martedì 24 febbraio 2009

Chi l'ha visto? Roberto Mosca


Questa volta voglio ricordare il centrocampista Roberto Mosca, con noi nelle stagioni 1997/1998 e 1998/1999.
Innanzitutto la scheda, grazie al contributo dell'incommensurabile Massimo di Finale Ligure (stagione/squadra/serie/presenze/gol):

87-88. Rivarolese Ge. 1a Cat.
88-89. Rivarolese Ge. Prom. 27. 4
89-90. Rivarolese Ge. Prom. 16. 2
90-91. Rivarolese Ge. Prom. 4
91-92. Sammargheritese. Int. 31. 2
92-93. Rapallo. Cnd. 30. 7
93-94. Spezia C1. 29. 1
94-95. Spezia. C1. 19. 0
95-96. Pontedecimo Cnd. 21. 9
96-97. Massese. C2. 18. 1
97-98. Imperia. Cnd. 2.0 0
98-99. Imperia. Cnd. 15. 1
99-00. Fossanese. Ecc. 14. 5
00-01. Pontedecimo. Ecc. 28.. 7
01-02. Genoa Club Mignanego Ecc. 30. 8
02-03. Genoa Club Mignanego. Ecc. 29. 5
03-04. Borgoratti. Prom. 29. 9
04-05. Borgoratti. Prom. 21. 6
05-06. Borgoratti. Prom. 21. 1
06-07. Gaviese. Prom. 31. 5
07-08. San Cipriano. Ecc. 11 2

Roberto Mosca, centrocampista offensivo dai piedi buoni, nasce a Bolzaneto (Ge) il 3 maggio 1971 ed arriva ad Imperia nell'estate del 1997, con ottime credenziali: due stagioni da titolare in C1 con lo Spezia ed in C2 con la Massese.
Fa il suo esordio in nerazzurro il 7 settembre del 1997 nella partita interna proprio contro la sua ex squadra, la Massese, al posto di "Spartaco" Desideri, ma non riesce a concludere la gara per un infortunio muscolare.
Gli infortuni e la presenza, nel suo reparto, di calciatori del calibro di Peluffo, Rotella, Bocchi, Bongiorni e Menchini, limitano il numero delle sue presenze nella squadra allenata da Flavio Ferraro prima, e Giorgio Benedetti dopo.
Ma, allenandosi sempre con serietà ed umiltà, ogni volta che viene gettato nella mischia si fa trovare prontissimo.
Come il 18 gennaio 1999, a Corbetta, quando da il suo contributo alla promozione in serie C2, col suo gol, anzi gollonzo, di ginocchio, la rete del definitivo 1-3 contro i lombardi, che riporta i nerazzurri in vetta al Campionato e che potete rivedere cliccando qui.
Ma c'è un particolare che lo renderà immortale tra i frequentatori della Curva Nord: il coro a lui dedicato, il mitico "Mosca Mosca Fly fly fly!!!"... uno spettacolo!
Come sempre, chiunque abbia ricordi di questo calciatore, li condivida con noi e se ha la possibilità di contattarlo, lo faccia.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

scusate l'interruzione..ne approfitto della vostra popolarità per segnalarvi finalmente un forum sulla città di Imperia!

http://imperia.forumfree.net/

Iscrivetevi numerosi!!!!!!
e dite la vostra!!!!!!!!

broker ha detto...

Come si può dimenticare il Maradona del Tigullio...

gianbo ha detto...

Sono proprio contento che si parli di Roberto Mosca in questa rubrica,in quanto si tratta di un giocatore con la G maiuscola e di un compagno di squadra inimitabile.
Dico questo perche' nelle due stagioni passate in maglia nerazzurra ha sempre dato esempio di professionalita' e intelligenza,nonostante una serie interminabile di infortuni.Io lo ricordo,immarcabile,nella sua stagione a Rapallo,quella che gli è valsa il salto in C1 nello Spezia,dove si è messo in luce, meritandosi le attenzioni di un club di serie A (il Lecce)che lo fece seguire per alcuni mesi,fino a convocarlo per il ritiro estivo.Purtroppo per lui il caso-Bosman doveva ancora fare scuola e si ritrovo' vittima di un contratto scaduto,con lo Spezia,ma dal quale non poteva liberarsi.Finisce la stagione a Pontex,in D vicino a casa,prima di approdare nuovamente tra i prof a Massa (dove conosce Ciro e tutti gli amici ultras della Massese).
La stagione successiva approda all'Imperia dove lo incontro per la prima volta come compagno di squadra e scopro una persona incredibile,oltre che un ottimo giocatore.

Anonimo ha detto...

L'ho visto giocare ieri sera in una partita di "calcio" a 5 in stile scapoli ammogliati e mi dispiace dover comunicare che il "Maradona del Tigullio" si è dimostrato all'altezza di quello Argentino quando era in cura al SERT Sudamericano non ho mai visto un calciatore così scorretto e pieno di se, fortunatamente per lui gli avversari avevano circa 30 anni di meno ma molto più maturi, che amarezza