calcio che conta (la serie C forse...). Non capisco come ragionate. A questo punto mettiamoci dentro pure Savona così magari si può puntare alla serie B con la squadra del Ponente. Non ha davvero alcun senso.
Signori, evidentemente siamo dimenticati che l'Imperia dei tre dirigggenti de sto gran par de ⚽️⚽️ è il risultato di una fusione ignobile portata avanti contro ogni logica per ripicche e dimostrazioni di potere sul territorio da quello a cui avete regalato pure la sciarpa e dai suoi lecchini.
Quello che fanno da altre parti sono affari loro, non è che dobbiamo copiare per forza.
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